INTERNET PER LE CORRENTI MARINE E LE MICROPLASTICHE

Sono le innovazione della piattaforma MARTA, progettata dall’Istituto di Scienze Marine del Cnr.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
INTERNET PER LE CORRENTI MARINE E LE MICROPLASTICHE

Sono le innovazione della piattaforma MARTA, progettata dall’Istituto di Scienze Marine del Cnr.

Il progetto M.A.R.T.A. ha per obiettivo l’individuazione di un metodo innovativo per lo studio delle correnti marine e della presenza di microplastiche in mare, attraverso una innovativa piattaforma intelligente, multi-strumentale e multi-funzionale.

Si tratta di un sistema complesso, fatto da drifter che vengono rilasciati in mare, vale a dire boe motorizzate, un sensore economico in grado di rilevare le microplastiche in acqua, un drone marino che raccoglie i dati di monitoraggio registrati dalle boe e li invia tramite connessione satellitare ad un server su Cloud.

Il sistema è stato messo a punto dall’Istituto di scienze marine del Cnr e realizzato in sinergia tra centri di ricerca, Università, piccole-medie industrie e fondazioni che hanno lavorato condividendo infrastrutture e risorse.

A dicembre dello scorso anno, grazie anche al supporto logistico del Centro Nautico e Sommozzatori della Polizia di Stato di La Spezia, si sono svolti a Tellàro, vicino a Lerici, i test con il rilascio in mare delle boe. “ Il progetto ha un duplice obiettivo – spiega Marco Bianucci, ricercatore di ISMAR – Cnr e ideatore dell’iniziativa insieme a Silvia Merlino, ricercatrice sempre di ISMAR – di diminuire i costi del monitoraggio delle correnti marine, per il quale tipicamente si utilizzano strumenti molto costosi, che sono a perdere perché la corrente li porta via. Inoltre solitamente le comunicazioni dei dati sono satellitari, anche queste con costi notevoli.

Invece la piattaforma che abbiamo ideato utilizza le tecnologie IoT, l’internet delle cose, con costi che sono più bassi.

L’altro scopo è monitorare le microplastiche e intercettare quali tipi finiscano in mare, con un sistema posizionato sul drifter, che riesce a fare un monitoraggio in tempo reale della plastica che ‘incontra’ in acqua”. La parte innovativa del progetto è il concetto di cluster, realizzato tramite la tecnologia internet of things, applicato al monitoraggio marino, ma non c’è solo questo.

La piattaforma MARTA ha anche un ‘cuore’ verde ed è pensata per avere il minore impatto possibile sull’ambiente. “Tutti gli elementi che abbiamo messo in mare sono autosufficienti dal punto di vista energetico, essendo dotati di pannelli fotovoltaici per uso in ambiente marino e forniscono l’energia necessaria al sistema, non è quindi necessario dotarli di costose e poco “green” batterie.

La piattaforma è inoltre realizzata utilizzando plastiche che abbiano sull’ambiente il minor impatto possibile”, spiega il ricercatore del CNR. Il progetto ha superato la prima fase di sperimentazione, dando risultati concreti. Commenta Bianucci, “Adesso continuiamo a lavorare con le aziende per arrivare ad un prodotto che possa essere diffuso su vasta scala”.