NEURORIABILITAZIONE: AMICO ROBOT DAMMI UNA MANO

A San Pellegrino Terme (Bergamo) il fulcro del dibattito sulla medicina riabilitativa e le nuove tecnologie; anche etica e barriere architettoniche al centro della tavola rotonda.

SALUTE
Francesca Franceschi
NEURORIABILITAZIONE: AMICO ROBOT DAMMI UNA MANO

A San Pellegrino Terme (Bergamo) il fulcro del dibattito sulla medicina riabilitativa e le nuove tecnologie; anche etica e barriere architettoniche al centro della tavola rotonda.

Collaborativi, assistenziali, mai sostitutivi (se non per operazioni pericolose!) e preziosi alleati in tanti e interdisciplinari campi a partire dalla neuro-riabilitazione. I robot sono, ormai, al nostro fianco. E lo sono nella quotidianità. Non solo in sala operatoria o nelle industrie italiane ma anche in tutti i reparti ospedalieri che provano a rimettere in piedi, in seguito a gravi incidenti, malattie neurologiche, sclerosi multipla e cerebrolesioni, persone che hanno perso l’uso degli arti.

Riprova è stata data lo scorso weekend quando a San Pellegrino Terme (Bergamo) si è tenuto il 37° convegno (e il secondo con focus dedicato alla neuroriabilitazione attraverso l’utilizzo della robotica) promosso dall’Associazione Genesis in collaborazione con l’Istituto Clinico Quarenghi e l’Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo. Dispositivi robotici e riabilitazione dell’arto superiore passando per integrazione di tecnologie avanzate, technology home, serious game e sistemi indossabili fino a toccare, con Padre Carlo Casalone (laurea in medicina e dottorato in teologia morale, lavora nella Sezione scientifica della Pontificia Accademia per la vita (Santa Sede) e insegna alla Pontificia Università Gregoriana), il tema delle implicazioni etiche nell’utilizzo dei robot in corsia (e non solo!).

I più grandi professori, fisiatri, neuroscienziati ed esperti nazionali e internazionali si sono confrontati – coordinati dal neurologo Giampietro Salvi, presidente dell’associazione Genesis e dal direttore scientifico, professor di Bioingegneria, Stefano Mazzoleni – sui progressi della robotica.

Robert Riener, professore ordinario di Sensory-Motor Systems dipartimento di Health Sciences and Technology, ETH Zurigo

Del resto questi strumenti sono disponibili da circa 20 anni ma il loro rapido sviluppo e le ampie opportunità che fornisco anche in campo riabilitativo per i malati neurologici impone una serie di mirate riflessioni, a cominciare dalla sensibilizzazione delle istituzioni. Del resto i trattamenti coadiuvati dall’utilizzo della robotica dovrebbero, in quanto migliorativi per la vita dei pazienti, essere accessibili e alla portata di tutti e, proprio per questo, è quanto mai impellente che lo Stato si attivi per rendere queste cure disponibili, a basso costo e riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale.

Un esempio?

Prendiamo le terapie riabilitative e pensiamo ad un paziente reduce da un ictus, lesioni midollari, sclerosi multipla o un grave trauma fisico. In questi casi un sistema robotico è in grado di intensificare le ore di trattamento, misurare le prestazioni di un paziente al termine di una seduta e, soprattutto, personalizzare il trattamento riabilitativo a seconda del grado di recupero/lesione del paziente stesso.

Senza considerare che grazie agli esoscheletri (dispositivi robotici indossabili che consentono di dare un supporto al cammino e all’equilibrio di persone affette da gravi disabilità) le persone anziane, con disabilità o affaticamenti motori, potranno contare su un supporto reale. Gli esoscheletri, infatti, non sostituiscono gli arti ma ne rafforzano le funzionalità.

“Resta fermo – è stato detto durante il congresso – il rapporto imprescindibile, essenziale e mai in discussione tra il professionista sanitario e il paziente. La presenza del fisiatra e del fisioterapista è fondamentale per il successo dei trattamenti riabilitativi e i robot sono uno strumento nelle mani dei sanitari che decidono, aggiornandosi costantemente con corsi formativi post-universitari, come utilizzarli all’interno del programma riabilitativo individualizzato”.

Neurologo Giampietro Salvi, Professor Robert Riener e professor Stefano

Prossime sfide?

I costi. Una delle maggiori sfide non solo per i ricercatori ma anche per tutti i portatori di interesse a livello pubblico e privato. “L’equità nell’accesso alle tecnologie robotiche e la sostenibilità economica del loro utilizzo per il sistema sanitario sono fattori imprescindibili senza i quali l’innovazione scientifica rischia di diventare carta straccia“.

A conclusione degli aspetti scientifici sono stati trattati anche quelli etici, cognitivi e psicologici per una riflessione a tutto tondo dedicata alla scienza e bioetica in medicina.

Quando il futuro passerà dovremo farci trovare pronti.

Riferimenti: associazionegenesissanpellegrinoterme

Foto in copertina: Il gruppo di tutti i relatori del convegno