La coltura della patata, un patrimonio di biodiversità da tutelare per rendere più sostenibile la filiera.
La coltura della patata in Europa copre una superficie di poco superiore ai 500 mila ettari dei quali circa 65 mila, pari al 12% del totale, in Italia, con una presenza concentrata lungo tutto lo stivale ma principalmente in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, per una produzione totale di circa 1,7 milioni di tonnellate e un consumo di 45 kg procapite. Rappresenta un importante serbatoio di biodiversità come dimostrano le oltre 7000 le varietà di coltivate nel mondo, in particolare nei paesi dell’ America latina, ma anche nel nostro paese dove sono 36 le varietà.
Potatoes Forever una campagna per comunicare le pratiche di sostenibilità del settore e rendere i consumatori più consapevoli
Le patate pur rappresentando comunque già un esempio virtuoso, come dimostrano le emissioni di CO2, pari a 0,46 kg per chilo di prodotto, molto minori rispetto, ad esempio, a cerali, quali riso, mais, orzo, grano, segale ai quali possono essere paragonati, necessitano di azioni in grado di contribuire alla sempre maggiore sostenibilità della filiera.
La diffusione della coltura e la necessità citata di incentivare aspetti “green” legati alla sua filiera ha spinto l’ Unione Europea con l’importante contributo delle associazioni italiane e francesi del settore, rispettivamente l’UNAPA, Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate che comprende undici organizzazioni di produttori distribuiti in altrettante regioni e il CNIPT, Comité National Pomme de Terre a farsi promotrice di una campagna per sostenibilità che potesse coinvolgere il settore pataticolo. A questo scopo a inizio 2023 è stato dato l’ avvio a “Potatoes Forever” campagna di comunicazione che entro il 2025 si pone l’ obiettivo di comunicare al meglio le pratiche di sostenibilità attuate dagli agricoltori per questo specifico settore in Europa. In questo modo i consumatori essendo al corrente delle azioni messe in atto lungo la filiera possono orientarsi in maniera sempre più consapevole verso l’ acquisto di prodotti che siano sempre più in linea con le richieste dell’ Unione Europea in termini di produzioni sostenibili, decarbonizzazione e mitigazione dei cambiamenti climatici.
Le patate pur rappresentando comunque già un esempio virtuoso, come dimostrano le emissioni di CO2, pari a 0,46 kg per chilo di prodotto, molto minori rispetto, ad esempio, a cerali, quali riso, mais, orzo, grano, segale ai quali possono essere paragonati, necessitano di azioni in grado di contribuire alla sempre maggiore sostenibilità della filiera.
Il target che l’ iniziativa intende raggiungere in primo luogo è la fascia d’ età di consumatori compresi tra 35 e 49 anni, in seconda istanza professionisti del settore, produttori e distributori. Trattandosi di una attività di promozione è necessario il coinvolgimento della stampa specializzata in grado di veicolare la partecipazione a eventi stampa, fiere e attività presso aziende e punti vendita.

Quali gli obiettivi di sostenibilità del settore e come raggiungerli
Obiettivi di sostenibilità che richiedono la promozione delle migliori pratiche da attuare nel settore per poterne controllare l’ impatto ambientale sia lungo l’ intera filiera che sui cambiamenti climatici, l’ adattabilità a quest’ ultimi, la qualità delle patate fresche e il loro consumo sostenibile.
Più in dettaglio gli obiettivi sui quali la campagna intende rivolgere l’ attenzione sono :
- Riduzione dell’ impatto su suolo e acqua
- Tutela della biodiversità
- Riduzione dell’ impatto climatico
- Tracciabilità e filiera certificata
- Lotta allo spreco alimentare
- Supporto ai pataticoltori
Impatto su suolo e acqua da raggiungere attraverso la riduzione dell’ impiego di sostanze chimiche, l’ adesione al sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata e certificazione biologica ma anche rotazioni colturali che evitino la stanchezza del terreno, prevedendo il ritorno della patata nello stesso appezzamento non prima di sei anni, interventi sulla fertilità del suolo anche grazie all’ aumento della popolazione di lombrichi, controllo di parassiti e erbe infestanti, utilizzo responsabile delle risorse idriche attraverso irrigazione a goccia e sistemi a controllo da remoto.
Azioni sulla biodiversità attraverso la creazione di bordi, fossati, la piantumazione di alberi che possano garantire la presenza di insetti utili in grado di svolgere un azione di controllo biologico su determinati parassiti, riduzione dell’ erosione del suolo attraverso siepi e strisce erbose.
Contributo alla riduzione dell’ impatto climatico, grazie all’ impiego di sementi certificate, così da ridurre la presenza di microorganismi e garantire la sicurezza dei materiali di propagazione. Selezionare varietà che siano caratterizzate da una migliore adattabilità ai terreni e più resistenti a stress idrici e variazioni di temperatura in modo tale da ridurre interventi irrigui. Ulteriori azioni sono rappresentate dalla riduzione dell’ impronta ambientale, grazie a tecniche in grado di limitare le emissioni climalteranti, l’ incremento dell’ impiego di energie rinnovabili, il potenziamento dell’ assorbimento del carbonio e l’ applicazione di metodi di calcolo del contributo allo stoccaggio del carbonio.
Necessità di tracciare e certificare la filiera, grazie anche all’ adesione di sistemi di certificazione DOP e IGP.
Contribuire alla circolarità della filiera, attraverso una migliore conservazione domestica del prodotto che possa garantirne una più lunga conservabilità, il reimpiego di prodotti inadatti per la vendita diretta e la trasformazione destinati all’ alimentazione del bestiame, o patate di pezzatura non uniforme destinate alla trasformazione e gli scarti alla produzione di biogas
Rendere disponibile la formazione per gli addetti al settore, valorizzare le comunità locali sia per quanto riguarda i lavoratori che i fornitori, monitorandone il livello di soddisfazione.
La necessità di una sempre maggiore sostenibilità del settore agricolo è ormai non più rinviabile, non solo perchè richiesto dalle politiche comunitarie, ma anche perché rappresenta un aspetto dal quale nessuna filiera agroindustriale può sottrarsi e dove la pataticoltura rappresenta solo uno dei tanti esempi dell’ applicazione di pratiche di sostenibilità.
