E se la mobilità “maleducata” diventasse “gentile”? Come si può, se non eliminare, almeno arginare o quantomeno attenuare la “mobilità maleducata” con la quale si è chiamati a fare i conti ogni giorno nella “giungla urbana” delle città? A porsi il problema e a trovare soluzioni ci stanno provando in tutto il mondo.
Da Parigi a Bogotà, da San Francisco a Londra sono già diverse le iniziative per promuovere un nuovo trend globale che alla maleducazione oppone la “mobilità gentile” per incidere sul tessuto delle metropoli e delle grandi città. È dunque chiamata la gentilezza (più potente della educazione) a contrapporsi alla maleducazione che, non di rado, fa rima con insicurezza per i sempre più diffusi pericoli che si corrono nel traffico cittadino (mezzi privati, mezzi pubblici, sharing mobility e pedoni che dir di voglia) dove, alle violazioni del codice della strada e allo stato precario delle strade, si aggiunge un fenomeno più subdolo e recente, appunto la “mobilità maleducata”, causata, dicono gli psicologi, da stress, noncuranza e poco rispetto per sé e per gli altri. E, a ben ricordare, è la stessa gentilezza contenuta in una frase attribuita a Platone:”quando incontri una persona non sai quante battaglie sta combattendo dentro di sé, sii gentile, sempre”.
Certo è che occorrono anche strutture favorevoli. Come a Parigi dove è stato avviato il “15-minute city” che offre la possibilità di svolgere tutte le attività quotidiane a distanza da casa di 15 minuti, a piedi o in bicicletta, progetto che prevede anche la realizzazione di 180 km aggiuntivi di piste ciclabili e di 180mila parcheggi per bicilette entro il 2026. E in Italia, dove secondo l’Aci oltre 7 incidenti su 10 avvengono nei centri abitati?
Anche da noi si comincia a sentire il bisogno di promuovere rapporti virtuosi tra pedoni e guidatori, come dimostra quanto avvenuto a Milano dove è nato un contest di 150 studenti per promuovere la mobilità gentile intanto attraverso una campagna di comunicazione d’impatto.
Si tratta del “Dentsu Creative Comes to Town” aperto agli studenti delle scuole di comunicazione e dei master nelle discipline dell’advertising di tutta Italia con la collaborazione dell’Accademia di Comunicazione, IED Milano, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, POLI.design, ALMED – Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Milano e il magazine Perimetro.

Il compito assegnato è stato quello di ideare e realizzare una campagna di comunicazione dedicata alla promozione dello spazio urbano in quanto luogo di rispetto. E sono state tre le campagne vincitrici ex aequo, visibili on air nei maxi-billboard di Piazza San Babila fino al 4 dicembre, e grazie alla partnership con SEA, anche all’interno dei circuiti digitali degli aeroporti di Linate a Malpensa con una copertura di 130 spazi. A firmare le creatività delle campagne sono Dario Casazza, Madalina Tone, Fabiana Canamero e Vlad Sliusarenco (Accademia di Comunicazione Milano), Elsa Casé Lorenzo Vastola, Luca Montanari e Virginia Della Giorgia (Accademia di Comunicazione di Milano) e Marina Reitano (ISIA – Istituto Superiore Industrie Artistiche di Urbino).
Spiega Emanuele Nenna, CEO & Chairman di Dentsu Creative: “Per il debutto abbiamo deciso di coinvolgere le realtà che tutti i giorni si impegnano a formare i comunicatori, università e scuole di comunicazione, e abbiamo scelto il tema della “mobilità gentile”, ancora poco esplorato e comunicato, coerente con la nostra idea di creatività non fine a sé stessa ma capace di diffondere cultura, di portare beneficio alla società e, laddove possibile, di inventare il futuro. Ed è proprio per questo che abbiamo deciso di coinvolgere le nuove generazioni nel Dentsu Creative, il luogo in cui ognuno di loro potrà trovare opportunità per realizzare il miglior lavoro della sua carriera”.

Per promuovere la “gentle mobility” si è inoltre messo al lavoro un panel di esperti che hanno scritto il galateo della mobilità gentile con 10 semplici regole da seguire per vivere più serenamente la città in sella o al volante. E sono:
- Mettersi alla guida in condizioni psicofisiche ottimali
- Avere conoscenza e senso di responsabilità agendo nel pieno rispetto degli altri guidatori o pedoni.
- Guidare il proprio mezzo con attenzione e prudenza.
- Preferire mezzi sostenibili e quindi scegliere di muoversi a piedi o in bicicletta, contribuendo così ad abbassare le emissioni nocive nell’aria.
- Parcheggiare solo negli spazi consentiti.
- Evitare di transitare con il proprio mezzo dove non è consentito come evitare di pedalare in bicicletta sul marciapiede o passare con l’auto nelle aree pedonali.
- Segnalare spostamenti-cambio di corsia.
- Dare la precedenza quando si viaggia sui mezzi pubblici: garantire cioè sempre la seduta alle fasce d’età più deboli come anziani, donne incinta e bambini
- Lasciare il mezzo in condivisione in un’area che non ostacoli la viabilità: quando si lascia per esempio un mezzo di sharing, occorre lasciarlo in un luogo che non intralci e che sia facilmente reperibile da un altro utente.
- Non sporcare e non fumare se si viaggia in compagnia.
Che poi si potrebbero riassumere nel solo “Ci sono anche gli altri”.
