Riparare e riutilizzare è meglio che gettar via. È questo l’approccio che si sta diffondendo con successo tra produttori e venditori di abbigliamento.
Rammendare un capo di vestiario scucito, strappato o con una zip rotta è pratica sempre più comune.
In paesi come la Francia, ad esempio, si incentiva l’acquisto di oggetti da riparare rimborsando una parte del costo. Nell’ambito di una riforma ampia dell’industria tessile a partire da ottobre il governo metterà a disposizione il cosiddetto “Fond réparation textiles”, un vero e proprio bonus per la riparazione dei tessuti.
L’obiettivo è contrastare gli effetti nocivi del dell’usa e getta (o fast fashion) creando un’economia circolare nel settore della moda che garantisca agli indumenti un ciclo di vita più lungo e sostenibile, riducendo l’ammontare di rifiuti che ogni anno ammontano a circa 700.000 tonnellate.
Il contributo sarà finanziato dalle aziende del settore tessile attraverso un fondo dotato di 154 milioni di euro per il periodo 2023-2028 e nìandrà a vantaggio degli acquirenti che potranno beneficiare di uno sconto compreso tra 6 e 25 euro scarpe e vestiti, somma detratta dalla fattura presso il “riparatore competente” (sarto o il calzolaio). I 500 negozianti selezionati saranno registrati presso l’organizzazione Refashion, che ha già lanciato un programma online con consigli su come riparare e dare nuova vita trasformare capi danneggiati, inutilizzati o vecchi.

Oltre a un maggiore rispetto per l’ambiente l’iniziativa incoraggia a preferire artigiani e negozi locali ai mega store e catene multinazionali, contribuendo inoltre ad accrescere l’occupazione. Ancora in Francia Cuir de Jouvence dà nuova vita alle borse griffate.
A Londra è possibile portare vestiti da rammendare negli studi di riparazione del marchio di abbigliamento Uniqlo.
Nei due Re.Uniqlo Studios presenti nella capitale britannica, uno in Regent’s Street e uno in Battersea Power Station, il motto è “ripara”, riusa” e “ricicla”. Oltre ad offrire servizi di rammendo e organizzare workshop per insegnare come dare nuova vita ai vestiti evitando che finiscano in discarica modifica dei capi del brand.
Questi negozi raccolgono i vestiti indesiderati regalandoli ai bisognosi. Infine recuperano i capi di abbigliamento non più utilizzabili, riciclandone i materiali.
Sempre nel Regno Unito inoltre il gruppo Net à porter ha lanciato un servizio di riparazione in collaborazione con The Seam, azienda specializzata nella riparazione di indumenti.
In Belgio è il più grande rivenditore di articoli sportivi al mondo, Decathlon, ad offrire ora un servizio di riparazione, in particolare di cuciture strappate o cerniere rotte, di vestiti, zaini e attrezzatura da campeggio anche di brand diversi.
Diversi sono i prodotti e i paesi coinvolti in questa tendenza: oltre ai succitati ci sono la Spagna il brand Taylor &Co consente di personalizzare oltre che riparare i capi di abbigliamento e la Germania Allude dove il noto brand di cachemire offre un servizio di lavaggio dei propri capi, nonché di rammendo e applicazione di toppe e bottoni.

Non sono solo questi a venire incontro alle esigenze di quanti affezionati al loro capo preferito non vogliono assolutamente disfarsene.
Esistono vari grandi brand della moda che lo fanno; tra questi Patagonia, che mette a disposizione video didattici e guide per coloro che desiderano eseguire le riparazioni da soli.
Ancora, Barbour, noto produttore di giacche possono essere restaurate con la tecnica della ri-ceratura e Dior che per ogni acquisto, sia online che in boutique permette ai suoi clienti in tutto il mondo di accedere a un’ampia gamma di servizi di riparazione. Il marchio globale The North Face poi ha un dipartimento dedicato alla riparazione delle attrezzature sportive recuperando e rivendendo quelle di seconda mano e, laddove ciò non sia possibile donandole o riciclandone i tessuti.
Anche il nostro paese è degnamente rappresentato in questa pratica sostenibile del settore del fashion.
Il marchio italiano di lusso Brunello Cucinelli Care, a diffusione mondiale, grazie alla professionalità e competenza dei suoi artigiani di Solomeo (in provincia di Perugia) soddisfa i desideri di quanti sono legati ai propri capi di abbigliamento e non vogliono assolutamente rinunciarvi. Per loro riparare non è un’attività lavorativa come un’altra, ma una forma d’arte.
Scegliere di far riparare un vestito, un paio di pantaloni, una giacca e qualsiasi altro articolo di abbigliamento a cui si è affezionati è una scelta di grande valore: poter continuare ad indossare un capo amato e magari anche imparare a sistemarlo non ha prezzo.
