“Un esodo di massa di intere popolazioni su scala biblica” è l’avvertimento lanciato da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, relativamente al previsto innalzamento dei mari determinato dalla crisi climatica. Sale inesorabilmente il livello delle acque marine più velocemente che da 3000 anni ad oggi portando con sè ‘un torrente di guai’ a quasi un miliardo di persone, alcune nazioni potrebbero addirittura sparire travolte dalle onde, ha spiegato Guterres.
Questo fenomeno pone rischi impensabili per il pianeta: profonde implicazioni per la sicurezza, per il diritto internazionale, per i diritti umani e per il tessuto stesso delle società. Dal consiglio di sicurezza dell’ONU, il segretario generale ha affermato che senza riduzione drastica delle emissioni di carbonio, senza affrontare problemi come la povertà peggiorata dalla crescita del livello del mare sulle comunità, senza nuove leggi internazionali, rimarranno privi di protezione coloro che perderanno la casa e che diverranno addirittura apolidi.
I mari in aumento stanno affondando il futuro di tutti, non sono solo una minaccia in sé, ma sono un moltiplicatore di minacce. Per le centinaia di milioni di persone che vivono in piccoli Stati insulari in via di sviluppo e in altre zone costiere basse in tutto il mondo, questo fenomeno è un fiume di guai. “Anche se il riscaldamento globale è miracolosamente a 1,5° C, ci sarà comunque un considerevole innalzamento del livello del mare” ricordano dall’Onu. È probabile, infatti un innalzamento di circa 50 cm entro il 2100, ma l’Omm ha affermato che ci sarà un aumento di 2-3 metri nei prossimi 2000 anni se il riscaldamento fosse limitato a 1,5°C e di 2-6 metri se limitato a 2°C.
L’innalzamento del mare minaccia la vita e mette a repentaglio l’accesso all’acqua, al cibo, all’assistenza sanitaria. L’intrusione di acqua salata può decimare posti di lavoro e intere economie in settori chiave come l’agricoltura, la pesca e il turismo. Se poi combinato con eventi meteorologici estremi, può danneggiare o distruggere infrastrutture vitali, e creare concorrenza feroce per l’acqua dolce , le terre e altre risorse. “I diritti umani delle persone non scompaiono perché sono scomparse le loro case, questo significa diritto internazionale dei rifugiati” ha detto Guterres.
Nel 2020, il comitato per i diritti umani dell’Onu, ha stabilito che i governi che rimpatriano le persone in Paesi in cui le loro vite potrebbero essere in pericolo a causa della crisi climatica, agiscono illegalmente.
