Per “emergenza sanitaria” si intende una situazione improvvisa in cui la vita di una o più persone è in pericolo se non viene effettuato, tempestivamente, un intervento di primo soccorso. È importante entrare in azione nei primissimi istanti e, per questo, le ambulanze risultano centrali: il personale formato a bordo si occuperà di stabilizzare il paziente e di trasportarlo alla struttura ospedaliera più vicina, per ottenere delle cure mirate; in alcuni casi, però, non possiamo proprio attendere. Quando la circolazione sanguigna o l’ossigenazione dell’organismo sono interrotte, come succede durante gli attacchi cardiaci, l’annegamento ed il soffocamento, abbiamo non più di dieci minuti prima che la persona, incosciente, subisca dei danni cerebrali a causa della mancanza di ossigeno, molecola gassosa trasportata dall’emoglobina in tutti i distretti corporei.
Il Ministero della Salute, basandosi sui dati conferiti dall’AMNCO – l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri –, stima che siano 50.000 all’anno i decessi in seguito ad arresto cardiaco in Italia, ovvero uno ogni mille abitanti. Riconoscere preventivamente i sintomi è fondamentale: recarsi in un ospedale in tempi brevi aumenta le possibilità di sopravvivenza. L’arresto cardiaco improvviso, diverso dall’infarto – in cui la circolazione è interrotta da occlusione dei vasi sanguigni –, è preceduto da respiro corto, senso di stordimento, dolori al torace, palpitazioni del cuore e induce, alla fine, una perdita di conoscenza. Non avvertendo il polso, bisognerebbe procedere con una rianimazione cardiopolmonare e con l’uso del defibrillatore, soprattutto se l’ambulanza tarda ad arrivare.

L’ostruzione delle vie aeree ha numeri altrettanto significativi: il soffocamento da corpo estraneo, molto spesso cibo o piccoli oggetti come tappi o pile, registra circa 50 morti annuali tra i bambini al di sotto dei tre anni – anche se conteggiando tutti gli incidenti di questo tipo si arriva ad 80.000 ostruzioni all’anno – mentre le vittime per annegamento sono circa cinque ogni milione di abitanti all’anno. Se l’ostruzione delle vie aeree è parziale, cioè quando il paziente ha difficoltà a respirare, qualche colpo di tosse dovrebbe sistemare la situazione; se l’ostruzione è completa, cioè se la persona non respira, occorre intervenire con la manovra di Heimlich negli adulti.
Ogni giorno, potenzialmente, potremmo assistere ad eventi di questo genere, mentre camminiamo per andare al lavoro, mentre siamo a casa con la nostra famiglia, mentre siamo ad un ristorante, su una spiaggia o in piscina. Ogni giorno potremmo anche fare la differenza tra la vita e la morte: saper reagire e rispondere in modo adeguato alle emergenze in attesa dell’arrivo di soccorritori e soccorritrici contribuisce a salvare qualcuno e, magari, ad essere salvati a nostra volta. Il primo passo consiste, sempre, nell’allertare i soccorsi per poi procedere a valutare la situazione di pericolo, anche per la nostra sicurezza, e lo stato di coscienza, il battito e la respirazione della persona da assistere. Iscriversi e partecipare a dei corsi specifici, con manuali e simulazioni, rende più efficiente il soccorso che, se fatto in modo scorretto, può provocare danni aggiuntivi. La Salvamento Academy si colloca proprio in questo ambito.
Nata dal desiderio di Stefano Mazzei di diffondere la cultura del soccorso e, inizialmente, a conduzione familiare, oggi la Salvamento Academy è cresciuta: ottenendo consensi in tutto lo stivale, include professionisti esterni, può contare sulla società scientifica IARR – Italian Academy of Rescue and Resuscitation – riconosciuta dal Ministero della Salute e collabora con enti prestigiosi del calibro della Marina Militare.

La gamma dei corsi offerti è molto vasta, infatti, sono catalogati in base al livello, base oppure avanzato, e alla sfera di soccorso, ovvero sicurezza, salute e veterinaria. Al termine di ognuno di essi viene rilasciato un attestato che ci certifica come “Operatori” per poter agire in sicurezza nel momento del bisogno oppure come “Istruttori”, in prima linea nella divulgazione della cultura del salvataggio. Offre, tra gli altri, corsi specifici per la salute di neonati e bambini: alcuni manuali trattano le metodologie per mettere in sicurezza le esperienze dei più piccoli, dal cibo sminuzzato in modo opportuno, alle posizioni consigliate per il sonno, alle esperienze che coinvolgono l’acqua, per una pronta reazione ed una accurata prevenzione. Ci sono anche una serie di lezioni dedicate alla somministrazione di ossigeno e alla gestione di emorragie massive dovute a ferite da arma da fuoco o da taglio. E per i nostri amici a quattro zampe? Fanno parte della famiglia e, talvolta, anche loro hanno bisogno del nostro aiuto. La Salvamento Academy ha pensato anche a questa evenienza ideando un corso per l’insegnamento delle manovre di primo soccorso a favore dei nostri cagnoloni. Come si chiama? BAU ovviamente, l’acronimo di Basic Animal Urgency.
Salvamento Academy fornisce formazione di alta qualità con materiale sempre aggiornato, avallato dalla comunità scientifica e professionisti del settore ed in linea con le normative internazionali.
Diffidate dalle imitazioni!
