Giocattoli, fertilizzanti e mangime sono solo alcune opzioni per riciclare il proprio albero di Natale.
Finite le feste non è raro trovare strade fiancheggiate da abeti più o meno spogliati dei loro addobbi e miseramente abbandonati dopo aver adempiuto ai loro doveri e aver fatto bella mostra di sé nei salotti o nei giardini di casa. Per non parlare di quelli che vengono tagliati, ma non venduti, che sommati ai precedenti, formano un’enorme quantità di alberi che vengono buttati via.
Eppure un’alternativa a questo triste fine vita c’è. È possibile dare ai nostri compagni natalizi una “seconda chance”; trascorsi il mese di dicembre e i primi giorni di gennaio, possono essere riutilizzati e continuare a “rendersi utili”. Esistono diversi modi creativi per riciclare il tuo albero di Natale in qualcosa di vantaggioso c’è, come mostra questo breve video.

Un cibo apprezzato dagli abitanti di fattorie e zoo
Alcune fattorie urbane e zoo offrono un servizio di raccolta degli alberi in cambio di una donazione; prendendo spunto dalla Kentish Town City Farm di Londra, la fattoria cittadina più antica del Regno Unito, utilizza gli alberi che raccoglie per nutrire le proprie capre che gradiscono il loro sapore, oltre che il loro ruolo di vermifugo naturale.
Oltre a essere un gustoso nutrimento per gli animali da allevamento, gli alberi di Natale possono essere utilizzati negli zoo da elefanti, gorilla e bisonti. Nel giardino zoologico di Berlino e Praga ad esempio si divertono non poco a giocare, annusare e mordicchiare gli alberi rimasti. In questo caso si tratta di prodotti invenduti, non già usati come decorazioni in quanto potrebbero contenere rimasugli di addobbi nocivi e pericolosi. Insomma una buona pratica ed esempio anche per i bioparchi di altri paesi.
Un valido contributo alla protezione delle aree costiere
Nelle località marittime un’alternativa altrettanto utile è piantare gli alberi in spiaggia. Questo contribuisce a sostenere e accrescere le dune di sabbia che aiutano a proteggere la terra dalle inondazioni, immagazzinando una notevole quantità di carbonio per unità di superficie rispetto alle foreste terrestri (si pensi che dal periodo della rivoluzione industriale hanno immagazzinato un terzo delle emissioni globali di carbonio!)
Sempre nel Regno Unito Beach Guardian, un’organizzazione con sede in Cornovaglia, organizza squadre di volontari che portano vecchi alberi di Natale sulla spiaggia con la missione di proteggere le dune.

Un ottimo fertilizzante naturale in città
Per quanti invece abitano lontano dal mare e hanno vicino una fattoria esistono enti di beneficenza che si occupano della rimozione degli alberi e della loro trasformazione in fertilizzante, li sminuzzano accuratamente e li utilizzano per rendere verdi e rigogliosi gli spazi pubblici.
A Parigi il consiglio comunale ha istituito punti di raccolta in tutta la città per radunare, abbattere e poi suddividere quanto resta degli alberi per rinvigorire il verde cittadino. Perché bruciare gli abeti negli inceneritori, come avveniva fino a poco tempo fa, sprecando dell’utile materiale naturale e biodegradabile, quando è invece possibile e intelligente sfruttarlo?
La vita degli abeti, si sa, è spesso breve e infelice: basti riflettere sul peso e sul fastidio che i poveri vegetali devono sopportare tra palline, decorazioni varie e “ciliegina sulla torta” (anzi sull’albero in questo caso) il puntale. Sarebbe opportuno attribuire loro il valore che meritano e dare loro l’opportunità di dimostrare la propria capacità di rendersi utili per diversi scopi. Basta un po’ di fantasia e… la solita volontà.
