LE ILLUSIONI VISIVE SONO DATE DAGLI OCCHI NON DALLA MENTE

Un recente studio dell’Università dell’Exeter ribalta anni di convinzioni radicate. Negli anni scienziati e filosofi hanno dibattuto se queste ‘illusioni’.

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Redazione
LE ILLUSIONI VISIVE SONO DATE DAGLI OCCHI NON DALLA MENTE

Un recente studio dell’Università dell’Exeter ribalta anni di convinzioni radicate. Negli anni scienziati e filosofi hanno dibattuto se queste ‘illusioni’.

Le illusioni visive sono frutto del limite di funzionamento dei nostri occhi, non da complessi processi psicologici. È il risultato di una ricerca dell’Università di Exeter, pubblicato sulla rivista ‘Plos Computational Biology’.

Gli esseri umani, come tutti gli altri animali, non hanno nei loro organismi sistemi per misurare con grande precisione gli stimoli esterni e quanto accade loro intorno. I nostri occhi, ad esempio, non misurano la luce come farebbe una fotocamera restituendo un dato preciso, ma raccolgono una informazione molto più vaga, che viene poi trasmessa al cervello, che la elabora in base ad altri dati immagazzinati e dalle esperienze vissute. Il risultato in questo caso è ciò che viene chiamata visione.

Negli anni scienziati e filosofi si sono cimentati e hanno dibattuto se queste ‘illusioni’ fossero causate dall’elaborazione neurale dell’occhio e nei centri visivi di basso livello nel cervello, o coinvolgessero processi mentali di livello superiore come il contesto. Lo studio dei ricercatori dell’Exeter ha esaminato illusioni in cui l’ambiente circostante di un oggetto influenza il modo in cui percepiamo il suo colore, il suo pattern.

In questa ricerca, Jolyon Troscianko, dell’Università di Exeter, ha contribuito allo sviluppo di un modello che suggerisce come semplici limiti delle risposte neurali e non processi psicologici più profondi, spiegano queste illusioni.

I nostri occhi inviano messaggi al cervello raggiungendo più o meno velocemente i neuroni – spiega il dottor Trascianko, del Centro per l’Ecologia e la Conservazione del campus Di Penryn di Exeter in Cornovaglia – tuttavia, c’è un limite a quanto velocemente possono mettere a fuoco, e ricerche precedenti non hanno considerato come questo limite possa influenzare il modo in cui percepiamo il colore”.

Il modello combina questa ‘larghezza di banda limitata’ con informazioni su come gli esseri umani percepiscono i pattern a diverse scale, insieme all’assunzione che la nostra visione sia ottimale quando guardiamo scene naturali. E se il modello è stato sviluppato dagli studiosi per prevedere come gli animali vedono i colori, in realtà si è rivelato utile anche per predire correttamente molte illusioni visive osservate dagli esseri umani. È una ricerca quindi che mette in discussione molte convinzioni, radicatesi negli anni, sul funzionamento delle illusioni visive, come affermano gli stessi ricercatori.