Con una carota, se è un vegetale, si possono fare molte cose. La puoi mangiare così come sta magari in pinzimonio; assieme al sedano e alla cipolla ci puoi fare un soffritto; con tante altre verdure ci puoi fare un ottimo minestrone. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ma se la carota è di asfalto ci puoi fare ben poco anche se molti, i più, siano convinti che con una carota si possa praticare l’arte divinatoria.
Ma andiamo con ordine.
Cos’è una carota di conglomerato bituminoso? È un campione o saggio prelevato dalla pavimentazione per effettuare alcuni controlli. È un campione indisturbato? No, la carota è un campione rimaneggiato, nel quale sono alterati i parametri principali del conglomerato.
La percentuale di legante risulta variata dall’usura superficiale e dalla presenza della mano d’attacco alle diverse interfacce. La granulometria, se non selezionata, è alterata dalla presenza ai bordi degli aggregati tagliati dal carotiere. La qualità del bitume, per quanto sia inindagabile nel conglomerato, è pur sempre modificata dall’azione ossidante degli agenti atmosferici.
Quindi che ci facciamo con una carota?
L’unica cosa che possiamo fare con assoluta certezza è la stratigrafia, sempreché la carota venga estratta intera.
Poi si possono valutare le caratteristiche volumetriche: vuoti e addensamento, purché la carota sia accompagnata da un prelievo di conglomerato sciolto eseguito nello stesso punto che permetta un confronto credibile fra le due densità.

È a questo punto che si può capire che il problema non è la carota ma l’asino, non l’animale ma la persona che per ignoranza o comodità evita di percorrere la giusta via dei controlli limitandosi ad interrogare una carota nella malriposta speranza che questa gli possa fornire quelle risposte che non ha saputo trovare altrimenti.
Quale sia questa via è presto detto:
- Controllo preliminare dei prodotti offerti attraverso la comparazione degli studi di formulazione (i mix design che non sono i certificati di marcatura CE) con le Norme Tecniche di Capitolato ed i cui risultati diventeranno i nuovi riferimenti produttivi.
- Verifica in corso d’opera della corrispondenza delle caratteristiche compositive e meccaniche, ricavate dal materiale sciolto, rispetto a quanto proposto con gli studi di formulazione.
- Controllo della qualità esecutiva attraverso la valutazione degli spessori e del grado di addensamento, adesso si, delle carote.
Saltare uno di questi passaggi, oltre a creare delle difficoltà nella valutazione finale del prodotto pavimentazione, sicuramente spunterà molti degli strumenti di contestazione in eventuali dispute.
