CLIMA E PSICHE: ARRIVA L’ECO-ANSIA

Diffusa soprattutto fra i più giovani, provoca stress, sensazione di impotenza, senso di colpa, disturbi del sonno e, nei casi più gravi, dipendenze da sostanze e pulsioni suicide.

SALUTE
Redazione
CLIMA E PSICHE: ARRIVA L’ECO-ANSIA

Diffusa soprattutto fra i più giovani, provoca stress, sensazione di impotenza, senso di colpa, disturbi del sonno e, nei casi più gravi, dipendenze da sostanze e pulsioni suicide.

La chiamano eco-anxiety, in italiano eco-ansia, e sebbene non sia ancora stata classificata come una condizione medica, nella letteratura scientifica è definita come “la paura cronica del destino ambientale” (l’APA – American Psychological Association – 2017).

Derivante da una serie di fattori combinati tra loro – il surriscaldamento globale, la distruzione degli habitat naturali, la perdita della biodiversità, l’inquinamento etc. – i sintomi più comuni dell’eco ansia sono stress, tristezza, depressione, alienazione, sensazione di impotenza e senso di colpa che, in alcuni casi, arrivano a causare disturbi del sonno e dell’alimentazione fino alla dipendenza da sostanze e alle pulsioni suicide.

A voler scendere ancor più nello specifico per tentare di comprendere questo nuovo disturbo della psiche direttamente collegato ai mutamenti ambientali in atto, ci soccorre il termine coniato nel 2019 dal filosofo ambientale di origini australiane, Glenn Albrecht, in relazione agli effetti dannosi che il boom dell’estrazione del carbone ha provocato sugli abitanti della Upper hunter valley, in Australia, ovvero la solastalgia, che Albrecht descrive come “la sensazione generalizzata che le basi ecologiche dell’esistenza siano in procinto di crollare”.

Dagli elementi raccolti sinora, il nuovo malessere ambientale si sta diffondendo soprattutto i più giovani e, per distinzione di genere, coinvolge maggiormente le donne, più sensibili degli uomini agli effetti dei cambiamenti climatici. Anche coloro che sono attivamente impegnati nella lotta contro la crisi ambientale patiscono l’eco-ansia ma, a differenza degli altri, sono anche quelli che possiedono maggiori risorse per circoscrivere il disturbo, come la consapevolezza di poter intervenire e il senso di efficacia.

Ma il dato più preoccupante sull’eco-ansia è che la sua incidenza è in costante aumento, come testimonia il crescente numero di pazienti in terapia che denunciano sintomi collegabili a questo nuovo “mal d’ambiente” che produce effetti duraturi sul benessere delle persone.

Una tendenza allarmante che ha naturalmente portato la comunità scientifica ad interrogarsi sui legami tra cambiamento climatico e salute mentale in modo da riuscire a comprendere quali possano gli strumenti più efficaci per intervenire al fine di arginare il fenomeno.

È già stato osservato (Union of Concerned Scientists, 2010), per esempio, che le conseguenze fisiche delle catastrofi climatiche sono inferiori di 40 volte a quelle psicologiche e che il 25-50% delle persone vittime di disastri ambientali o metereologici manifestano evidenti squilibri psichici identificati dall’APA in depressione, disturbo da stress post traumatico (PTSD), ansia e suicidio.

In questo senso le previsioni non sono rinfrancanti: secondo uno studio effettuato nel 2019 dal The Mediterranean Experts on Climate and environmental Change (MedECC) sui cambiamenti climatici in atto in relazione alle diverse aree geografiche, nella regione mediterranea la combinazione di popolazioni in crescita e gli impatti della crisi climatica potrebbe portare a difficoltà nell’approvvigionamento di risorse cruciali – acqua e alimenti primari – innescando una potenziale minaccia alla coesione della comunità e peggiorando i risultati di salute mentale degli individui. Nei paesi settentrionali come la Finlandia, invece, si prevede una riduzione della neve e un aumento della copertura nuvolosa che, provocando una diminuzione della luminosità diurna, potrebbe portare ad un aumento di casi di depressione e disturbi psichici legati al clima.

Ciò nonostante, secondo un’analisi dell’Agenzia europea dell’Ambiente (AEA)sulle politiche nazionali di adattamento e di salute, gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute mentale sono riconosciuti solo in minima parte, e ancora meno sono previste misure concrete per affrontarle.