IL PRIMO GIARDINO PER MALATI DI ALZHEIMER

Sorgerà a Cesena tra camelie e ulivi. Coinvolgerà le persone malate non ricoverate che possono vivere questo luogo con i familiari senza stigma e vergogna.

SALUTE
Francesca Franceschi
IL PRIMO GIARDINO PER MALATI DI ALZHEIMER

Sorgerà a Cesena tra camelie e ulivi. Coinvolgerà le persone malate non ricoverate che possono vivere questo luogo con i familiari senza stigma e vergogna.

“Nel 2024 a Cesena, all’interno dei Giardini Pubblici, sarà realizzato il primo giardino terapeutico in Italia per i malati di Alzheimer”. 

A parlare il sindaco di Cesena e presidente della provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca in occasione della presentazione del progetto avvenuta nel corso della settimana della Maratona Alzheimer 2023. Una serie di iniziative – organizzate dalla Fondazione Maratona Alzheimer – per tenere accesa l’attenzione sui diritti delle persone colpite da demenza.

Giardino terapeutico

L’idea del giardino terapeutico nasce dalla Fondazione e da Anap Confartigianato, con la collaborazione del Comune di Cesena e rappresenterà, in tutto lo stivale, il primo esempio di giardino terapeutico in uno spazio urbano pubblico.

A firmare il progetto è Andrea Mati, massimo esperto nazionale in giardini terapeutici (www.giardiniterapeutici.com) e docente al master in Orticoltura terapeutica dell’Università di Bologna.

Mati, paesaggista il cui nome è legato a importanti opere a verde in Italia e all’estero, è contitolare di MATI 1909 con i fratelli Francesco e Paolo e Presidente della Soc.Coop.Soc. Giardineria Italiana, ha ispirato la sua crescita personale e professionale al profondo rapporto simbiotico che lega l’essere umano alla Natura. È impegnato con la sua famiglia in diverse iniziative di solidarietà, compresa la collaborazione di oltre 30 anni con le Comunità di San Patrignano e Comunità Incontrooltre che nelle più recenti esperienze progettuali con docenti universitari e con alcuni dei più importanti medici italiani specializzati in malattie cognitive.

camelia

Oggi è considerato uno dei massimi esperti italiani nell’ideazione di verde terapeutico progettato per rispondere alle esigenze delle utenze fragili e per ridurre, grazie al diretto contatto con la natura, la somministrazione di farmaci nei protocolli di cura.

Spazio verde

Tra gli obiettivi, alleviare i sintomi della spatologia e favorire la riconnessione con la natura. Questo spazio verde speciale sorgerà nel cuore di Cesena, all’interno dei Giardini pubblici di via Giuseppe Verdi: “È importante che il giardino terapeutico – sottolinea il sindaco di Cesena Enzo Lattuca – venga inserito in uno spazio pubblico non solo ad uso e servizio esclusivo delle persone con demenza, come già avviene magari in alcune strutture specializzate. Questo è un tentativo di includere nella comunità, di coinvolgere anche le persone malate non ricoverate che possono vivere questo luogo con i loro familiari, senza stigma e vergogna”.

Il giardino si svilupperà su due aree lungo un percorso circolare: la zona della riattivazione sensoriale e della reminiscenza (affioramento dei ricordi positivi dell’infanzia e giovinezza) della memoria a lungo termine e la zona della riabilitazione motoria; al centro un’aiuola di piante aromatiche per la riattivazione sensoriale e un sistema di orti a cassoni per attività manuali.

giardino terapeutico

Ci saranno le camelie, per il loro intenso colore e alberi come olivo e ciliegio “per il loro valore culturale, di piccole dimensioni e dalla chioma molto aperta, in modo da evitare la proiezione di ombre profonde”, si legge nel progetto.

La proposta è quella di un luogo di cura, di un viaggio nel verde, che aiuti le persone con demenza e i loro caregiver a scaricare l’ansia e ritrovare momenti di serenità. I giardini terapeutici – healing gardens – del resto rispondono a specifici criteri progettuali, calibrati sulle esigenze degli utenti di RSA, cliniche, strutture socio-assistenziali e ospedaliere, comunità di recupero. Sempre più evidenze scientifiche ne rilevano i benefici sull’esito clinico dei percorsi di riabilitazione cognitiva e fisiologica e il ruolo sulla riduzione del carico farmacologico terapeutico del paziente con una storia di dipendenzedisabilità psichica o disturbi dell’umore.