CAPRACOTTA, IL GIOIELLO “GREEN” DEL MOLISE

Bello ed ecosostenibile questo borgo del Molise è oggetto di studio da parte di varie università e persino del Cnr. Siamo in provincia di Isernia, difronte ad un ecosistema naturale di rara bellezza.

TURISMO
Redazione
CAPRACOTTA, IL GIOIELLO “GREEN” DEL MOLISE

Bello ed ecosostenibile questo borgo del Molise è oggetto di studio da parte di varie università e persino del Cnr. Siamo in provincia di Isernia, difronte ad un ecosistema naturale di rara bellezza.

Un ecosistema naturale di rara bellezza, che include uno degli orti botanici più alti d’Italia, il prestigioso Giardino delle Flora Appenninica, a 1525 metri, ma anche un’aria salubre che gli sono valsi l’appellativo di “Paese del Benessere”. Siamo a Capracotta, borgo del Molise in provincia di Isernia, centro montano situato nell’altissimo Molise a più di 1400 metri di altezza, il più alto comune del centro-sud Italia, stazione climatica e sciistica. E in questo clima meraviglioso anche la produzione agroalimentare diventa unica. Tra le eccellenze, ci sono i formaggi, fatti ancora con latte crudo.

Storia

Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio di Capracotta risalgono al periodo Musteriano, ma il primo insediamento stabile è datato IX secolo a.C. Alcune campagne di scavo hanno portato alla luce un sito costituito da capanne circolari e edifici in marmo, risalenti al I sec. d.C., nei pressi di Fonte del Romito. Questo abitato si trasformò in un insediamento esteso e socialmente complesso nel giro di pochi secoli fino a quando, nel I sec. d.C., un violento incendio fermò questo processo di crescita. Gli abitanti riuscirono a mettersi in salvo ma, la caduta di Roma e l’arrivo dei popoli invasori non permise alla comunità di risollevarsi.

Dominata per secoli, prima dai Longobardi, poi dagli Aragonesi e in seguito dai Savoia, nel 1860 Capracotta venne annessa all’Italia unita. Durante la II guerra mondiale il paese, fu raso al fuoco con la dinamite. La popolazione fu costretta a sfollare verso le regioni meridionali italiane controllate dagli Anglo-americani. Nel 1945, gli esuli tornarono in paese e lo ricostruirono ma, fino alla fine degli anni settanta, proseguì l’emigrazione verso le città industrializzate del Nord Italia e dell’Europa Occidentale.

Cosa vedere

Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Cielo Assunta

Si trova sulla parte più alta del paese, nel rione Terra Vecchia, e fu sede della collegiata. Non si sa come fosse la chiesa preesistente quella attuale, fatto che è frutto di un rifacimento totale del 1725. Chiesa di Sant’Antonio di Padova

Piccola chiesa che si trova nella parte finale del Corso Sant’Antonio, risalente al XVIII secolo, ma forse edificata su una preesistente costruzione. La cappella è dedicata al Santo patavino, molto venerato in paese.

Chiesa di San Giovanni Battista

Si trova nella parte alta del paese, è una piccola cappella rettangolare, con facciata a capanna, portale architravato in pietra concia, e sovrastante campanile a vela, simile alla chiesa di Sant’Antonio.

Santuario della Madonna di Loreto

Si trova fuori dal paese, dirigendosi verso Monte Capraro. Esistente già dal 1622, aveva 8 sacerdoti, possedeva molti feudi, nel 1950 dopo i danni della guerra è stata ricostruita, seguendo lo stile neo romanico e neogotico, è sede di una confraternita che organizza ogni 3 anni a ciclo una processione di cavalli bardati. Nella stagione di transumanza, da questa chiesa partivano gli armenti.

Aree naturali

Giardino della flora appenninica, Prato Gentile, Parco fluviale del Verrino, Riserva naturale di Pescobertino, Sorgente dell’Acqua Zolfa.

Curiosità

Sullo stemma civico del borgo campeggia una capra che fugge da una pira. Alcuni sostengono che derivi dall’antica usanza dei Longobardi di sacrificare capre, che venivano mangiate dopo averle arrostire. Un’altra leggenda, invece, vuole che un gruppo di nomadi arrivasse in questa zona con l’intenzione di fondare un sito abitativo. Per propiziarsi la sorte, decisero di sacrificare una capra, ma l’animale fuggì sui monti, dove si accasciò stremata. Vedendolo come un segno del destino, la città fu fondata nel luogo in cui la capra esalò l’ultimo respiro.

Capracotta è Medaglia di bronzo al merito civile. La motivazione: «Comune situato all’interno della linea “Gustav”, occupato dalle truppe tedesche, subiva, in attuazione della tattica della “terra bruciata”, la quasi completa demolizione del patrimonio edilizio e diverse vittime civili. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, seppe resistere con contegno agli stenti e alle dure sofferenze, per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale».

Sostenibilità ambientale

Dalla collaborazione tra il Comune di Capracotta, l’Università del Molise, IPCB (CNR) e GAL Alto Molise è nato il progetto “L’Altissimo Molise come modello di laboratorio di sostenibilità ambientale e qualità della vita”.

Tra gli obiettivi c’è la ricerca e il monitoraggio di alcuni fattori contaminanti sia nell’ambiente che nei prodotti agro-zootecnici, al fine di attestarne la qualità e la sicurezza, partendo dalla qualità dell’aria. Le attività di ricerca prevedono anche un’attenta divulgazione dei risultati, azioni di sensibilizzazione della popolazione residente e dei produttori alle tematiche ambientali, all’ecosostenibilità delle produzioni e alla loro valorizzazione.

Sport

Per gli amanti degli sport invernali, le possibilità di divertimento sono molte grazie ai due impianti per la pratica di sci alpino e sci di fondo. Le piste per lo sci di fondo si estendono per oltre 15 km all’interno di un bosco di faggi e abeti e sono state scelte spesso come sede di gare nazionali e internazionali (Campionati Nazionali Assoluti di Sci di Fondo 1997 e la “Continetal Cup” nel 2004 e nel 2008). Capracotta ospita uno storico Sci Club, fondato nel 1914 e che si fregia della Stella d’Oro CONI e del Distintivo d’Oro FISI.

Come arrivare

In auto

Da Roma: A1 uscita S. Vittore: Venafro – Isernia – Fondovalle Trigno direzione Vasto – uscita Pescolanciano – Capracotta A25 uscita Pratola Peligna: Roccaraso – Castel di Sangro – S.Pietro Avellana – Capracotta
Da Napoli: A1 uscita Caianello: Venafro – Isernia – Fondovalle Trigno direzione Vasto – uscita Pescolanciano – Capracotta
Da Pescara: A14 uscita Val di Sangro: Fondovalle Sangro direzione Castel di Sangro. Uscita Rosello – Capracotta
Da Bari: A14 uscita Vasto Sud: Fondovalle Trigno direzione Isernia. Uscita Pescolanciano – Capracotta

In aereo
Da aereoporto Roma seguire per A1 uscita S. Vittore: Venafro – Isernia – Fondovalle Trigno direzione Vasto – uscita Pescolanciano – Capracotta
Da aeroporto Pescara seguire per A14 uscita Val di Sangro: Fondovalle Sangro direzione Castel di Sangro. Uscita Rosello – Capracotta
Da aeroporto Bari seguire per A14 uscita Vasto Sud: Fondovalle Trigno direzione Isernia. Uscita Pescolanciano – Capracotta

Riferimenti
www.capracotta.com
www.giardinocapracotta.unimol.it
www.viaggiomolise.it/capracotta