IL DITO CONTRO LE AZIENDE FRANCESI PER IL CLIMA

Arriva la condanna del Tribunale di Parigi che crea un precedente legale. L’opera di Oxfam, confederazione internazionale di organizzazioni senza scopo di lucro.

AMBIENTE
Andrea Maddalosso
IL DITO CONTRO LE AZIENDE FRANCESI PER IL CLIMA

Arriva la condanna del Tribunale di Parigi che crea un precedente legale. L’opera di Oxfam, confederazione internazionale di organizzazioni senza scopo di lucro.

Oxfam è una confederazione internazionale di organizzazioni senza scopo di lucro che raccoglie varie onlus, la cui missione primaria è il raccoglimento del maggior numero di risorse finanziarie da destinare alla sempre più difficoltosa situazione economica e sociale che affrontano certi paesi che ogni anno sono alle prese col problema della fame, tra lo Yemen, il paese tra i più poveri di tutto il Medio Oriente, logorato da un conflitto di matrice culturale tra Sciiti e Sunniti che dura da ormai 8 anni, e dove oltre venti milioni di persone sono vittime di una crescente insicurezza alimentare e sanitaria, il Kenya e tutto il corno d’Africa, che precipita sempre più in una condizione di carestia senza precedenti, per non parlare della pesante diffusione di epidemie di colera e difterite che attanagliano da decenni l’intera regione.

Questa l’importante missione, il duro lavoro che queste organizzazioni producono ogni anno, le risorse che riusciranno a mettere insieme, andranno a ricoprire quel fabbisogno di acqua potabile e kit di emergenza necessari quanto meno a tamponare i gravi problemi che colpiscono questi paesi nati e sviluppatisi in condizioni enormemente più sfavorevoli rispetto all’occidente capitalistico.

In Italia sono al momento quattro le strutture tra sedi e distaccamenti dell’organizzazione no profit, tre in Toscana (Firenze, Arezzo, Cecina) e una nel capoluogo umbro.

Ma questa organizzazione non si occupa soltanto delle problematiche riguardanti i territori del terzo mondo, ma di denunciare anche le nascenti crisi e disuguaglianze che colpiscono l’Europa, sia da un punto di vista sociale che ecologico.

In Francia infatti Oxfam in uno studio sull’inflazione, denuncia una crescente condizione di squilibrio tra dividendi verso gli azionisti e salari ai dipendenti, una situazione che ristagna dal 2018 dai cui fatti, il Tribunale amministrativo di Parigi ha intrapreso un’azione legale avviata lo stesso anno.

L’accusa è rivolta alle più grandi aziende francesi che secondo l’organizzazione favoriscono i loro azionisti a scapito non solo dei propri dipendenti nella redistribuzione del valore aggiunto che fino al 2018 “i pagamenti agli azionisti e la spesa per dipendente evolvevano insieme”, ma anche ad una notevole riduzione degli investimenti che in linea con gli impegni presi a livello internazionale sarebbero destinati ad affrontare la crisi climatica, attraverso l’impiego di queste risorse da parte delle grandi aziende verso quello che dovrebbe essere l’obbiettivo della transizione energetica, corrispondente alla promessa di una riduzione del 40% di emissioni di CO2.

Nel 2019, il 45% dei dividendi e dei riacquisti di azioni pagati agli azionisti sarebbe stato sufficiente a coprire le loro esigenze di investimento nella transizione ecologica”. Si rileva inoltre che il 71% degli utili di queste società è stato redistribuito sotto forma di dividendi o riacquisto di azioni. Nel mirino anche le politiche della società energetica “Engie”.

L’organizzazione chiede che il pagamento dei dividenti sia condizionato all’obbiettivo non soltanto di garantire un salario dignitoso lungo l’intero tessuto sociale ma che sia altresì in linea all’ottemperanza di una ambiziosa strategia climatica.