ASSONAUTICA: RECUPERIAMO IL DESTRIERO

È il bolide del mare, abbandonato, che conquistò l’ancora imbattuto record del Nastro Azzurro sull’Atlantico e che cambiò il concept dei grandi yacht.

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Redazione
ASSONAUTICA: RECUPERIAMO IL DESTRIERO

È il bolide del mare, abbandonato, che conquistò l’ancora imbattuto record del Nastro Azzurro sull’Atlantico e che cambiò il concept dei grandi yacht.

Tutti concordano sul fatto che la storia industriale della grande nautica italiana che ha conquistato il mondo ha un prima e un dopo il 1992. Un prima e un dopo dell’impresa del Destriero, il bolide del mare progettato, costruito e lanciato alla conquista del Nastro Azzurro.

Prestigioso trofeo che conquistò, attraversando l’Atlantico da ovest ed est, nell’agosto di quel 1992, in sole 58 ore 34 minuti e 50 secondi, primato che, a distanza di anni 30 anni, non è stato ancora superato. A condurre l’imbarcazione, che vide la luce nello stabilimento Fincantieri del Muggiano, alla vittoria fu il comandante spezzino Odoardo Mancini, con un equipaggio selezionato, che ricalcò l’impresa del comandante lericino Francesco Tarabotto che, con il transatlantico Rex conquistò il Nastro Azzurro attraversando l’Atlantico da est verso ovest nel 1933.

Il Rex, costruito nei cantieri Ansaldo di Genova Sestri Ponente, è ancora l’unico transatlantico italiano a detenere il Nastro Azzurro, poi celebrato con l’apparizione nel film Amarcord di Federico Fellini. Ricordato in Fincantieri al Muggiano il trentennale dell’impresa del Destriero che, come detto, cambiò il concept della produzione della grande nautica italiana a cominciare proprio dallo stabilimento dove fu costruito e dove inaugurò la sezione grandi yacht, ha avuto il merito, questa volta, di andare oltre la mera pur solenne celebrazione.

È partito infatti da qui l’idea del suo recupero da un cantiere tedesco dove è stato accantonato anni fa e dove versa in condizioni più che precarie.

A sostegno di questo progetto è stato realizzato dal Cantiere della Memoria, grazie a una ricerca sviluppata da Corrado Ricci e con immagini e post-produzione di Saul Carassale e Sara Bonatti, il documentario “Lampo Atlantico”, presentato alla Mediateca Regionale Ligure presenti alcuni protagonisti: Nelmo Andreoli, Sergio Simeone, Giacomo Petriccione, Mario Gando. L’iniziativa è stata questa volta di Assonautica Provinciale con il Patrocinio dell’Autorità Portuale e del Comune della Spezia.

“Ricordare la storia del Destriero – ha sostenuto il Direttore di Assonautica Romolo Busticchi – significa ricordare e riconoscere la centralità spezzina e italiana della conquista, le prospettive che ha aperto e l’attualità del record, rimasto imbattuto. Un grande motivo di orgoglio per la nostra città”. Ed è stato il Presidente di Assonautica Pier Gino Scardigli a farsi portavoce dell’esigenza di riportare il Destriero dove è stato costruito e di collocarlo in una sede degna, come l’Arsenale Militare Marittimo, per poterlo visitare dopo un adeguato restauro.