L’ORTO SOCIALE ARRIVA NELLA CASA FAMIGLIA

Trenta bambini di case famiglia si avvicinano all’agricoltura grazie a un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
L’ORTO SOCIALE ARRIVA NELLA CASA FAMIGLIA

Trenta bambini di case famiglia si avvicinano all’agricoltura grazie a un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese.

Avvicinare i bambini, fin da piccoli, al mondo dell’agricoltura sociale è un progetto realizzato a Cassino, grazie ai fondi della Chiesa Valdese. Trenta piccini di tre case famiglia, della cooperativa I Naviganti, “adottati” dai ‘Valdesi’  si impegneranno nella costruzione di un orto sociale zappettando, seminando, coltivando legumi, ortaggi, fiori. Un metodo essenziale per crescere con un sano rapporto con i frutti che la natura ci offre.

Un progetto, quello del movimento religioso, riconosciuto dalla Chiesa, da sempre vicina alle fasce più deboli, che ha come fine l’integrazione e l’educazione, riservato ai  minorenni che provengono da contesti difficili.

L’iniziativa è tutta rivolta all’ambiente esterno, i terreni circostanti le strutture, situate in una zona periferica di Cassino, (a sud della provincia di Frosinone), altamente protetta, saranno utilizzati proprio dai bambini e dai ragazzi in una serie di iniziative che li vedranno protagonisti. A fianco avranno anche i compagni di scuola e gli insegnanti e realizzeranno delle vere e proprie mini  coltivazioni. Per risolvere il problema dell’acqua, elemento fondamentale in agricoltura, l’innaffiamento quotidiano dei piccoli appezzamenti di terreno saranno dotati di impianti di irrigazione.

La diffusione di aree coltivate nelle città genera benefici in vari ambiti: aiutano a combattere la speculazione edilizia e il degrado, soprattutto nelle periferie, attraverso la riqualificazione di terreni abbandonati. Ma anche la salute ne beneficia, perché si passa molto più tempo all’aria aperta, si svolge attività fisica e si rendono i luoghi più vivibili; inoltre le aree verdi urbane, migliorano la qualità dell’aria e  riducono le emissioni perché le piante assorbono l’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

I nostri ‘agricoltori in erba’ avranno così la possibilità di entrare a contatto con la natura, con i suoi ritmi, i suoi tempi, e contemporaneamente contribuiscono alla salvaguardia ambientale. Avranno a disposizione tutti gli attrezzi utili, fino alle carriole  per facilitare il trasporto dei materiali e saranno supervisionati dagli anziani che vivono nel circondario, a cui anche il progetto si rivolge.

Il fine ultimo dell’orto sociale in casa famiglia – rileva Simona Di Mambro, presidente della cooperativa i Naviganti – è quello di avvicinare fin da piccoli i bambini alla natura, e permettere loro di acquisire una serie di competenze, tra le quali osservare, manipolare, cogliere somiglianze e differenze, formulare ipotesi da verificare, confrontare opinioni, trovare un problema e cercare la soluzione. Il tutto nel loro spazio ‘casalingo’  dove hanno a disposizione uno spazio e seguire tutto il percorso previsto dalla semina al raccolto”

Un progetto di formazione che si può rivelare entusiasmante  per bambini che, per ora,  non hanno avuto molto dalla vita.