ECOMAFIA: I NUMERI SUI REATI AMBIENTALI IN ITALIA

Il rapporto di Legambiente fotografa la situazione italiana in materia di lotta e contrasto alla criminalità ambientale. Il numero dei reati diminuisce, ma resta comunque sopra i 30mila annui.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
ECOMAFIA: I NUMERI SUI REATI AMBIENTALI IN ITALIA

Il rapporto di Legambiente fotografa la situazione italiana in materia di lotta e contrasto alla criminalità ambientale. Il numero dei reati diminuisce, ma resta comunque sopra i 30mila annui.

Come ogni anno, è stato presentato, il nuovo rapporto Ecomafia, dal quale si evince che c’è stato un minimo calo dei reati ambientali, ma anche quest’anno la quota non è scesa sotto i 30mila. Le ecomafie continuano nel far del male all’ambiente, mosse da interessi trasversali alla cui base ci sono criminalità ambientale, economica e organizzata che si uniscono in un triangolo perfetto e che si rafforza sempre di più con il passare degli anni. Il risultato è un attacco diretto, grazie anche agli amici “corruzione” e “illeciti amministrativi”.
I dati riferiti al 2021 evidenziano come, ancora una volta, nel nostro Paese le ecomafie sono esonerate dal controllo della giustizia.
Questo nuovo report Ecomafia 2022, realizzato da Legambiente con il sostegno di NOVAMONT e edito da Edizioni Ambiente ci aiuta a fare il punto della situazione.

 La classifica e i dati

Nel 2021 i reati contro l’ambiente hanno registrato una media di quasi 84 al giorno, circa 3,5 ogni ora. Un dato inquietante e che continua a restare alto, nonostante la leggera flessione del 2020, mentre crescono gli arresti toccando quota 368, +11,9% rispetto al 2020.
Gli illeciti amministrativi contestati arrivano a 59.268, una media di 162 al giorno, 6,7 ogni ora.
Ben 115 inchieste registrate dal 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, 664 persone arrestate, 709 denunciate e 199 sequestri.
14 i comuni sciolti per mafia nel 2021 e 7 nel 2022, a cui vanno aggiunti gli ultimi in ordine di arrivo, Anzio e Nettuno (RM).
Il maggiore impatto di ecocriminalità e corruzione lo vantano quattro regioni note per la presenza mafiosa, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Tra le regioni del Nord invece, svetta in cima la Lombardia con 1.821 reati, pari al 6% del totale nazionale e 33 arresti. Crescono i reati accertati anche in Liguria, che risalendo cinque posizioni arriva al nono posto.

“È fondamentale non abbassare la guardia nei confronti degli ecocriminali, ora più che mai visto che sono stati assegnati i primi finanziamenti dei bandi del PNRR, molti altri ne verranno aggiudicati nel prossimo futuro, e presto si apriranno i tanti cantieri dell’agognata transizione ecologica”, sostiene Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente.

“In Europa si discute di una nuova direttiva sui crimini ambientali, per inasprire le sanzioni e rendere efficace l’attività di prevenzione e repressione. L’Italia, al riguardo, ha maturato importanti competenze, a partire dalle inchieste sui traffici illegali di rifiuti ma sconta ancora ritardi per quanto riguarda in particolare la lotta all’abusivismo edilizio. I reati nel ciclo del cemento sono una vera e propria piaga su cui è necessario continuare a puntare i riflettori, sia per scongiurare nuove sconsiderate ipotesi di sanatorie sia per rilanciare, finalmente, una stagione di demolizioni. In particolare, a nostro avviso è fondamentale approvare un emendamento di modifica dell’articolo 10 bis della legge 120/2020 (semplificazioni in materia di demolizione di opere abusive) per affidare ai prefetti, in caso di inerzia dei Comuni, la responsabilità degli abbattimenti oggetto di ordinanze precedenti all’approvazione della norma, fugando così ogni margine di dubbio circa la sua applicazione”, spiega Enrico Fontana, Responsabile Ufficio Raccolta Fondi e Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità.

Pioggia di reati ambientali

Al secondo posto tra le filiere illegali fanno capolino i rifiuti (8.473 reati) con il maggior numero di arresti e di sequestri.
quantitativi di rifiuti confiscati superano i 2,3 milioni di tonnellate, l’equivalente di 94.537 tir.
Anche il settore agroalimentare entra nel circolo ecomafie, grazie al traffico illecito degli oli vegetali esausti.
Da non dimenticare i reati contro la fauna (6.215), quelli contro il patrimonio boschivo (5.385 reati tra incendi colposi, dolosi e generici), e non mancano quelli contro il patrimonio culturale con l’aumento dei furti di opere d’arte (603).

Dieci mosse per proteggere il Pnrr

Legambiente nel rapporto Ecomafia 2022 oltre a rendere noti i numeri, stila anche un decalogo di proposte da attuare urgentemente per contrastare i reati contro l’ambiente. Fra queste spicca l’approvazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (la Commissione Ecomafia), l’inserimento dei delitti previsti dal titolo VI-bis del Codice penale (relativi al traffico di materiale radioattivo, n.d.r.) e il delitto di incendio boschivo tra quelli per cui non scatta la tagliola dell’improcedibilità, l’approvazione del ddl contro le agromafie. Dieci azioni in tutto da introdurre nel sistema, per rafforzare le difese immunitarie contro gli attacchi sferrati dalla criminalità organizzata ai fondi e ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il tutto mentre anche in Europa si dibatte di una nuova direttiva sui crimini ambientali, per rendere più dure le sanzioni e costruire un’attività di prevenzione e repressione efficace.