Ci troviamo a Milano e più precisamente in zona Città Studi; qui, tra via Teodosio e via Capranica, è stato realizzato un percorso pedonale di 200 metri che oltre ad avere lo scopo di riqualificare e garantire passeggiate in sicurezza ai pedoni, cerca di limitare i danni delle violente piogge piovane.
Come? Attraverso quello che viene chiamato SuDS, Sistema di Drenaggio Sostenibile, già ampiamente utilizzato in molte località europee.
Il SuDS risulta particolarmente efficacie soprattutto nelle grandi città, dove asfalto e cemento hanno la meglio. Sappiamo infatti che con il cambiamento climatico in atto, le piogge si sono fatte più rare, ma spesso la loro portata e la loro violenza molto più importante.
In città quindi, dove il verde scarseggia sempre di più e dove le strade e gli edifici sono impermeabili, il rischio di allagamenti è molto più alto, come anche quello di inquinamento: le prime piogge, infatti, quelle che cadono inizialmente e tendenzialmente con più foga, sono le più inquinate. Incontrando l’asfalto queste tendono a stagnare in superficie. Le seconde piogge invece sono quelle più “pure”, ma in un sistema privo di drenaggio sostenibile, queste si trovano a stagnare con le prime.
Il Sistema di Drenaggio Sostenibile è studiato per imitare quello che la natura e il terreno fanno solitamente per far fronte alle piogge improvvise.
I suoi principali punti di forza, come riportato da Iridra:
- Riequilibrare il bilancio idrologico e ridurre il carico inquinante dei corpi idrici;
- Far diventare le città, delle città spugna, in grado cioè di assorbire e immagazzinare localmente le acque piovane invece che drenarle e incanalarle;
- Costruire infrastrutture verdi.

Nel caso specifico della città di Milano: la struttura del SuDS, funziona grazie ad una serie di caditoie stradali, che raccolgono e dirigono l’acqua verso le fognature; qui vengono spedite le prime acque, le più inquinate, mentre le secondo acque vengono utilizzate per irrigare il verde pubblico.
Ovviamente nella stagione estiva questo sistema di irrigazione potrebbe non essere sufficiente, quindi il Comune ha predisposto anche un sistema di pozzi di prima falda da utilizzare parallelamente o a necessità.
L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Milano Città Spugna”.
