Progetto OENOMED
Scopo del progetto OENOMED che vede impegnate Italia, Francia, Tunisia e Libano è il supporto a 40 piccole e medie imprese vitivinicole, rispettivamente 8 in Italia, 8 in Francia, 8 in Libano, 16 in Tunisia nello sviluppo di protocolli di sostenibilità e nella creazione di un marchio ad hoc.
Il progetto è partito nel 2021 con il varo avvenuto a Tunisi e terminerà entro la fine di quest’ anno (2023) periodo durante il quale i partner che sono stati impegnati a stabilire le specificità locali per ogni uno di essi in modo da potersi adattare ai singoli contesti.
La dotazione finanziaria ammonta a 2,7 milioni di euro garantiti per la quasi totalità, 2,2 milioni, dall’ Unione Europea nel Mediterraneo, con il programma ENI CBC MED per la cooperazione nel Mediterraneo nei settori del trasferimento tecnologico e innovazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, ambiente e cambiamenti climatici.
I quattro paesi sono rappresentati da uno o più enti di ricerca, nel caso dell’ Italia dal CREA e dal Parco Regionale dei Castelli Romani, per la Francia l’ INRAE (Institut National de la Recherche Agronomique) che guida la ricerca, mentre a livello istituzionale dal dipartimento dell’ Herault e dall’ Unione dei Produttori Controllati della Linguadoca.
Altri soggetti coinvolti sono per la Tunisia CSNPBA e Ministero dell’ Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca, Camera Sindacale Nazionale dei Produttori di Bevande Alcoliche, direttorato delle produzioni agricole, l’ Istituto Superiore agronomico de Chott Mariem, il Parco Regionale di Chateaux Romains, Arsial (agenzia regionale per lo sviluppo e l’ innovazione in agricoltura del Lazio), riserva naturale de Shouf riserva della biosfera, unione vinicola del Libano, Università san Joseph de Beirut.
Beneficiari piccole e medie imprese vitivinicole, amministrazioni locali, autorità di gestione delle aree protette, ricercatori e professionisti del settore, consumatori di vino.
L’obiettivo è quello di sfruttare l’ importanza del bacino del Mediterraneo come centro di biodiversità, mettendo insieme i vari stakeholders del mondo del vino per la valorizzazione di pratiche di sostenibilità.

Le aziende
Le aziende si impegnano a preservare e valorizzare le risorse e il patrimonio, con esse biodiversità, paesaggio, suolo, acqua, elementi materiali e immateriali dell’ attività vitivinicola, a rispettare le linee guida dell’ Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino in fatto di sostenibilità, incoraggiare consultazioni locali tra i diversi attori della filiera vitivinicola e la cooperazione tra i vari paesi, il sostegno ad attività innovative per lo sviluppo sostenibile. In questo modo le aziende possono fregiarsi del marchio “vino delle aree protette del mediterraneo”.
I risultati
I risultati che si intende raggiungere prevedono la creazione del marchio “vino delle aree protette del Mediterraneo”, disciplinari locali e mediterranei per una “viticoltura innovativa nelle aree protette”, quaranta servizi di consulenza fornite dalle micro, piccole e medie imprese per l’ attuazione dei disciplinari locali e campagne di promozione e marketing, partecipazione a fiere di settore con stand dedicati.
I partner del progetto attraverso quattro gruppi territoriali di animazione pubblico privato hanno poi coordinato le carte locali che tramite una precisa diagnosi delle specificità dei diversi territori hanno permesso di sviluppare in maniera mirata interventi di natura agro ecologica, tecnologica e organizzativa, che siano rispettosi delle aree protette, e promuovano servizi dedicati da parte degli imprenditori vitivinicoli, tra i quali economia circolare, impiego di dispositivi tecnologici in agricoltura, ecc.
In questo modo è stato possibile definire standard minimi che hanno permesso l’ottenimento della sotto denominazione vino delle aree protette del Mediterraneo. Ulteriore passaggio è stata la definizione delle condizioni e dei principi che le aziende devono rispettare per l’ utilizzo del marchio collettivo Reservin per i vini prodotti in aree protette del Mediterraneo, come Boukornine in Tunisia, il Parco dei Castelli Romani in Italia, il sito di Minervois e il bacino dell’ Etang de Thau in Francia e la Riserva della Biosfera di Chouf in Libano.

Parco Regionale dei Castelli Romani
Nel nostro paese l’ area individuata è stata quella del Parco Regionale dei Castelli Romani, a sud ovest della Capitale, grazie al supporto del CREA Viticoltura ed Enologia partner scientifico del progetto con i responsabili Dott. Pasquale Cirigliano e Francesca Cecchini . Sono stati promossi incontri di presentazione rivolti non solo alle aziende ma anche alle pubbliche amministrazioni, tredici interviste con gruppi di azione locali (aziende ambasciatrici per il resto del territorio) due gruppi di animazione pubblico privati e l’ elaborazione di questionari, grazie ai quali è stato possibile individuare impatti e minacce per le risorse pubbliche, tra queste acqua, suolo, paesaggio, biodiversità, monumenti e siti storici, vini, tecniche e vitigni.
Tra le aziende coinvolte Villa Cavalletti a Grottaferrata, La Torretta a Grottaferrata, l’ Olivella a Frascati, tenuta Iacoangeli a Genzano, Marco Serra a Velletri, De Sanctis a Velletri.
Le testimonianze delle diverse aziende sono confluite in brevi video nei quali le stesse hanno fatto menzione all’ importanza della sostenibilità e all’ impegno nel progetto OENOMED.
Il disciplinare OENOMED
Il disciplinare OENOMED permette di raccontare tecniche di tutela dei vitigni autoctoni e con essi le radici e l’ unicità vitivinicola dal processo di standardizzazione, rendendo più sostenibile l’ intera azienda, attraverso ad esempio il recupero delle acque reflue, il miglioramento delle risorse del suolo, la promozione della biodiversità, la riduzione dell’ uso di prodotti fitosanitari, il minor consumo energetico dei vari processi produttivi, l’ impianto di varietà autoctone maggiormente resistenti ad avversità biotiche e abiotiche. Non da ultimo anche la valorizzazione del patrimonio storico/archeologico dell’ azienda, (come ad esempio il restauro della cantina), lo sviluppo dell’ enoturismo, l’ internazionalizzazione dell’ impresa, e azioni di marketing
