Quello dell’e-commerce è uno dei settori più in crescita; basta un clic su un sito online e il prodotto che hai tanto sognato arriva a casa tua senza che tu faccia il minimo sforzo per andarlo a cercare o ritirare.
L’Istat conferma infatti che tra il 2020 e il 2021, probabilmente spinti dalle chiusure covid, gli acquisti fatti tramite tecnologie della comunicazione (ICT) sono incrementati del 6,5% rispetto agli anni precedenti. Nel 2022, circa il 49% della popolazione ha utilizzato internet per effettuare acquisti.
Nonostante il vantaggio che questa tipologia di acquisto può recare in termini di comodità, l’e-commerce ha avuto un impatto importante sull’ambiente: si pensi solo al fatto che tutta la merce ordinata deve muoversi su strada, generando emissioni di C02 non indifferenti o alla quantità di imballaggi sprecati, tra cartone e plastica, per non parlare del volume di imballaggi che poi contengono minuzie.
Non a caso negli anni sono state proposte soluzioni alternative, come l’utilizzo di veicoli elettrici per la consegna, il posizionamento di box all’interno di supermercati o centri commerciali per il ritiro della merce 24/24, finanche l’utilizzo dei droni per le consegne in aree con poche infrastrutture.
L’ultima frontiera dell’e-commerce sostenibile è, invece, rappresentata dal packaging riutilizzabile: da quello ideato dalla milanese Movopack, a quello dei finlandesi Repack.

La start up milanese ha pensato ad imballaggi, solitamente buste piegabili in pet o PP riciclati e impermeabili, che una volta ricevuto il proprio ordine, basta piegare, chiudere con il velcro e rispedire alla stessa Movo (grazie ad una lettera di vettura prepagata contenuta all’interno e che dovrà essere posta all’esterno) semplicemente imbucandola in una qualsiasi cassetta postale. L’azienda dispone anche di scatole di più grandi dimensioni, in polipropilene, anch’esse riutilizzabili.
Una volta ritornate in azienda, questi imballaggi riutilizzabili vengono sterilizzati e rimandati ai venditori che vi aderiscono per essere riutilizzati.
L’azienda finlandese, fa praticamente la stessa cosa, con la differenza che a chi sceglie di acquistare con questi tipi di imballaggi riciclabili, che devono solo essere rispediti, offre una scontistica del 10% sfruttabile da tutti quei venditori associati a Repack.
Il potenziale di questa tipologia di imballaggio è alto, se si pensa che in media per produrre una scatola di cartone vengono emessi tra i 100 e i 500 grammi di CO2, mentre per una busta di plastica tra i 100 e i 200 grammi.
Ovviamente, si tratta di un tipo di acquisto “zero spreco” solo se l’acquirente è realmente responsabile e consapevole e si rende disponibile a rispedire l’imballaggio. Se si è in difficoltà nel trovare una cassetta postale nella propria zona, Movo mette a disposizione sulla lettera di vettura anche un codice QR che se scannerizzato indica la più vicina.
