Chinguetti, è una delle città più antiche della Mauritania: situata nell’altopiano desertico dell’Adrar, Africa Occidentale, fu capitale dei Mauri ed è considerata la settima città sacra per l’Islam. Dal 1996 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l’Unesco. A Chinguetti, negli ultimi anni, l’avanzare delle dune, ha fatto si che la città, soprattutto quella antica di Le Ksar, venisse interamente coperta dalla sabbia costringendo molti suoi abitanti ad abbandonarla. La vegetazione è quasi del tutto scomparsa e dei pochi palmeti rimasti si occupa i cittadini, curandoli, per evitare che anche questi si secchino.
Per trovare un po’ d’acqua i suoi abitanti si trovano costretti a scavare pozzi sempre più in profondità; qualsiasi attività agricola è diventata impossibile, come anche le attività commerciali. Le oasi sono scomparse o comunque sono sempre più lontane e irraggiungibili. Principale centro culturale della Mauritania, qui sorgevano bellissime moschee, all’incirca 12 nei tempi d’oro e numerose biblioteche che custodivano importanti testi sacri, di cui attualmente è difficile garantire una buona conservazione proprio a causa delle alte temperature e della sabbia.

In Mauritania, il 50% del territorio risente della desertificazione, per tale motivo la popolazione cala anno dopo anno e chi resta qui si dirige verso le città più grandi. Chi deve abbandonare la propria terra a causa di condizioni ambientali inidonee ad una vita sana e dignitosa, è considerato migrante climatico, e questo problema riguarda moltissime aree dell’Africa. Nel 2007, infatti, proprio per ovviare allo spopolamento dell’Africa e garantire la sicurezza alimentare, l’Unione Africana si fece promotore di un importante progetto: quello della Grande Muraglia Verde.
Pensata per impedire l’avanzata del deserto, sarebbe dovuta consistere in una distesa di alberi lunga 8 mila kilometri, da ovest ad est, dal Senegal all’Eritrea. Sostenuto, anche finanziariamente, fin da subito anche dall’Unione Europea, lo scopo della muraglia sarebbe stato quello di riforestare 100 milioni di ettari, ma ad oggi solo 5 milioni di questi sono stati effettivamente riforestati.

Il progetto che doveva concludersi entro il 2030, avrebbe contribuito anche al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) 2030, 17 obiettivi sottoscritti nel 2015 da parte dei governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Questi mirano a promuovere la salute e la sicurezza della popolazione e a combattere le condizioni malsane di vita di una buona fetta di popolazione mondiale.
Attualmente il progetto della grande muraglia verde è in netto ritardo sulla tabella di marcia.
