RIFLETTIAMO SULL’IMPORTANZA DELLE FORESTE

L’appello in occasione della giornata internazionale. “Delicato equilibro fra il dare e l’avere”.

AMBIENTE
Redazione
RIFLETTIAMO SULL’IMPORTANZA DELLE FORESTE

L’appello in occasione della giornata internazionale. “Delicato equilibro fra il dare e l’avere”.

Ogni 21 marzo si festeggia la Giornata Internazionale delle Foreste voluta dall’ ONU, e anche quest’anno numerosi sono gli eventi in programma nel nostro paese. Obiettivo della giornata è riflettere sull’importanza delle foreste e sui numerosi servizi ecosistemici e benefici che sono in grado di garantire. Come recita il tema scelto per il 2023, “Healthy Forest for Healthy People” è necessario mantenere foreste sane per far sì che anche la popolazione sia in salute.

Il ruolo delle foreste nel concetto di salute globale (One Health) e nel raggiungimento obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite al 2030

Il messaggio che le Nazioni Unite intendono lanciare in questa occasione è proprio quello che la vita si regge su un delicato equilibrio tra dare ed avere, nel quale le foreste svolgono un ruolo importante. Esse infatti garantiscono numerosi servizi ecosistemici, purificano l’ acqua, rendono pulita l’ aria, contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici grazie al sequestro del carbonio, assorbono oltre il 30% delle emissioni carbonio generate dalle attività umane con l’ impiego di fonti fossili forniscono cibo, acqua dolce, risorse naturali, composti medicinali. Riducono gli inconvenienti delle aree urbane e periurbane, attraverso la riduzione del rumore e l’attenuazione degli effetti dell’ isola di calore urbana, la regolazione della temperatura e dei flussi idrici, la creazione spazi verdi per attività ricreative, di svago e per il recupero dallo stress, la cattura di particelle fino a 10 micron di diametro, in grado di assorbire l’ inquinamento prodotto da industria e traffico, e ridurre le malattie respiratorie. Inoltre garantiscono un generale benessere, come dimostra l’ importanza sempre crescente della Forest Therapy e del Forest Bathing. Per far sì che le foreste possano garantire i benefici citati, nonostante siano frequentemente minacciate da numerosi fattori, tra i quali incendi, malattie, insetti, siccità, ecc, è necessario garantire loro un buono stato di salute.

Si stima infatti che oltre 820 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo vivono nelle foreste e da queste traggono la loro sussistenza, cifra che raggiunge i 2,5 miliardi se a questi si aggiungono coloro i quali praticano l’agroforestazione o dipendono dai servizi ecosistemici di regolazione e approvvigionamento. Paesi in via di sviluppo dove sempre più popolamenti forestali, a causa di attività antropiche, sono soggette ad essere convertite in terreni agricoli (con un tasso di conversione in costante aumento). È il caso, ad esempio, della foresta Amazzonica, dove, soprattutto in Brasile, attività spesso speculative, hanno portato alla trasformazione, attraverso la pratica dell’ incendio di oltre 5 milioni di ettari di foresta negli ultimi cinque anni in terreni agricoli per la produzione di commodities (soia, girasole, ecc.) e per l’ allevamento del bestiame.

Questo cambiamento nell’ uso del suolo al quale stiamo andando incontro provoca la frammentazione degli habitat e lo stravolgimento della loro configurazione originaria, con grave perdita di biodiversità vegetale ed animale. Fenomeni di degradazione che insieme a fenomeni di siccità e desertificazione possono devastare intere comunità e provocare instabilità economica e sociale e dar luogo a flussi migratori. La sola deforestazione ha contribuito a circa il 10% delle emissioni di gas effetto serra, si è passati infatti dai 4.4 miliardi di tonnellate di CO2  emesse tra il 2000 e il 2009 ai 36 miliardi del 2021.

A complicare la situazione i cambiamenti climatici e conseguenti fenomeni di riscaldamento globale, fortemente acuiti dalla loro maggiore durata (basti pensare che eventi di assenza di piogge protratti fino a 10 mesi provocano innalzamenti delle temperature fino a 3 °C, quindi oltre la fatidica soglia di 1,5 °C superata la quale la situazione climatica diventa difficile da controllare), oltre ad abbondanti precipitazioni, tempeste tropicali, eventi franosi.

La promozione del legame tra la salute della popolazione e quella della foreste attraverso una gestione forestale sostenibile può contribuire in maniera diretta o indiretta al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo al 2030 delle Nazioni Unite.

Più nel dettaglio le foreste garantiscono i mezzi di sussistenza per l’ uscita dalla povertà, benefici in termine di salute e benessere, sicurezza alimentare e nutrizione, istruzione di qualità, parità di genere (per esempio il ruolo svolto dalle donne nella silvicoltura sostenibile), acqua pulita e filtrata, energia pulita, crescita economica, accesso a spazi verdi riducono le disuguaglianze sanitarie, popolazioni e città felici, in salute e coese, benefici climatici anche grazie alla gestione sostenibile delle foreste, partnership intersettoriali per il miglioramento dei benefici delle foreste sotto l’ aspetto nutrizionale e del benessere umano oltre a garantire una pace duratura.

Il concetto di salute deve essere inteso in senso globale e includere non soltanto il trattamento delle malattie, ma anche la loro prevenzione. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti definito la salute, uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’ assenza di malattie, a riprova dell’ importanze dei concetti di salute preventiva e curativa. È quindi necessario seguire un approccio globale, cosiddetto One Health, dove siano collegate salute umana, animale, ambientale (dell’ ecosistema), quindi anche delle foreste

L’Italia è in campo per studiare il ruolo delle foreste nel contrasto ai cambiamenti climatici.

ENEA è tra i partecipanti al progetto Europeo Forest Navigator. L ’obiettivo è valutare il potenziale di mitigazione del clima da parte delle foreste Europee, attraverso percorsi politici coerenti con la gestione forestale e con gli altri usi del suolo e informare le autorità sull’approccio più adatto alla politica forestale e alla bioeconomia.
Il finanziamento di 6 milioni di euro rientra nel programma Horizon Europe e vede la partecipazione di 24 tra università ed enti di ricerca di 14 paesi, tra i quali, Germania, Francia, Belgio, Svizzera, Cina, ecc, ENEA e CNR in rappresentanza dell’ Italia.

È prevista l’ analisi di quattro casi studio caratterizzati da medesime condizioni ecologiche e socioeconomiche. Uno di questi vede impegnata l’ Italia con le foreste alpine e mediterranee colpite da alluvioni, siccità e incendi che richiedono azioni di adattamento per promuovere resilienza, mitigazione del clima e servizi ecosistemici, mentre gli altri tre interessano Svezia e Irlanda con foreste monoculturali di conifere utilizzate in modo intensivo per la produzione di legno, Repubblica Ceca con foreste temperate a rischio a causa di eventi estremi e siccità.

Verranno sviluppati sistemi di monitoraggio delle foreste europee e strumenti di modellistica innovativi in grado di rappresentare la crescita forestale e la valutazione degli effetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Sarà quindi possibile ottenere informazioni su clima e biodiversità ma anche su tutte quelle fonti di possibile minaccia, siccità, incendi, ecc, oltre che sul ruolo culturale, paesaggistico e ricreativo delle foreste. Sono previsti modelli della terra che possano riprodurre le relazioni tra uso del suolo, gestione forestale e clima, oltre alla creazione di una piattaforma per autorità nazionali e modellisti in grado di diffondere il progetto e i suoi risultati oltre a riportare indicazioni sulla mitigazione e l’adattamento per singolo paese. Grazie all’ analisi dei casi studio ENEA si occuperà della realizzazione della valutazione economica dei servizi ecosistemici in scenari climatici e di gestione forestale, oltre al coinvolgimento degli stakeholders.

Le foreste e il ciclo idrico. Nelle numerose iniziative in programma si parlerà anche del rapporto acqua/ foreste e della prevenzione del rischio idrogeologico

Protezione delle foreste che significa anche regolazione del ciclo idrico, dell’ acqua potabile e conseguente diminuzione di fenomeni di dissesto idrogeologico. Sono infatti gli alberi ad assorbire acqua dal terreno grazie alle radici e rilasciare quella di troppo nella fotosintesi sotto forma di vapore acqueo, dando luogo alla traspirazione e al rilascio di qualche centinaia di litri di acqua giornalieri, con la capacità di intercettazione varia a seconda della specie specie e alla loro densità.

Le iniziative in programma, organizzate dai  Carabinieri Forestali con il coinvolgimento di istituzioni universitarie e regionali, avranno come filo conduttore il rapporto tra foreste e risorsa idrica oltre a toccare numerosi altri aspetti legati al mondo forestale. Si parlerà anche di sostenibilità, stato e prospettive delle foreste, biodiversità, valore eco sistemico del verde urbano, multifunzionalità, gestione sostenibile, attività dei Carabinieri Forestali, minacce alle quali le foreste possono andare incontro, cambiamenti climatici, attività in materia di vincoli idrogeologici, patrimonio forestale di determinate regioni.

L’ evento principale in Italia è in programma presso il quartiere generale della Fao a Roma, che metterà in risalto i ruoli svolti dalle foreste nel garantire salute dell’ambiente e società sane.

Altri eventi in programma :

Per maggiori informazioni sulla giornata internazionale delle foreste e su alcuni interventi internazionali in programma www.fao.org/international-day-of-forests/en/