IN ITALIA CI SONO 72 COMUNI DA SPIGA VERDE

Assegnati dalla Foundation Environmental Education in collaborazione con Confagricoltura i riconoscimenti alle località rurali che si distinguono per la tutela dell’ambiente.

AMBIENTE
Redazione
IN ITALIA CI SONO 72 COMUNI DA SPIGA VERDE

Assegnati dalla Foundation Environmental Education in collaborazione con Confagricoltura i riconoscimenti alle località rurali che si distinguono per la tutela dell’ambiente.

Sono in tutto 72 i Comuni italiani che quest’anno potranno fregiarsi della Spiga Verde, il riconoscimento che viene assegnato alle località rurali sulla base di una gestione del territorio attenta all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità.

Giunto con quest’anno alla sua VIII edizione, Spighe Verdi è un programma nazionale per lo sviluppo rurale sostenibile della FeeFoundation for Environmental Education, l’organizzazione che, nel mondo, rilascia il riconoscimento Bandiera Blu per le località costiere.

BANDIERA SPIGA

Per individuare i 72 Comuni insigniti della Spiga Verde

12 nuovi ingressi e 3 Comuni non confermati rispetto allo scorso anno –  la Fee Italia ha definito con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. Tra questi, ne elenchiamo alcuni tra i più significativi:

  • la partecipazione pubblica,
  • l’educazione allo sviluppo sostenibile,
  • il corretto uso del suolo,
  • la presenza di produzioni agricole tipiche,
  • la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura,
  • la qualità dell’offerta turistica,
  • l’esistenza e la funzionalità degli impianti di depurazione,
  • la gestione dei rifiuti,
  • la valorizzazione di aree naturalistiche presenti sul territorio e del paesaggio,
  • la cura dell’arredo urbano,
  • l’accessibilità.

I riconoscimenti

A guadagnarsi il titolo sono state quest’anno ben 14 regioni italiane: l’en plein l’ha fatto il Piemonte con 12 Spighe Verdi – Alba, Bra, Canelli, Centallo, Castiglione Falletto, Cherasco, Gamalero, Guarene, Monforte d’Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo -; segue la Toscana con 9 riconoscimenti – Bibbona, Castellina in Chianti, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole, Greve in Chianti, Grosseto, Massa Marittima, Orbetello – poi le Marche – Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Sirolo – e la Calabria – Belcastro, Crosia, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia, Trebisacce – che si aggiudicano 8 Spighe;

7 sono quelle dell’Umbria – Acquasparta, Deruta, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi –; 6 Spighe per la Campania –  Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Positano -; 5 per il Lazio – Canale Monterano, Gaeta, Pontinia, Rivodutri, Sabaudia -; 2 per Veneto – Montagnana e Porto Tolle – e Liguria – Lavagna e Sanremo -; infine, una Spiga per l’Emilia Romagna con Parma e per la Basilicata con il Comune di Nova Siri.

SPIGHE

Spighe Verdi – spiegano dalla Fee – non premia un modello astratto di gestione territoriale, ma certifica azioni mirate e concrete, scelte quotidiane di amministrazioni, imprese e cittadini che concorrono a una gestione virtuosa accertata e condivisa.

Affinché il programma raggiunga il massimo risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà dell’Amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione.

Spighe Verdi

Con Spighe Verdi vengono pertanto certificati quei Comuni rurali che sanno porre al centro sfide importanti: dalla gestione ambientale al turismo, dall’agricoltura – cui sono fortemente vocati – alla cultura e all’enogastronomia, dalla mobilità sostenibile alla protezione e valorizzazione del paesaggio.