Sarà il prof. Daniele Brunelli, del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a rappresentare l’Italia per la stesura del piano ambientale dell’Oceano Indiano sotto l’egida della International Seabed Authority (ISA), un’organizzazione internazionale indipendente delle Nazioni Unite, attraverso la quale una serie di Stati Membri organizzano e controllano tutte le attività relative alle risorse minerarie dei fondali oceanici. Nello specifico l’ISA ha il mandato di assicurare l’esplorazione dei fondali oceanici per una effettiva protezione degli ecosistemi marini in relazione alle attività minerarie di deep-sea mining.
Il deep-sea mining è l’ultima frontiera della corsa dell’uomo alle risorse del pianeta. Gli oceani coprono i due terzi della Terra e sui fondali delle acque internazionali si trovano enormi giacimenti di metalli e minerali critici per l’industria moderna e l’economia, come le terre rare, litio, nichel, ittrio, manganese e molti altri. Le tecniche di sfruttamento stanno maturando rapidamente e così l’interesse degli stati e compagnie minerarie, grandi produttori di elementi critici, che stanno sviluppando piani di sfruttamento intensivi.

Brunelli svolge ricerche sulle dorsali negli oceani Indiano e Atlantico. Ha partecipato a 17 spedizioni oceanografiche, è professore invitato all’Università Paris Diderot-Paris, all’Institut de Physique du Globe de Paris e all’Institut Universitaire Europeén de la Mer. È approdato all’Università di Modena e Reggio Emilia nel 2007 dopo aver svolto 4 anni di post dottorato nei laboratori dell’Institut de Physique du Globe de Paris con cui collabora tuttora attivamente.
Brunelli – nominato dal Ministero degli Esteri e candidato dall’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche – è stato chiamato a collaborare alla stesura del piano di protezione ambientale dell’Oceano Indiano nell’ambito del Regional Environmental Management Plan (REMP), durante il convegno internazionale che si terrà a Chennai, India, dal 1 al 5 Maggio 2023.
“L’Oceano Indiano – afferma – ha una estensione di 73,6 milioni di km2, pari al 14% della superficie del pianeta e a circa sette volte l’estensione dell’Europa. Copre l’area marina delimitata da Africa, India, Malesia, Australia e Antartide. La sua struttura geologica è estremamente complessa e negli ultimi anni è stata oggetto di studio di ricercatori e studenti del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, grazie alla partecipazione a campagne oceanografiche internazionali in collaborazione con Francia, Germania, USA e Russia”.
