La biodiversità è in pericolo siamo ancora in tempo per salvarla
In un pianeta in continua crescita, basti pensare che nel mese di novembre si sono raggiunti gli 8 miliardi, assistiamo ad una costante perdita delle risorse naturali e degli ecosistemi. Quindi la Convenzione per la biodiversità in programma a Montreal è chiamata, a porsi obiettivi sempre più ambiziosi in grado da qui al 2030 – 2050 di arrestare questo declino, infatti secondo la lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura sono circa 1 milione le specie a rischio estinzione ma nonostante ciò non è ancora troppo tardi per invertire la tendenza. Perdita della diversità biologica che si ripercuote su salute umana, sicurezza e benessere economico, come dimostra il decremento di insetti impollinatori, pesce, legno con perdite di oltre 2.7 trilioni di dollari entro il 2030, con punte superiori al 10% nei paesi a reddito basso e medio basso.
Dalla Cina al Canada per salvare la diversità biologica del pianeta
Come previsto nella prima fase della COP 15 svoltasi nell’ ottobre 2021 a Kunming in Cina dove è stata firmata la dichiarazione “civiltà ecologica, costruire un futuro condiviso per tutta la vita sulla terra” è necessario garantire alla biodiversità la possibilità di ristabilirsi entro il prossimo decennio. Per questo nella seconda fase in corso di svolgimento, nel momento in cui vi parliamo e fino al 17 dicembre a Montreal in Canada i 196 paesi che hanno ratificato la convenzione dovranno formalizzare e rendere concreto il post 2020 Global Biodiversity Framework, sostanzialmente una serie di obiettivi in linea con quanto previsto dai target di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite che siano misurabili, sostenuti dalla scienza e abbiano risultati espliciti, incluse azioni per affrontare le minacce alla biodiversità e proteggere e ripristinare i benefici offerti dalla natura alle persone Per questo è necessario creare un quadro regolatorio che coinvolga paesi, città, governi, popolazioni indigene, comunità locali, industria, donne, giovani, agricoltori, società civili. Le richieste avanzate alla COP sono sostanzialmente quelle di porre in essere azioni che abbiano benefici diretti sulla biodiversità con priorità verso la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, costruendo una resilienza sociale, economica o ecologica con focus su aree ad alta vulnerabilità, estesa biodiversità locale o regionale o che hanno contributi significativi alla biodiversità.

Per questo la convenzione in linea il documento di ratifica formato a Rio de Janeiro nel 1992 si pone tre obiettivi principali, la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle sue risorse, la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche. Oltre a ciò è quanto mai necessario dare corpo ad un documento per fermare la distruzione delle foreste, proteggere il 30 % di terre e oceani, ripristinare circa 2 miliardi di ettari di terre, fiumi, laghi, coste, mari, eliminare l’inquinamento da plastica, ridurre di 2/3 l’uso di pesticidi, ridurre di 500 miliardi di euro le sovvenzioni ad investimenti non green, aumentare di 200 miliardi l’anno i fondi per la conservazione della biodiversità. Nonostante l’ aumento delle politiche e delle azioni a sostegno della biodiversità, gli indicatori mostrano che le cause della perdita di biodiversità sono peggiorate diminuendo ulteriormente tra il 2011 e il 2020 e a livello globale nessuno dei 20 obiettivi di biodiversità di Aichi, concordati dalle parti della CBD nel 2010 è stato pienamente raggiunto.
Obiettivi che si inseriscono all’ interno di cinque aree :
- affrontare le cause alla base della perdita di biodiversità integrandola nelle politiche governative e tra le priorità della società; ridurre le pressioni dirette sulla biodiversità e promuovere l’uso sostenibile delle risorse; migliorare lo stato della biodiversità salvaguardando gli ecosistemi, le specie e la diversità genetica; aumentare i benefici che la biodiversità e i servizi ecosistemici garantiscono a tutti; migliorare l’attuazione del Piano attraverso la pianificazione partecipativa, la gestione delle conoscenze e lo sviluppo delle rispettive capacità.
- La convenzione prevede sette tavoli tematici sulla biodiversità che coinvolgono aree ben determinate, agricoltura, terre aride e sub umide, foreste, acque interne, isole, marina e costiera, montagne. Inoltre sono analizzate specie aliene invasive, strategia globale per la conservazione delle piante, conoscenza tradizionale, biodiversità e cambiamenti climatici.
- Conferenza delle parti che ha adottato due protocolli quello di Cartagena sulla biosicurezza e quello Nagoya sull’ accesso alle risorse genetiche e all’ equa condivisione dei benefici, rispettivamente del 2001 e del 2011.
- Durante la convention sono in programma eventi collaterali, tra questi il summit su natura e cultura per riflettere sul valore della natura quale legame tra diversità biologica e culturale e condividere esperienze su come ripristinare e rafforzare tali legami a sostegno dell’attuazione del quadro globale per la biodiversità 2020, la giornata su finanza e biodiversità per mettere in luce il tasso di perdita di diversità biologica quale minaccia all’ economia e al sistema finanziario. Questo perché si stima che oltre 44 trilioni di dollari sia il valore economico dei servizi forniti dalla natura e dai suoi servizi ecosistemici.
Per maggiori informazioni : www.cbd.int
