I PRINCIPI ATTIVI DELLA CANNABIS SATIVA

Presente nella pianta di Cannabis Sativa, il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principi attivi che, tra quelli contenuti naturalmente nella pianta, ha ricevuto più attenzioni in ambito medico.

SALUTE
Redazione
I PRINCIPI ATTIVI DELLA CANNABIS SATIVA

Presente nella pianta di Cannabis Sativa, il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principi attivi che, tra quelli contenuti naturalmente nella pianta, ha ricevuto più attenzioni in ambito medico.

Il CBD, o cannabidiolo, è uno dei cannabinoidi estratti dalla pianta di Cannabis Sativa. A differenza del THC, altro cannabinoide in essa presente, il CBD non è psicoattivo, ovvero non produce effetto stupefacente e non crea quello “sballo” che ha reso illegale la coltivazione e la consumazione di marjuana in molti paesi del mondo.

Il dibattito sull’utilizzo di cannabis da parte dell’uomo è stato a lungo fonte di polemiche, ma grazie ad una proposta da parte dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2019 la  cannabis è stata definitivamente eliminata dall’elenco delle sostanze “particolarmente dannose e di valore medico e terapeutico estremamente ridotto”, dove erano presenti sostanze quali eroina e cocaina. In Italia l’utilizzo di cannabinoidi, per fini medici è legale dal 2007 e 12 amministrazioni regionali, a partire dal 2012, hanno introdotto leggi per il rimborso dei cannabinoidi, come già avviene per altri prodotti medici.

Ricordiamo che nei composti di CBD, la concentrazione ammessa a livello comunitario di THC non deve superare lo 0,2%; ciò fa sì che questi composti possano essere acquistati dagli appositi rivenditori senza bisogno di ricetta medica, ma con il solo obbligo di maggiore età. In commercio il CBD è reperibile sotto forma di infiorescenze per vaporizzatori, capsule morbide e compresse, olio da frizionare sotto la lingua (anche per animali) ed è ora utilizzato anche in molti prodotti cosmetici.

Il potenziale curativo dei cannabinoidi nel corpo umano sembra essere dovuto al fatto che nell’essere umano, e quindi nei vertebrati, è già presente il sistema endocannabinoide: sistema biologico di neurotrasmettitori scoperto nel 1993. I cannabinoidi assunti per via esogena così sono facilitati nel legarsi ai recettori e alle proteine naturalmente presenti nel sistema nervoso centrale e periferico.

I ricercatori (Devane, Hanus, Pertwee e Mechoulam) denominarono questo cannabinoide endogeno “Anandamide”, da Ananda che in sanscrito significa felicità, benessere. Questo sistema sembra essere responsabile della regolazione di alcune funzioni umane quali quelle relative a umore, appetito, memoria, dolore, sistema immunitario, sonno e fertilità. Tra le sue varie proprietà, il cannabidiolo è sicuramente riconosciuto come Anticonvulsionante, sembrerebbe infatti utile nel trattamento di convulsioni di tipo epilettico.

Nel 2018 la Food and Drug Administration (FDA) ha lanciato sul mercato americano un farmaco liquido a base di CBD purificato di nome Epidiolex. Questo, utilizzato in combinazione con altri farmaci, sarebbe indicato per il trattamento a lungo termine di rare forme pediatriche di epilessia che non rispondono ai medicinali tradizionali, come la sindrome di Lennox-Gastaut e quella di Dravet. Il CBD viene attualmente anche prescritto per le crisi epilettiche negli animali, soprattutto cani, coloro che ne soffrono di più.

Tra le altre proprietà il cannabidiolo sembra essere:

  • Antidepressivo: in grado quindi di alleviare sintomi quali ansia, depressione e stress perché va ad incidere sulla produzione e sul rilascio di serotonina nel sistema nervoso.
  • Antinfiammatorio: forse una delle sue proprietà più importanti. La sua azione antinfiammatoria risulta efficace sia se il CBD viene assunto per via orale sia se applicato localmente sulla zona da trattare.
  • Antidolorifico: utile sia nel trattamento del dolore occasionale, che di quello cronico, come nel caso di artrite reumatoide, fibromialgia e sclerosi multipla.

Come riportato sul sito dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), ad aprile 2013 in Italia è stato approvato Sativex, farmaco a base di THC e CBD utilizzato per il trattamento della spasticità muscolare causata dalla SM. Il CBD avrebbe in questo caso la funzione di modulare l’azione del THC a livello cerebrale, limitandone gli effetti collaterali.

  • Antipsicotico: utilizzato anche nel trattamento di Alzheimer e altri disturbi mentali.

L’impiego di cannabinoidi viene ad esempio consigliato anche in caso di nausea e vomito dovuto a cancro o chemioterapia, contro diabete, acne e psoriasi, e per combattere la dipendenza da sostanze stupefacenti, soprattutto oppiacei. Prima di assumere CBD è comunque consigliato chiedere il parere ad un esperto; questo perché l’effetto di ogni cannabinoide è ottimale se le dosi sono giuste: una somministrazione eccessiva o insufficiente potrebbe non dare risposta corretta o causare effetti collaterali, da lievi a più importanti.

Gli effetti collaterali dovuti ad un dosaggio non idoneo di CBD sembrano essere lievi: insonnia, vertigini, bocca secca, inappetenza, diarrea, alterazioni dell’umore. Un abuso potrebbe provocare danni al fegato. È sicuramente sconsigliato il suo impiego da parte di donne in gravidanza o in allattamento.