CORRIDOI LOGISTICI, SILENZIO SUL CAMBIO DI ROTTA

L’UE ora vuole privilegiare l’asse Nord-Est Europa (effetto Ucraina) a discapito di quello Nord-Sud verso l’Italia non più ponte strategico sul Mediterraneo e verso Suez?

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Redazione
CORRIDOI LOGISTICI, SILENZIO SUL CAMBIO DI ROTTA

L’UE ora vuole privilegiare l’asse Nord-Est Europa (effetto Ucraina) a discapito di quello Nord-Sud verso l’Italia non più ponte strategico sul Mediterraneo e verso Suez?

C’è un silenzio, oserei dire assordante, tranne poche eccezioni, sulle ultime novità che si stanno prospettando nel ridisegnare, da parte delle Commissione Ue, l’articolazione dei corridoi strategici europei, la rete TEN-T.

Che cosa sta succedendo? Che l’Unione Europea ha intenzione di potenziare i corridoi dal Nord Atlantico verso l’Europa dell’Est e che per far questo “sacrifica” o comunque passa in seconda linea la direttrice Nord Europa- Italia e in particolar modo il Sud Italia, quello che con i porti di Gioia Tauro, Napoli e Palermo.
E quindi mina le prospettive di un ritrovato ruolo strategico nella zona del Meridione italiano del Mediterraneo così chiaramente disegnato nelle attese di due anni fa agli Stati Generali di Napoli, anche in considerazione del processo di regionalizzazione della globalizzazione teso ad accorciare le filiere logistiche.

Questo si prospetta peraltro addirittura dopo le proposte di modiche che sul Tirreno avrebbero allungato il corridoio TEN-T fino al porto di Livorno, passando da Genova e La Spezia, e sull’Adriatico verso Ancona e possibilmente verso Bari. E accadrebbe tenendo inoltre chiuso nel cassetto da più di venti anni il più volte evocato e sbandierato corridoio multimediale Berlino-Palermo che, mentre l’Europa promette di concorrere al finanziamento della progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina, è sempre più sbiancato nelle mappe delle grandi comunicazioni dell’Unione.

Dicevamo che su questo radicale cambio di indirizzo programmatico – che sposta le priorità sull’asse orizzontale Nord Europa-Est Europa da quello verticale Nord-Sud Europa verso il Mediterraneo e per il quale si denuncia l’assenza e quindi il disinteresse della politica italiana a Bruxelles, si ha l’impressione che – a torto – questo cambio di prospettiva e di priorità, che rientra ovviamente tra gli effetti collaterali della guerra in Ucraina, non sia stato ancora colto nella sua portata.

Eppure è in gioco il ruolo stesso dell’Italia, e soprattutto del Meridione, che si candida ad essere protagonista nella nuova centralità strategica del Mediterraneo, trovandosi nella direttrice del Canale di Suez.
Questo perché, mappa dei collegamenti Ue alla mano, lo spostamento privilegiato verso Est delle attenzioni semmai avrebbe come ulteriore effetto quello di assegnare, al netto dei porti dell’Adriatico, ai Paesi Balcanici fino alla Grecia e anche alla Turchia, una posizione da protagonista, e all’Italia quella di comprimaria.