DAL MOZZICONE DI SIGARETTA PUÒ NASCERE UN FIORE

A Capannori le cicche vengono raccolte in contenitori pubblici e trasformate in concime per piante e arbusti. I primi esemplari nati sono stati collocati in un’aiuola.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
DAL MOZZICONE DI SIGARETTA PUÒ NASCERE UN FIORE

A Capannori le cicche vengono raccolte in contenitori pubblici e trasformate in concime per piante e arbusti. I primi esemplari nati sono stati collocati in un’aiuola.

Le prime piantine nate dall’uso di cicche di sigaretta come ‘concime’ sono di rosmarino e salvia e sono state già collocate in un’aiula. È solo il primo passo di un progetto che mira molto in alto, vale a dire fino a diventare un processo industriale vero e proprio, e che è in sperimentazione a Capannori, in provincia di Lucca. Le piantine sono nate dal riuso di mozziconi di sigaretta raccolti grazie al progetto ‘Focus’ (Filter of Cigarettes reUse Safely) che prevede proprio la trasformazione delle cicche in risorsa, promosso dal Centro interdipartimentale ‘Enrico Avanzi’ dell’Università di Pisa, come capofila, in collaborazione con il Comune di Capannori, il Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e Agro-ambientali (DiSAAAa) e Ascit e con il cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Dalle cicche possono nascere fiori e soprattutto basta con la pessima abitudine di abbandonarle dove capita, a terra e non solo. Il progetto è anche un’opportunità per una campagna di sensibilizzazione rivolta ai fumatori perché cambino radicalmente l’abitudine al mozzicone gettato in strada, collaborando attivamente alla sua raccolta negli appositi contenitori, posizionati dal Comune in prossimità di vari spazi pubblici, tra cui anche le pensiline degli autobus. Il progetto ‘Focus’, che nel 2021 ha vinto la quarta edizione del Premio di eccellenza nazionale ‘Verso un’economia circolare’ promosso da Fondazione Cogeme, prevede per mezzo di una innovativa procedura la trasformazione dei mozziconi di sigaretta da rifiuto altamente inquinante in substrato inerte, cioè una base biodegradabile per la coltivazione, da parte dei vivaisti, di piante ornamentali e di arbusti. Dai mozziconi può essere ricavato anche un liquido di scarto che viene convertito in acqua decontaminata e biomassa attraverso l’utilizzo di alghe per la produzione di biocarburanti.

Uno dei rifiuti più diffusi, specialmente in ambiente urbano, è proprio rappresentato dai mozziconi di sigaretta. Ogni anno vengono prodotti circa 1 milione di tonnellate di ‘cicche’ che, essendo rifiuto non biodegradabile, hanno effetti negativi per l’ambiente, la salute pubblica e l’economia. Uno studio pubblicato sul “Tobacco Control Journal” riporta come i rifiuti derivanti dall’uso di sigarette rappresentino tra il 22% e il 36% di tutti i rifiuti visibili. Il progetto ‘Focus’ proseguirà con la messa a dimora di altre piante in spazi pubblici del territorio per poi procedere alla creazione di un protitipo del processo, per entrare in fase pre-industriale.

La fase sperimentale di laboratorio ha dato utilissime indicazioni sulla concreta possibilità di utilizzare i mozziconi di sigaretta, opportunamente trattati, come substrato per la crescita di piante ornamentali – spiega il coordinatore del progetto prof. Lorenzo Guglielminetti dell’Università di Pisa – contemporaneamente abbiamo isolato dei ceppi algali in grado di depurare, anche se non ancora completamente, le acque reflue derivanti dalla pulizia dei mozziconi. Si rende ora necessario, nei prossimi due-tre anni, procedere alla prototipazione di tutto il processo per entrare in fase pre-industriale. Credo che questo progetto sia un buon esempio di come dalla sinergia tra mondo della ricerca e pubbliche istituzioni si possano sviluppare pratiche di economia circolare”. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento di questo progetto, che rappresenta per noi una nuova sfida nell’ambito della strategia ‘Rifiuti Zero’, e che sta dando i suoi primi frutti concreti”, è quanto affermano il sindaco del Comune di Capannoli, Luca Menesini e l’assessore all’ambiente, Giordano Del Chiaro.