In origine era una nave mercantile britannica affondata durante la Seconda guerra mondiale diretta ad Alessandria nel suo ultimo viaggio, ora è diventato un vero e proprio reef, oggetto di studio della comunità scientifica ma non solo. Anche i subacquei che si divertono a esplorare i fondali marini ne sono molto incuriositi. Questa nave è considerata uno dei 5 relitti più belli del mondo, si trova alla profondità di 30-32 metri e solo la poppa risulta inclinata a causa dell’esplosione che ha completamente sezionato lo scafo.
Nelle stive visitabili si trova parte del carico di rifornimenti che trasportava: carri armati leggeri, armi, munizioni, camionette, vagoni ferroviari, jeep. Il carico è perfettamente identificabile, nonostante le incrostazioni coralline. Attorno al relitto, nuotano pesci stanziali, cernie, murene, pesci balestra, dentici, barracuda. Grazie a una collaborazione fra subacquei e un team di ricercatori italiani dell’Università di Bologna è stata studiata la comunità marina che abita il Thistlegorm. I risultati di questa collaborazione sono stati da poco pubblicati su Plos One e sono fondamentali per comprendere l’evoluzione della vita nei reef con il passare del tempo.

La somiglianza dei reef
I reef sono veri e propri tesori da salvare, tipici delle acque marine tropicali, ospitano al loro interno formazioni rocciose nate dalla sedimentazione calcarea dei coralli, animali invertebrati marini e piccoli polipi radunati in colonie. Gli studiosi da sempre pensano che i reef naturali e artificiali abbiano delle cose in comune. Studiare gli uni permette di avere informazioni preziose anche sugli altri e quelli del Mar Rosso, sebbene famosissimi, sono meno studiati di altri. Anche l’evoluzione nel tempo dei reef, in particolar modo di quelli artificiali, è poco nota. Proprio per cercare di fare un passo in avanti e tentare di costruire un bagaglio di conoscenze utili per la conservazione di questi preziosi doni della natura, che potrebbero alterarsi con i cambiamenti climatici, i ricercatori hanno monitorato la comunità formata dalle specie che abitano la nave mercantile.
I risultati del monitoraggio
Gli studiosi hanno messo insieme le osservazioni effettuate da alcuni divers del progetto “Scuba Tourism for the Environment” tra il 2007 e il 2014. I subacquei volontari hanno raccolto dati su 6 diversi parametri di immersione che includevano la data dell’immersione, la profondità massima, la profondità media, la temperatura, il tempo di immersione, l’ora di immersione e hanno fornito una stima dell’abbondanza dei taxa avvistati da un elenco di 72 taxa target. Le specie scelte erano sia rappresentative dell’ecosistema sia facili da identificare.
I ricercatori hanno osservato che durante gli 8 anni di monitoraggio praticamente tutte le specie target identificate erano state osservate (solo le mante facevano eccezione), sebbene con qualche variazione di anno in anno. Tra le specie più variabili ci sono: i coralli molli Dendronephthya, la murena gigante, i pesci scoiattolo, il pesce pagliaccio e il pesce napoleone.
Nel complesso, la vita marina vicino al relitto è stabile, il che porta gli autori a dichiarare che il vecchio mercantile potrebbe divenire un rifugio sicuro per le specie del Mar rosso. Il Thistlegorm fornisce dunque, un esempio di come le barriere coralline artificiali possano sostenere delle comunità ben consolidate simile a quelle dei reef naturali. Ma, come sempre, dobbiamo cercare di non distruggere questo paradiso di biodiversità. Il relitto è una meta molto affascinante per i subacquei, ciò significa che non è difficile trovare chi voglia visitarlo, il rischio è il contrario, ovvero che troppi visitatori ne mettano in pericolo la sopravvivenza, danneggiandolo.
