FARINA DI GRILLO: AL VIA LA VENDITA IN EUROPA

L’UE ha recentemente approvato la commercializzazione della farina di grillo. Quali prodotti la contengono? Quali sono i principali benefici?

AMBIENTE
Pamela Preschern
FARINA DI GRILLO: AL VIA LA VENDITA IN EUROPA

L’UE ha recentemente approvato la commercializzazione della farina di grillo. Quali prodotti la contengono? Quali sono i principali benefici?

Nei paesi europei è reperibile in commercio la farina in parte sgrassata delle specie di Acheta domesticus, più noti come grilli domestici. Sì, proprio di quegli insetti canterini che allietano (o tormentano a seconda delle opinioni) le nostre estati e la cui vendita, in polvere, congelati, in pasta ed essiccati era stata già autorizzata a inizio 2022. A seguito del parere positivo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) l’esecutivo europeo ha infatti autorizzato la società Cricket One Co.Ltd a commercializzare tale prodotto per cinque anni e in via esclusiva.  L’esecutivo UE tramite un regolamento ad hoc ha dato l’ok anche alla messa in commercio delle larve di Alphitobius diaperinus (verme della farina minore).

Non si tratta del primo caso di “novel food”: già da giugno 2021 la Commissione europea ha consentito la vendita di alcuni insetti: la prima è la larva del tenebrione mugnaio, nella forma essiccata, poi alla fine di quell’anno è stata la volta della locusta migratoria e a marzo del 2022 della larva gialla della farina.
Il consumo delle larve e delle tarme della farina è già diffuso in vari paesi non europei come Messico, Thailandia, Cina, Corea, Nuova Zelanda e Australia. Inoltre dal 1 maggio 2017 sono state ammesse come cibo anche nel mercato svizzero. E non è finita: esistono almeno altri otto insetti in lista d’attesa per l’autorizzazione.
In forma essiccata o in polvere queste farine sono utilizzate in alternativa a quella di grano come ingrediente di snack, barrette proteiche per sportivi, biscotti, pasta, crackers, grissini ma anche per vari preparati.

Gli effetti del consumo di insetti sulla salute umana

L’attenzione dell’Ue alla sicurezza e ai possibili effetti nocivi sulla salute è alta: per tutte le tipologie le norme includono requisiti specifici di etichettatura per quanto riguarda i potenziali allergeni contenuti, analogamente a quanto accade per crostacei e alcuni molluschi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in un suo parere scientifico incluso nel regolamento Ue che ne autorizza l’immissione sul mercato, ha sconsigliato il consumo ai minori di 18 anni del verme della farina minore.

Sulla larva del tenebrione mugnaio l’Autorità con sede a Parma si era espressa nel 2021 con un parere nel quale rilevava che le caratteristiche nutrizionali rendevano il prodotto interessante. Infatti le larve contengono circa 44,5 grammi di proteine per 100 grammi di prodotto, oltre a grassi, fibre alimentari e sostanze inorganiche. In base al dossier della Commissione europea sull’argomento risalente al 2018, le larve del verme minore della farina contengono diverse sostanze nutritive importanti. Oltre a proteine, grassi e chitina, questo alimento è una fonte di vitamine B2, B3, B5, B9, B12, zinco e rame. Mentre non ci sono problemi di sicurezza alimentare in merito alla presenza di metalli pesanti, micotossine, pesticidi, prioni, composti della diossina e polifenoli.

Dalle ricerche risulta che la capacità dello stomaco umano di digerire queste larve sia parziale mediante la chitinasi, un enzima poco efficiente negli occidentali per il contenuto ridotto di chitina nella dieta. Quanto alla possibile tossicità del prodotto l’Autorità ha considerato il contenuto di elementi chimici secreti dagli insetti come sistema di difesa, in particolare i benzochinoni tuttavia assenti nelle larve. Inoltre è stata evidenziata la presenza di diversi allergeni; tuttavia i dati scientifici sulle allergie alimentari correlate al consumo di insetti sono scarsi quasi esclusivamente riferiti alle popolazioni asiatiche.

Un fattore da non trascurare è l’alimentazione della larva, in particolare con cereali, responsabili di intolleranze e allergie da presenza di glutine.

I benefici del consumo di insetti e loro derivati
Tutto sommato e considerati tutti gli aspetti relativi alla sicurezza degli alimenti sia l’EFSA che altri esperti del settore hanno dato parere favorevole al consumo alimentare di insetti.
I vantaggi, derivanti dal loro consumo, sono molteplici, in primis in termini di sostenibilità: grazie alla loro limitata necessità di suolo e acqua, l’allevamento di insetti rispetto a quello di bovini e altre fonti proteiche di uso comune contribuisce a ridurre  le emissioni di gas serra e gli scarti produttivi risultano ridotti contribuendo a un minor impatto ambientale.  Oltre a ciò va considerata la notevole efficienza di conversione alimentare poiché sono capaci di trasformare gli scarti in biomasse, rilevanti sotto il profilo nutrizionale. Gli insetti offrono un contributo importante al contenimento del consumo di risorse , destinate a diventare sempre più scarse sul nostro pianeta e alla necessità di soddisfare il  fabbisogno proteico della popolazione mondiale, secondo diversi rapporti delle Nazioni Unite. Non a caso lo studio delle proteine derivate da insetti è ad oggi una delle aree più importanti del programma Orizzonte Europa che sostiene finanziariamente la ricerca europea.

Nonostante i controlli di sicurezza superati e i potenziali benefici per l’ambiente molti cittadini europei restano scettici sul consumo di questi nuovi cibi, soprattutto gli italiani. Come rilevava già nel 2021 un’indagine Coldiretti-Ixé, il 54% è contrario agli insetti a tavola, il 24% è indifferente, solo il 16% è favorevole. E da allora lo scenario non è cambiato.

L’elemento culturale e psicologico rappresentano un ostacolo evidente e contribuisce alla sensazione di disgusto a priori che allontana i più dall’idea di introdurre nella loro dieta questi ingredienti. Chissà che non muti col tempo l’atteggiamento degli occidentali nei confronti di questi animali e che non diventi comune inserire nei pasti quotidiani prodotti a base di insetti; d’altra parte non c’è molta differenza tra un comune e spesso molto apprezzato crostaceo e un grillo, no?