Raccontare una storia, emozionare, far riflettere: di tutto questo è capace l’arte urbana, che attraverso la passione dei propri artisti trasmette un messaggio in grado di arrivare forte e chiaro al cuore dei cittadini che diventano inconsapevoli spettatori di un’opera d’arte a cielo aperto.
Ne è un esempio il nuovo murale di 40 metri realizzato sulla parete Nord-Est del famoso Serpentone di Roma, uno dei quartieri più simbolici della Capitale, tristemente noto e portato ad esempio come opera di urbanizzazione incompiuta. Si tratta di una vera e propria opera d’arte che rappresenta un monito contro la società attuale, che sembra sempre più orientata verso l’autodistruzione. Autrice è la street artist JDL (Judith de Leeuw), una delle più grandi esponenti della street art internazionale, conosciuta a livello globale per il suo attivismo nel diffondere messaggi sociali attraverso la sua arte sui muri del mondo.
L’artista ha infatti già lavorato su temi come LGBTQIA+, razzismo e salute mentale, raccontandoli attraverso il suo inconfondibile tratto. Anche per Street Art for Rights Forum Festival, la street artist olandese ha scelto di sensibilizzare le persone sull’attuale tema dell’ambiente, approfondendo con il suo lavoro la tendenza autodistruttiva della società moderna che supera i confini della natura.
A Roma Judith si è voluta confrontare con il mito di Icaro, il personaggio della mitologia greca che, con le ali di cera, volò troppo vicino al sole e precipitò in mare. È un’immagine dalla valenza simbolica molto potente che ben rappresenta la società moderna, sempre alla ricerca del profitto e dell’eccesso, incurante dei costi sociali ed ambientali che tale avidità comporta.
Nell’opera sono raffigurate due donne: una ricoperta di petrolio precipita nel vuoto, mentre l’altra lotta e riesce a divincolarsi, ritrovando la libertà volando via. La donna sulla sinistra rimanda ai tantissimi uccelli che si ritrovano invischiati nel petrolio in mare a causa dell’uomo, mentre quella sulla destra rappresenta chi riesce a salvarsi anche grazie alla propria forza d’animo e a una rinnovata presa di coscienza, ritrovando così la propria libertà.

Il murale di JDL emoziona e al contempo invita alla riflessione, denunciando attraverso immagini d’impatto una situazione ormai insostenibile: è necessario agire, cambiare il nostro stile di vita, salvaguardare il nostro pianeta e le future generazioni. Da questo punto di vista l’arte urbana è una forma di espressione che può trasformare gli spazi pubblici e diventare un vero e proprio gesto di attivismo e di lotta per i diritti sociali.
Negli ultimi anni Roma ha accolto questo modo di esprimere un’urgenza artistica su temi di interesse pubblico, confermando anche nelle sue espressioni più moderne di essere un perfetto contenitore d’arte. Oltre all’indubbio merito comunicativo, bisogna tenere conto anche della opportunità di poter abbellire spazi urbani simbolo decennale di speculazione edilizia e degrado.
In particolare, il muro di JDL avrà una durata temporanea di circa due anni, in quanto il Palazzone è interessato dalle attività di ristrutturazione del PNRR.
Prima di essere distrutta però, l’opera sarà trasformata in NFT, in modo che possa comunque continuare ad essere visibile e vivere in rete nel mondo digitale della blockchain. I ricavati dalla vendita dell’opera saranno devoluti in beneficenza a varie associazioni benefiche che operano nello stesso quartiere.
Proprio per sottolineare l’intenzione da parte dell’artista olandese di mantenere un legame col territorio, JDL, nella realizzazione della sua opera, ha scelto di non cancellare alcune scritte create dai ragazzi del quartiere, poste alla base del grande palazzo. Un chiaro segnale di non voler “snaturare” l’anima popolare di Corviale.
