Utrecht è una cittadina universitaria a 50 km da Amsterdam, distanza percorribile con un comodo viaggio in treno di circa trenta minuti fino alla stazione centrale ed al più grande centro commerciale della regione, Hoog Catharijne. Nonostante sia lontano dalla caotica capitale, i turisti rimangono comunque affascinati da questo centro urbano, caratterizzato da monumenti storici, religiosi e dai canali che lo attraversano. Tranquillità: è questa la parola chiave di Utrecht, la città che sta prendendo una direzione sempre più green.

Origini storiche
Il centro storico, facilmente raggiungibile a piedi così come in bicicletta, ospita la Domtoren – la torre del Duomo – rinomata per i suoi 112 metri d’altezza e quasi 500 scalini che permetteranno, nelle giornate adatte, di ammirare Amsterdam assieme al resto del panorama.

Oltre a visitare la cima della torre, è possibile perlustrare anche il sottosuolo della Domplein, la piazza del Duomo, ricco di storia: il nome della città, proprio come la città stessa, origina dalla fortificazione risalente all’Impero Romano, i cui resti sono emersi durante alcuni scavi tra il 1929 e il 1949.
La Chiesa del Duomo venne costruita nel 1254 ma completata solo nel corso del XVI secolo, grazie ai finanziamenti ottenuti da Clemente IV mediante la pratica delle indulgenze, cioè il pagamento in denaro per scacciare via i sensi di colpa dalla vita terrena del peccatore. Fu a causa di questo inganno, si mormorava tra le strade di Utrecht, che un uragano si abbatté sull’edificio, distruggendone una parte e separandolo dalla sua torre, nell’estate del 1674. Nella piazza del Duomo, oggi, è possibile vedere il vecchio perimetro del forte romano grazie ad una installazione luminosa che fa parte del “Percorso Luminoso”, un progetto con numerose tappe che permette di scoprire tutta la città al calar del sole.

La via verso la sostenibilità
Aderendo al Green City Accord, l’iniziativa europea per delle città più verdi e sane, Utrecht si sta sviluppando per garantire ai suoi cittadini il benessere come stile di vita: come comunica l’Assessora Eva Oosters, l’ideale sarebbe progettare Utrecht in modo che ogni cittadino possa soddisfare le proprie necessità nelle immediate vicinanze – così da ridurre se non azzerare l’uso di veicoli a motore in favore delle biciclette – e abbia a disposizione uno spazio verde dove potersi rilassare e rinfrescare.

Lo stesso si vuole fare per le nostre amiche api: più di 300 pensiline alle fermate degli autobus, elettrici, sono state ricoperte superiormente di piante per attirare insetti impollinatori in simbiosi con una tipologia di fungo capace di crescere in quelle circostanze e assorbire l’inquinamento derivante dai veicoli. Dal 2025, inoltre, una vecchia zona industriale dovrebbe cominciare ad ospitare i suoi nuovi residenti per un esperimento sociale che ha alla sua base la conversione dei parcheggi in piccoli parchi, la condivisione dei mezzi privati, sia a motore che su due ruote, e l’impianto di pannelli solari per cercare di raggiungere la neutralità delle emissioni nella vita di tutti i giorni.
Dal tramonto a notte fonda
Perfetto per l’aperitivo, ma non solo, è Oudegracht, il canale vecchio di circa due chilometri che passa per il centro storico. Le sue rive sono occupate da bar per svagarsi e ristoranti di varie cucine, come la semplice ma sfiziosa tibetana, per ricaricare le energie – presenti le alternative vegetariane e vegane per chi non può, o non vuole, consumare animali e loro derivati.

Il fulcro della movida a due passi dalla stazione, invece, è il TivoliVrendenburg, un complesso di cinque sale attrezzate per garantire le migliori esperienze musicali dal vivo e che ha ospitato, lo scorso giugno, il millesimo concerto della rock band My Morning Jacket, illuminandosi dei colori dell’arcobaleno per la celebrazione del Pride Month a sostegno della comunità LGBTQIA+.
