Ci separano 4.500 chilometri e 7mila anni di storia, distanze che un volo aereo annulla in 8-10 ore, e ci porta il dal freddo dell’inverno italiano ai circa 20 gradi di AlUla, nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita. Dove 7 mila anni fa i Nabatei regnarono ed edificarono imponenti tombe. Oggi le possiamo comodamente visitare grazie anche a Vision 2030, il piano legato al turismo (oggi è in atto la fase 2, quella 20121-2025), studiato già nel 2016 dal principe ereditario Mohammed bin Salman e dalla sua classe dirigente, per rendere il Paese entro il 2030 una delle maggiori attrazioni mondiali, e avere grazie ai visitatori un’alternativa all’estrazione del petrolio.
Hegra la necropoli
A un’ora di aereo da Ryad ecco l’oasi di AlUla (primo patrimonio mondiale dell’UNESCO dell’Arabia Saudita), il cui aeroporto dista poco più di 20 km da Mada’in Saleh, nota anche come Hegra, che nel II sec. a.C fu la seconda città nabatea più ricca e potente, dopo Petra in Giordania. Hegra è uno straordinario tuffo nel passato: si estende su oltre 13 kmq, conserva 131 tombe scavate nella roccia, e una curiosità: la Face Rock, una roccia che ricorda il profilo di un viso umano. Il monumento più famoso è la tomba incompiuta, chiamata Qasr Al-Fareed, il Castello solitario.
Dadan, rock art e leoni
Nell’area di AlUla sorge Dadan, il centro più sviluppato della Penisola Arabica nel I millennio a.C., capitale del regno di Dadan e poi del Regno di Lihyan. Con un cannocchiale si scorgono su una parete di roccia una ventina di tombe, la più famosa è sormontata da due leoni in pietra, famosa come la Tomba dei Leoni. La vicina Jabal Ikmah, chiamata anche Rock Art, è stimata una delle più grandi “biblioteche” all’aperto dell’Arabia Saudita ed è importantissima per lo studio della lingua araba, contenente centinaia di iscrizioni in aramaico, dadanitico, tamudico, minaico e nabateo.

Elephant Rock, l’elefante che cambia colore
Elephant Rock, o Jabal AlFil, è una curiosa roccia alta 52 metri, sembra un elefante con la proboscide poggiata su un tronco e cambia colore a seconda del sole e dell’illuminazione che gli viene data. Attorno si può passeggiare, sedere su divanetti, bere un tè, godersi uno spettacolo musicale.
Harrat Viewpointt la storia vista dall’alto
Harrat Viewpoint è un alto punto panoramico in pietra lavica nera dal quale si gode una fantastica vista su Dedan e sull’oasi di AlUla. È bello arrivare prima del tramonto per godersi il panorama, seduti sui comodi divani con vista sulla vallata, o utilizzando i telescopi.
Maraya l’inganno degli specchi
Dall’alto la si scambia per un miraggio del deserto, da vicino toglie il fiato: Maraya Concert Hall è una meraviglia indescrivibile, un edificio a forma di cubo alto 26 metri rivestito con 9.740 mq di specchi che riflettono il deserto e le rocce intorno. Nel 2019 ha stabilito un Guinness World Record come edificio a specchi più grande del mondo. Destinata a ospitare concerti ed eventi, la struttura è stata progettata da Florian Boje dello studio di progettazione Giò Forma di Milano.
Riyad la capitale
6 milioni di abitanti, capitale dal 1932, a 600m. di altezza sull’altipiano del Najd, ha eleganti edifici dal colore della sabbia del deserto, con eleganti torri. Come il Kingdom Centre, una torre di 30 piani e alta oltre 300 metri, con una galleria a vetri che offre una vista panoramica sulla città. Da vedere il forte Musmak, costruito durante il regno di Abdullah bin Rashid nel 1895. Ospita un museo della storia della città, e non si esce senza prima avere assaggiato il vero caffè arabo! Di sera il palazzo viene illuminato da giochi di luci con musica. Ma Riyad è anche divertimento, come al Boulevard Riyadh City, fulcro della Riyadh Seasons: ci sono musica, luci e spettacoli, con la piazza circondata da mega schermi digitali, con ristoranti e negozi, e le fontane multicolori che danzano a tempo di musica.

Jeddha la bella
Ha 4 milioni di abitanti, un porto commerciale sul Mar Rosso, è porta di accesso alle due città sacre di Mecca e Medina: Jeddha è la città delle vacanze eleganti, del divertimento, dell’arte. E’ famosa per la Corniche di 30 km, con sculture di Henry Moore e Mirò, e la fontana Re Fahd, la fontana più alta del mondo. Da vedere la Città Vecchia con le bellissime case del periodo ottomano. Hanno le facciate dei terrazzi chiamate “mushrabiyah”, vere opere d’arte con intagli nel legno di tek, per permettere la circolazione dell’aria e, alle donne di casa, di vedere all’esterno senza essere viste. Le case sono costruite con un impasto fatto di corallo e argilla. Ci sono numerose case-museo da visitare. Sempre nel quartiere vecchio c’è il suq, con negozietti di ogni genere. Un ultimo saluto a Jeddha avviene lungo la costa, per raggiungere uno degli approdi di yacht che portano a fare un indimenticabile snorkelling. Pesce buonissimo anche nel piatto: La Playa è il ristorante di un bello stabilimento balneare alle porte di Jeddha, dove si gusta un tripudio di pesce freschissimo.
Da sapere
Il visto per l’Arabia Saudita si può fare online. Le turiste possono circolare senza indossare l’abaya (l’abito nero che copre la donna saudita dalla testa ai piedi), l’unica accortezza richiesta sono gonne sotto al ginocchio e t-shirt non troppo scollate. Da non dimenticare un costume da bagno perché i resort nel deserto hanno belle gradi piscine e sul Mar Rosso ci sono stabilimenti balneari. E in tavola? La cucina è molto buona, si inizia con sfiziose insalate, foglie di vite ripiene di riso, hummus, purea di rape rosse, falafel, aish abu laham, una pizza alle verdure, e poi pollo e agnello, pesce, e dolci.
Per dormire.
A Riad il Fairmont Riyad è un 5 stelle nel Business Gate Complex, vicino dall’aeroporto internazionale King Khaled. Ha 298 spaziose camere e suite, 5 ristoranti, un centro congressi con 4.500 mq di spazi per riunioni. A Jeddha, sul Jeddah Waterfront, Shangri-La Jeddah ha 203 eleganti camere e suite, 17 appartamenti di lusso, 4 ristoranti e lounge. Cosa accomuna questi due alberghi? La gentilezza del personale e un buffet mattutino ottimo.
Notti nel deserto
L’Habitas Alula Resort Al-ʿUla è un 5 stelle a 24 km dalle Tombe di Mada’in Salih., 96 camere con un patio, ben climatizzate, e nel bagno ben due docce, una è all’esterno, vista montagne. La struttura – si circola con auto o bici elettriche, offre un centro spa, una piscina esterna ed è a 25 km dall’aeroporto di AlUla. Nel resort di lusso Banyan Tree Alhula le 47 luxury villas sembrano grandi vele posate sulla sabbia, sospese fra deserto rocce e cielo. Le più grandi hanno la piscina privata. Suggestiva la piscina del resort, in un piccolo canyon. Notevole l’area fitness. Il ristorante offre specialità locali e Thai.

