I PARASSITI STANNO MORENDO, PROTEGGIAMOLI

Un problema che in molti sottovalutano, ma anche loro necessitano di protezione poiché sono una parte importante dei nostri ecosistemi.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
I PARASSITI STANNO MORENDO, PROTEGGIAMOLI

Un problema che in molti sottovalutano, ma anche loro necessitano di protezione poiché sono una parte importante dei nostri ecosistemi.

Non parliamo mai bene dei parassiti, non godono effettivamente di una buona reputazione, a tratti pericolosi ma anche loro, come ogni essere vivente, svolgono un ruolo importante per la biodiversità del nostro pianeta. I parassiti, piccoli e brutti, sono fondamentali per mantenere l’equilibrio fra gli abitanti di ogni ecosistema.

I cambiamenti climatici però non stanno risparmiando nemmeno loro, uno studio, infatti, il più ampio nel suo genere, ha identificato un’inconcepibile moria di parassiti marini nello stretto di Puget, uno dei più vasti estuari degli Stati Uniti, di proporzioni tali che bisognerebbe far partire immediatamente un serio intervento di conservazione.

Lo studio
Il sito scelto dagli scienziati non è stato selezionato a caso, proprio lì moltissimi esemplari di pesci del luogo sono stati prelevati per oltre un secolo, e poi conservati nei musei di storia naturale degli Stati Uniti. Attraverso l’analisi di questi reperti è stato possibile capire quali specie di parassiti infestavano la fauna marina dello stretto negli anni fra il 1880 e il 2019.

Una raccolta di dati unica nel suo genere, anche i risultati sono certamente straordinari.
Gli scienziati hanno evidenziato come per ogni grado di riscaldamento delle acque dello stretto, il numero di parassiti presenti è calato del 38%. Un declino di proporzioni incredibili, che ha sbalordito gli stessi ricercatori americani.

I nostri risultati sono realmente deprimenti, se hai a cuore la biodiversità o se sai qualcosa di parassiti. Il declino che abbiamo osservato ha scioccato persino me”, spiega Chelsea Wood, parassitologa dell’Università di Washington che ha collaborato alla ricerca.

Le varie specie non hanno subito ripercussioni tutte allo stesso modo, quelli maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici, almeno nello stretto di Puget, sono quelli con il ciclo vitale più articolato, ovvero i parassiti che hanno bisogno di 3 o più ospiti per finire il loro ciclo riproduttivo: la loro abbondanza nei campioni provenienti dallo stretto è diminuita del 10% per decade, e rientrano in questa categoria ben 9 delle 10 specie che si sono estinte nell’arco di tempo studiato.

Lo scarso interesse per il tema
Per qualsiasi altra specie tutto il mondo scientifico si sarebbe subito attivato, i parassiti invece, almeno fino ad oggi, non sono mai stati presi in considerazione direttamente nei programmi di protezione della fauna.

Sono insomma, gli ultimi fra gli ultimi interessi della popolazione, eppure, rivestono un ruolo primario. Molti sono i parassiti che influenzano il comportamento dei loro ospiti, spingendoli in molti casi ad azioni suicide per poter infettare creature più in alto nella catena alimentare, e portare avanti così il loro ciclo vitale. Questo fenomeno, per niente marginale, è un’attività che ha un impatto considerevole sulla disponibilità di cibo per molti animali.

L’alimentazione delle trote del Giappone, per esempio, dipende quasi per il 60% dalla presenza nelle acque di insetti che si lanciano nei fiumi sotto l’influenza di nematodi parassiti, i quali grazie a loro raggiungono l’ambiente acquatico dove passano la fase adulta della loro vita.
A loro volta, le trote avendo a disposizione degli insetti terricoli nelle acque mangiano meno alghe e invertebrati bentonici, la biomassa pertanto aumenta, determinando differenze estremamente rilevanti nell’ecosistema, e un paesaggio diverso da quello che si può vedere in aree dove non ci sono i parassiti che spingono gli insetti nella bocca dei pesci.

Le trote non sono l’unico esempio, potrei dilungarmi per ore elencando le virtù dei parassiti. Serve dunque un cambio di rotta urgente per gestire questo problema. La scienza ha iniziato a comprenderlo purtroppo solo negli ultimi decenni, e per questo conosciamo ancora troppo poco sui cambiamenti che potranno affrontare per effetto dei cambiamenti climatici.
Per molte specie di parassiti il futuro è sempre più a rischio.