A PAOLO GUZZANTI IL PREMIO 'BASILE'

Alla Fortezza spagnola di Porto Santo Stefano, Paolo Guzzanti, uno dei più brillanti giornalisti italiani, insignito del premio ‘Enrico Basile’.

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Redazione
A PAOLO GUZZANTI IL PREMIO 'BASILE'

Alla Fortezza spagnola di Porto Santo Stefano, Paolo Guzzanti, uno dei più brillanti giornalisti italiani, insignito del premio ‘Enrico Basile’.

Un pomeriggio di grande suggestione in uno scenario che solo il mare dell’Argentario può offrire. In questa cornice è stato premiato alla Fortezza spagnola di Porto Santo Stefano, Paolo Guzzanti, uno dei più brillanti giornalisti italiani, insignito del premio ‘Enrico Basile’, https://www.facebook.com/watch/?v=980239389979822.

Giornalista e scrittore di successo

fra i pochi cronisti dotati di una forte capacità investigativa tipica del giornalismo anglosassone, come testimoniano i numerosi libri attraverso i quali Guzzanti ha raccontato senza sconti la storia di una parte della seconda metà del Novecento e di questo primo scorcio del Duemila.

E l’ha fatto in forza di una frequentazione e di una conoscenza diretta con i protagonisti dell’Italia politica, da Francesco Cossiga, a Giulio Andreotti fino a Silvio Berlusconi.

La cerimonia è andata ben oltre il formale incontro con un grande personaggio, perché Guzzanti ha raccontato la sua esperienza in giro per il mondo e all’interno del nostro sistema politico, essendo stato parlamentare italiano e soprattutto presidente della Commissione Mitrokhin, che ha indagato sul’attività del KGB in Italia fino al 1984, contribuendo a svelare le reti di spionaggio dell’Unione Sovietica in Europa e nell’Occidente. E intuendo già allora i pericoli di un sistema che oggi ha portato alla guerra in Ucraina che Guzzanti aveva anticipato nei contenuti di un suo libro, riedito e aggiornato in questi giorni, che si intitola ‘Litvinenko. Dal tè al polonio radioattivo alla guerra in Ucraina’.

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Presidente Toscana Eugenio Giani, Direttore Stradenuove Francesco Carrassi, Questore di Grosseto Antonio Mannoni, Sindaco Monte Argentario Arturo Cerulli

Consegna del premio ‘Basile’

è stata preceduta dal contributo e dagli interventi dei componenti della Giuria, a cominciare da Massimo Sandrelli, che ha spiegato le ragioni di questa iniziativa, nata negli anni prima del Covid, che ha avuto come  vincitore della prima edizione, Bruno Vespa. E poi  l’anno scorso, che ha segnato la ripresa dopo l’interruzione, con il secondo vincitore che è stato Mario Sconcerti.

Sandrelli ha ricordato Enrico Basile, scomparso pochi anni fa, che è stato – ha detto – ‘un giornalista fantastico, ma soprattutto innamorato dell’Argentario, un amore che trova la sua continuità nella presenza qui, della moglie Gabriella’.

La giuria è completata da Gualtiero Della Monaca, Enrico Mancuso, da Francesco Carrassi (Direttore Responsabile Stradenuove) e da Marcello Mancini, che hanno incalzato con le domande (anche se non ce ne sarebbe stato bisogno) lo straripante Paolo Guzzanti.

E dal sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, che ha voluto sottolineare l’importanza del premio e il desiderio di garantire la continuità con il passato. Cerulli è diventato sindaco da poco, ma ha tenuto a precisare un concetto, che è stato molto apprezzato: ‘Quando cambia la guardia in una amministrazione pubblica, il nuovo scarta quello che ha fatto il vecchio. Invece io sono convinto del contrario: quello che c’è di buono va mantenuto e, anzi, implementato’.

E’ questo il miglior viatico per una manifestazione che – si può dire –  è diventato uno dei fiori all’occhiello dell’Argentario.