“Milioni di alberi annunciati che non ci potranno mai essere perché non abbiamo vivai forestali”. Così, alcuni giorni fa, l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) commentando i 330 milioni di euro inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per piantare 6,6 milioni di alberi intorno alle città. Ma, così come riportano numerosi quotidiani nazionali, a quei soldi – destinati sulla carta al contrasto di smog e ondate di calore, con il relativo piano gestito dalle Città Metropolitane – non sono corrisposti alberi.
Ma il nodo centrale non sembrerebbe essere solo e soltanto “semi sì, alberi no” quanto, semmai, come denunciato dall’ Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, il rischio di perdere i finanziamenti dati dall’Europa per un progetto che, carte alla mano e secondo i nobili propositi, avrebbe dovuto “assorbire Co2” e, più in generale, risolvere le problematiche della crisi climatica.
Ma l’Italia ha alberi da piantare? E, ancora, siamo sicuri che, qualora ci fossero, gli alberi della foresta stiano bene in un contesto urbano? E i milioni di alberi annunciati che fine hanno fatto?
Di questo e molto altro abbiamo parlato con l’onorevole Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, contattata recentemente da UNCEM su questa tematica e, soprattutto, reduce da incontri con le principali categorie economiche per risolvere un nodo che, giorno dopo giorno, sta diventando una matassa.

“Da molti anni mi batto per temi di strategica importanza quali la forestazione e la siccità. Nelle scorse settimana, subito dopo aver preso i contatti con UNCEM, ho avviato sul territorio di Pistoia una serie di incontri con le categorie economiche ma anche vivaisti privati per provare a rendere più organica una materia che, a detta di molti, necessita di esser rivista. Per prima cosa, lo stiamo facendo e continueremo nei mesi a venire, è prioritario esaminare tutte le opere del PNRR perché se da un lato è vero che non vogliamo perdere un euro è altrettanto vero che è inammissibile perdere soldi. La missione 2 del PNRR parla della forestazione urbana ma ci sono alcuni passaggi che devono necessariamente esser rivisti…”
“Era stato detto, per quanto riguarda la transizione ecologica, che avremmo dovuto fare piantumazione e forestazione verde nelle città. Va da sé che se a queste frasi non corrispondono fatti si rischia di lasciare spazio solo ed esclusivamente a facili slogan. Il Governo e lo stesso Consiglio dei Ministri hanno detto che occorre fare una ricognizione dei progetti del PNRR per capire quali sono realmente fattibili e quali no. Ma anche dal costante mio confronto e dialogo con le categorie economiche è emerso chiaramente che, per quanto riguarda la transizione ecologica, deve essere rivista questa parte inserita nella missione 2”
“In questo caso particolare si parla di fare forestazioni urbane con gli alberi delle foreste. Ma, anche in questo caso, servirebbero opportune modifiche…”
“Prima di tutto nella nostra Regione, ma anche in gran parte del resto d’Italia, non ci sono grandi ed estese foreste. In secondo luogo non possiamo essere così approssimativi e pensare che gli alberi delle foreste, per clima, tipologia, conformazione ecc, possano stare bene in un contesto urbano. Perché non sono state inserite le piante ornamentali? La Toscana, mi riferisco adesso a Pistoia ma non solo, ha grandi aziende vivaistiche. Perché non è possibile modificare la missione 2 e aggiungere anche piante quali platani, tigli e similari? Questa inclusione potrebbe intanto esser un primo passo verso il tanto auspicato abbattimento della CO2 a vantaggio di maggiore anidride carbonica in circolazione”
“In primo luogo organizzerò prossimamente un evento aperto a tutti a Pistoia. Desidero coinvolgere consorzi di settore, categorie, professionisti, vivaisti, agronomi e cittadini per parlare a tutto tondo delle tematiche legate alla transizione verde e ambiente. Questo sarà solo un primo passo propedeutico ad una necessaria e urgente ricognizione dei progetti del PNRR che necessitano di spunti e di modifiche affinché siano attuabili e concreti”
“Certamente. Con Confagricoltura, UNCEM e alcuni vivaisti privati abbiamo già fatto un primo incontro ma, di base, basta usare un po’ di buon senso, aggiungere per i nostri centri urbani oltre alle forestazioni anche il vivaismo ornamentale e capire che, solo in questo modo, si possono abbattere i tempi e, soprattutto, reperire la materia prima. Solo così non si sprecano i soldi del PNRR e si rendono attuabili e concrete disposizioni che, allo stato dei fatti, rischiano di restare meri slogan”
