I MONACI PER STUDIARE ECLISSI ED ERUZIONI

Gli appunti registrati dai monaci medievali, durante le osservazioni notturne del cielo, aiutano gli scienziati a capire alcune delle più grandi eruzioni vulcaniche della storia.

APPROFONDIMENTO
Francesca Danila Toscano
I MONACI PER STUDIARE ECLISSI ED ERUZIONI

Gli appunti registrati dai monaci medievali, durante le osservazioni notturne del cielo, aiutano gli scienziati a capire alcune delle più grandi eruzioni vulcaniche della storia.

Eclissi lunari, eruzioni vulcaniche e cambiamenti climatici hanno qualcosa in comune con i monaci medievali.

Sì, avete capito bene, apparentemente sembrano scollegati ma un filo sottilissimo li unisce.

Dietro ai fantastici manoscritti medievali si nasconde qualcosa di davvero straordinario. I documenti che i monaci ci hanno lasciato, in particolar modo i dettagli sulle eclissi lunari, sono stati utilizzati dagli scienziati per studiare le eruzioni vulcaniche dell’epoca e capire meglio come hanno influito sui successivi cambiamenti climatici.

Gli scritti ereditati dai monaci medievali sono infatti, una miniera straordinaria di informazioni riguardo a eventi storici e fenomeni naturali. Gli avvenimenti riguardanti la volta celeste erano al centro del loro interesse: le fasi lunari e le eclissi venivano osservate con grande attenzione dai monaci cristiani vissuti in epoca medievale, poiché in base a queste si decideva la data delle celebrazioni religiose o il giusto momento per effettuare trattamenti medici, a volte venivano addirittura interpretati come veri e propri segnali divini.

In uno studio pubblicato su Nature un team internazionale di ricercatori guidato da Sébastien Guillet dell’Università di Ginevra ha trovato un modo per conoscere le eruzioni storiche che hanno lasciato tracce nel ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia: studiando infatti, le descrizioni delle eclissi lunari proprio nei manoscritti medievali, mettendole insieme ovviamente alle informazioni provenienti dai carotaggi nel ghiaccio, hanno potuto fare delle stime accurate sulle tempistiche e sui luoghi di questi fenomeni.

“Conoscere la stagione nella quale i vulcani hanno eruttato è essenziale, in quanto questo influenza la diffusione delle polveri vulcaniche e il raffreddamento e altre anomalie climatiche associate a queste eruzioni”, sostiene Guillet.

Il prezioso contributo dei monaci

La ricerca è durata ben cinque anni, durante i quali gli studiosi hanno esaminato centinaia di annali e cronache provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente, per trovare riferimenti alle eclissi lunari totali e alla loro colorazione. Sono 64 le eclissi che ci sono state in Europa fra il 1100 e il 1300, solo 51 sono state documentate, in cinque di questi ultimi casi la Luna era insolitamente scura.

“Le eclissi lunari più buie si sono verificate tutte entro un anno circa dalle principali eruzioni vulcaniche. Dal momento che conosciamo i giorni esatti delle eclissi, le cronache medievali ci hanno permesso di restringere il campo sui momenti esatti nei quali sono avvenuti questi eventi”, spiega Guillet.

Delle 15 eruzioni prese in considerazione nello studio, una in particolare avvenuta a metà del XIII secolo rivaleggia con quella del Tambora, avvenuta nel 1815 in Indonesia, l’eruzione vulcanica più potente mai registrata in epoca storica: la cenere ridusse drasticamente le temperature globali, tanto che il 1816 fu chiamato “l’anno senza estate”.

La polvere stratosferica delle grandi eruzioni vulcaniche, non era semplicemente responsabile della “scomparsa” della luna, ma aveva dunque anche raffreddato le temperature estive, dal momento che era diminuita la luce solare che arrivava sulla superficie terrestre. Questo a sua volta potrebbe aver portato alla rovina dei raccolti agricoli, ma, all’epoca nessuno avrebbe mai potuto immaginare che gli scarsi raccolti o le insolite eclissi lunari fossero correlate con i vulcani, inoltre, non tutte le eruzioni venivano documentate.

Gli scienziati hanno potuto constatare grazie ai manoscritti come le eclissi lunari più scure si sono tutte verificate entro un anno circa dalle più grandi eruzioni vulcaniche.

Il colore della Luna durante l’eclissi è stato particolarmente utile ai ricercatori: anche durante le eclissi lunari totali, ovvero quando la Terra si interpone fra Sole e Luna offuscandola con la sua “ombra”, la Luna resta in parte visibile assumendo una colorazione rossastra a causa dei raggi solari che vengono in parte riflessi dall’atmosfera terrestre e che riescono a raggiungerla. Ma dopo una grande eruzione vulcanica la quantità di polvere accumulata nell’atmosfera può essere tale da oscurare quasi completamente la Luna durante le eclissi. Descrivendo le eclissi lunari particolarmente “scure”, i monaci ci hanno lasciato dunque, involontariamente informazioni utili sulle eruzioni vulcaniche dell’epoca.

Eruzioni vulcaniche e cambiamenti climatici

Markus Stoffel, professore presso l’Istituto di Scienze Ambientali dell’università di Ginevra, specialista nella conversione delle misurazioni degli anelli degli alberi in dati climatici e co-autore dell’articolo, sottolinea come alcune potenti eruzioni abbiano causato in passato abbassamenti delle temperature anche di un grado per gli anni successivi.

“Sappiamo da lavori precedenti che forti eruzioni tropicali possono indurre un raffreddamento globale dell’ordine di circa 1°C in pochi anni. Possono anche portare ad anomalie delle precipitazioni con siccità in un luogo e inondazioni in un altro”, ha affermato Stoffel.

Sembra che il periodo di freddo che viviamo possa essere stato innescato, in parte, anche da eruzioni vulcaniche, che avrebbero reso l’atmosfera più nebbiosa, bloccando parte della luce solare in arrivo.

In parte, si pensa, proprio a causa dell’accumulo di polveri nell’atmosfera, che vanno a costituire uno schermo per i raggi solari.

“Migliorare la nostra conoscenza di queste altrimenti misteriose eruzioni è perciò fondamentale per capire se e come il vulcanismo del passato abbia influenzato non solo il clima ma anche la società durante il Medioevo”, conclude Guillet.