DARE " VOCE" ALLA NATURA NEI BILANCI AZIENDALI

La natura è uno dei fattori chiave per il futuro del nostro pianeta. Per questo occorrerebbe renderla una voce obbligatoria nei resoconti finanziari.

AMBIENTE
Pamela Preschern
DARE " VOCE" ALLA NATURA NEI BILANCI AZIENDALI

La natura è uno dei fattori chiave per il futuro del nostro pianeta. Per questo occorrerebbe renderla una voce obbligatoria nei resoconti finanziari.

La natura come protagonista, ahinoi troppo spesso sottovalutata, dei bilanci delle aziende.  In un recente documento elaborato dai professori di contabilità dell’Alliance Manchester Business School (e dell’Università Bocconi di Milano) si invitano le imprese a riconoscere l’influenza delle loro operazioni in un’ottica globale.

La relazione dei professori Paolo Quattrone e Ariela Caglio raccomanda di ripensare completamente la governance e la contabilità in modo da attribuire un peso economico anche alla natura.

L’attuale sistema contabile, codificato da Adam Smith all’epoca della prima rivoluzione industriale, si basa sulla riduzione del valore all’utilità e al prezzo di mercato, ricorda il Prof. Quattrone. Riconosce il valore della produzione, ma non l’influenza di questa sulla natura e i suoi effetti nefasti in termini di danni, distruzione e sfruttamento. Per rimediare a questa lacuna, i professori Quattrone e Caglio chiedono l’inserimento nell’attuale sistema contabile e di controllo di una riga relativa alla natura. Lo storico accordo raggiunto nella Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP15) tenutasi a Montreal dal 7 al 19 dicembre scorsi prevede tra i principali obiettivi il ripristino del 30% degli ecosistemi degradati e la protezione del 30% delle aree terrestri, acque interne, costiere e marine entro il 2030.  Almeno sulla carta, un segnale importante per la difesa del nostro ambiente e un’opportunità per le imprese di realizzare in concreto quanto riportato nel documento. 

Il contributo della contabilità alla protezione della natura

Il valore aggiunto della voce “natura” nel conto economico- il cosiddetto Value-Added for Nature Income Statement (VAN) –costringerebbe le aziende a riconoscere un valore ad essa e a trovare modi per proteggerla e persino migliorarla. E a misurare un elemento importante, attualmente non presente nei sistemi contabili e di controllo aziendali. Inoltre nel valutare l’impatto delle imprese sulla natura si ridurrebbe la dipendenza dalle autorità di regolamentazione e dai revisori indipendenti. Non è la prima volta che il Prof. Quattrone richiama a considerare nel conto economico il fattore naturale. In un articolo del luglio 2021 apparso sul sito dell’Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW) indicava come questa aggiunta avrebbe giocato un ruolo importante nella protezione della biodiversità.Quattrone è partito dal rapporto di un altro accademico, il Prof. Dasgupta dove si affermava che se vogliamo considerare la perdita della biodiversità allora dobbiamo sviluppare un nuovo linguaggio, andando oltre. Il Professore ha proposto di ripensare anche formato e struttura del conto economico. Rivalutando quest’ultimo non in termini di profitto, ma di valore aggiunto, come già avvenuto in passato e seguendo l’approccio utilizzato per la contabilità nazionale.In quell’occasione spiegò che se messa in atto, questa nuova concezione si tradurrebbe in risultati significativi: innanzitutto un’immediata visibilità alla distruzione e al consumo di risorse naturali nella produzione e creazione di valore e poi una riflessione sulle possibilità e modalità per ricostituire quel capitale naturale distrutto. Questo spingerebbe le aziende all’azione, inserendo nel conto economico una riga relativa all’accantonamento per tutelare e ricostituire la natura. La speranza di Paolo Quattrone e degli altri ricercatori è che i governi, le banche centrali e le autorità di regolamentazione possano al più presto legiferare in modo da rendere obbligatoria la voce “natura” nei bilanci. In attesa che ciò avvenga, esortano le società e le organizzazioni aggiungerla volontariamente e a pensare alla sua tutela e al ripristino in un’ottica onnicomprensiva. Insomma le aziende dovrebbero cominciare a considerare consapevolmente i mezzi e non solo i fini e gli esperti contabili diventare tra i maggiori sostenitori e motori della salvaguardia, ripristino e rilancio della biodiversità. Non è esagerato dire che anche la contabilità e i contabili, tra i vari, possono contribuire a “salvare il mondo”.