FIBROMIALGIA, 2 MILIONI DI PERSONE CON QUESTA PATOLOGIA

In campo un nuovo ambulatorio presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

SALUTE
Francesca Franceschi
FIBROMIALGIA, 2 MILIONI DI PERSONE CON QUESTA PATOLOGIA

In campo un nuovo ambulatorio presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

Sempre più diffusa, sempre più invalidante. In Italia sono circa 2 milioni le persone affette da fibromialgia e 140 mila solo nel Lazio. Si tratta di una patologia reumatica cronica che si manifesta con dolori muscolo-scheletrici diffusi e numerosi altri sintomi (stanchezza mentale e fisica, disturbi del sonno, dolori e crampi addominali, ansia e depressione) la cui origine risulta spesso ignota. Una “malattia invisibile” che non presenta segni clinici obiettivi ma che compromette le normali attività quotidiane, generando una condizione di isolamento, smarrimento e fragilità.

Dolori muscolari diffusi senza segni di infiammazione sono i principali sintomi della sindrome fibromialgica ma spesso sono accompagnati anche da deficit di memoria, spossatezza generale, difficoltà di tenere alta la concentrazione. Anche se non esiste una terapia medica specifica, alcuni farmaci possono aiutare a gestire i sintomi e a migliorare la qualità della vita, soprattutto se associati ad attività fisica mirata. In tutta Italia, peraltro, si stanno diffondendo ambulatori ad hoc e centri di ricerca appositamente pensati per questo tipo di patologia e per rendere meno difficoltosa la qualità di vita dei pazienti.

Alla fibromialgia è stato poi recentemente dedicato un nuovo ambulatorio presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, diretto da Roberto Giacomelli, Direttore della Unità Operativa Complessa di Immunoreumatologia, e accessibile attraverso tariffa agevolata.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Area Medica della Pastorale Sanitaria della Diocesi di Roma e le Sue Opere Sanitarie di Carità nell’ambito del Tavolo Diocesano sulle Malattie Reumatologiche istituito nel settembre 2022 per creare una rete di sostegno ai pazienti colpiti da dolore cronico e stato di fragilità e migliorare l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura.

La causa esatta all’origine della fibromialgia non è nota, ma si ritiene possano essere coinvolti diversi fattori (biochimici, genetici, neurochimici, ambientali, ormonali, psicologici ecc.). La patogenesi della malattia è, infatti, un argomento molto discusso: non esistono ancora dati definitivi, ma molti studi cercano di approfondire l’interazione multifattoriale esistente alla base della malattia.

In particolare, i ricercatori ritengono che la fibromialgia amplifichi le sensazioni dolorose (o ne riduca l’inibizione), influenzando il modo in cui il cervello elabora i segnali di dolore. I sintomi a volte iniziano dopo un trauma fisico, interventi chirurgici, infezioni od un significativo stress psicologico. In altri casi, i segni della fibromialgia si accumulano gradualmente nel tempo, senza alcun singolo evento di attivazione evidente ma, al momento della manifestazione dei sintomi, le conseguenze sono spesso invalidanti nella vita di tutti i giorni.

Questo tipo di dolore cronico diffuso colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia, più spesso donne in età adulta. I sintomi possono comparire in modo graduale e aggravarsi con il passare del tempo, oppure esordire improvvisamente dopo un evento scatenante, come un trauma fisico, un’infezione o uno stress psicologico. Quello associato alla fibromialgia è generalmente un dolore sordo, costante, prevalentemente muscolo-tendineo, che coinvolge più regioni corporee in maniera spesso simmetrica. Oltre alla dolorabilità diffusa, è possibile evocare un dolore più acuto durante la visita esercitando una certa pressione su quelli che vengono definiti punti sensibili o tender points localizzati per lo più a livello delle inserzioni dei tendini. La presenza di dolore in almeno 11 di questi 18 punti totali può aiutare nella conferma della diagnosi.

E’ importante sapere che non esistono misure preventive nei confronti della fibromialgia, ma un corretto stile di vita con attività fisica regolare e buona igiene del sonno possono aiutare a controllare meglio la malattia. L’approccio terapeutico più adeguato alla fibromialgia è quello multidisciplinare che prevede sia l’utilizzo di farmaci che interventi comportamentali. Fra i farmaci che possono essere prescritti per meglio controllare la sintomatologia dolorosa sono inclusi analgesici, miorilassanti ed antidepressivi. Contestualmente sono auspicabili interventi sullo stile di vita che aiutino a gestire questa patologia cronica nel tempo; tra questi rientrano il miglioramento della qualità del sonno, il controllo del peso corporeo e il mantenimento di un’attività fisica regolare con percorsi di fisiochinesiterapia mirata e adattata al singolo paziente. Molto spesso vengono consigliati counseling psicologici e l’adozione di tecniche di rilassamento per ridurre lo “stress” derivante dal dolore cronico.

“Siamo orgogliosi della collaborazione avviata con l’Area Medica della Pastorale Sanitaria e di poter contribuire con il nostro ambulatorio alla presa in carico di pazienti affetti da fibromialgia – ha detto Paolo Sormani, AD e Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – Manifestiamo sin da ora la nostra disponibilità ad accogliere e partecipare alle iniziative che l’Area Medica vorrà proporre in futuro a beneficio dei malati più fragili sulle diverse realtà di sofferenza”.

“Considerando la complessità nella gestione dei pazienti fibromialgici e la loro difficoltà ad accedere alle prestazioni primarie – dato che non esistono ancora DRG o codici per eventuali esenzioni – abbiamo deciso di aprire un ambulatorio totalmente dedicato ai pazienti con fibromialgia con un duplice obiettivo: curarli nella migliore maniera possibile e offrire un punto di riferimento a cui rivolgersi per tutti i loro bisogni”  ha affermato Roberto Giacomelli, Direttore UOC di Immunoreumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

“Noi malati affetti da fibromialgia abbiamo bisogno di un riconoscimento della malattia. Purtroppo, questa patologia ancora non è riconosciuta dallo stato italiano e non è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza. Questa opera permette ai malati di usufruire di un percorso di presa in carico e contribuisce a creare una rete con le altre strutture ospedaliere. Grazie alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico per il grande sostegno” ha detto Edith Aldama, Responsabile Area Medica, Pastorale Sanitaria, Diocesi di Roma.

Info: www.policlinicocampusbiomedico.it