Un po’ di geografia
L’Islanda è un’isola dell’Europa settentrionale, collocata tra la Groenlandia e la Gran Bretagna, ricca di vulcani e di ghiacciai che ne ricoprono la sommità. Okjökull, letteralmente “il ghiacciaio dell’Ok”, si trovava alla cima del vulcano Ok ed è stato dichiarato morto nel 2014, quando le sue dimensioni si sono ridotte ad un kilometro quadrato circa. È stato stimato che, nei prossimi duecento anni, tutti i ghiacciai islandesi subiranno la stessa sorte, con tutte le conseguenze che il loro scioglimento comporterebbe alla fauna oceanica.
Sono state tre le generazioni che hanno potuto godere dell’abbondanza dei ghiacciai, molti dei quali furono delle mete per gite familiari alla scoperta della natura, che hanno lasciato vividi ricordi e determinato un legame affettivo con l’ambiente ghiacciato.
Il funerale
Nel 2019, Okjökull è stato nominato ufficialmente un ex-ghiacciaio e le sue immagini, divulgate dalla Nasa, mostrano come le ultime dimensioni registrate siano effimere rispetto a quelle originali. Il 18 agosto un numeroso gruppo di persone, tra attivismo e politica, si sono recate dove un tempo si trovava il ghiacciaio e vi hanno affisso una placca commemorativa, una lettera al futuro, che recita:
“Ok è il primo ghiacciaio islandese a perdere il suo status di ghiacciaio, nei prossimi 200 anni ci aspettiamo che il resto dei ghiacciai segua lo stesso sentiero. Questo monumento è per riconoscere che sappiamo cosa sta succedendo e cosa deve essere fatto, solo voi sapete se lo abbiamo fatto”.
Di seguito vengono riportate le parti di anidride carbonica per milione, ovvero 415 ppm, il valore più alto registrato nel 2019.

Il tempo e l’acqua
È questo il titolo del libro di Andre Magnason, pubblicato nel 2019 e tradotto in Italia nel 2020, che vuole sensibilizzare a proposito della crisi climatica dalla sua posizione privilegiata di cittadino islandese, luogo in cui gli effetti delle emissioni di carbonio che surriscaldano il pianeta sono più evidenti rispetto ad altri luoghi. Nel corso della sua stessa vita ha potuto assistere, impotente, al declino del ghiacciaio della sua infanzia e ha deciso di rendere partecipe il resto del mondo, in cui una fetta importante di popolazione è ignara delle concrete variazioni a cui sta andando incontro il nostro ecosistema. Lo stile narrativo di Magnason rende diverso questo scritto dagli altri di questo genere, spesso eccessivamente ricchi di dati scientifici che non restituiscono completamente le sfumature del cambiamento climatico.
Oggi quanti ghiacciai ci rimangono?
Nel settembre dello stesso anno viene detto addio, attraverso un altro funerale, al ghiacciaio svizzero Pizol, ma quanti ancora vedremmo sciogliersi? Ad oggi, la percentuale di superficie terrestre ricoperta da ghiacciai è il 10%, quando 12 mila anni fa corrispondeva al 32%. La situazione, però, non è stabile: sono a rischio i ghiacciai della Groenlandia e della penisola Antartica, caratterizzate da giorni dell’anno detti “di fusione” che stanno aumentando di numero rispetto agli anni passati provocando un più repentino scongelamento.
