Mangiare bene, con l’utilizzo dei formaggi ovicaprini biologici è una maniera sana, che aiuta il consumatore moderna per la propria alimentazione. L’attività del progetto (FOR.BIO) si sviluppa in tutto il territorio della Sardegna. Fautore di questa iniziativa dell’agricoltura biologica è la Cooperativa S’Atra Sardinia ovvero una organizzazione di produttori biologici con sede a Sestu (prov. di Cagliari), che vanta una storia trentennale di attività nel comparto produttivo ecosostenibile.
Le aziende coinvolte nel progetto (FOR BIO) possiedono vaste superfici destinate a pascolo estensivo (pascoli naturali ed erbai) caratteristiche comuni a tante aziende zootecniche ovine dell’isola. La struttura degli allevamenti è molto vocata al pascolo brado e per la tecnica di produzione biologica prevede non superare la presenza di 2 UBA (12 pecore) per ettaro. Secondo gli intendimenti dell’innovativo progetto (FOR. BIO) si prevede la produzione di tre tipi di formaggi ovini biologici, che dovranno essere messi in produzione in un arco temporale di 24 mesi. Questi formaggi dovranno avere delle importanti caratterizzazioni da un punto di vista chimico-fisico, nutrizionale e sensoriale microbiologico.

Il progetto caseario biologico prevede: Formaggio ovino a pasta molle ( tipo caciotta), Formaggio ovino erborinato (tipo Roquefort), Formaggio ovino a pasta cotta (tipo grana). Questi formaggi saranno anche prodotti nella versione “Lactose Free” (formaggi delattosato). Questo progetto assai innovativo tende, essenzialmente, alla trasformazione del latte ovino biologico con la produzione di nuovi ed innovativi prodotti caseari, con la speranza che raggiungano alcuni importanti nicchie di mercato. Il progetto dovrà identificare la migliore tipologia di confezionamento, in modo da preservare e garantire le caratteristiche nutrizionali e sensoriali fino al raggiungimento dei mercati più lontani.
In estrema sintesi il progetto (FOR.BI) tende la sperimentazione di nuovi ed innovativi processi di trasformazione del latte ovino (conferito dai soci della Cooperativa) verso alcuni tipi di formaggi biologici. I risultati attesi tendono: a) Soddisfare nuovi fabbisogni di mercato con la produzione di prodotti senza lattosio. 2) Innovare il processo di trasformazione del latte di pecora. 3) Diversificare la produzione dei formaggi. 4) Allargare il mercato di riferimento. 5) Migliorare le performance economiche aziendali. Insomma un progetto di cultura casearia, che se sarà, pienamente realizzato, porterà benefici salutistici ed economici nazionali e forse mondiali.
