I meravigliosi affreschi della ‘Casa dei Vettii, ‘la cappella Sistina’ di Pompei, riprendono vita su tessuti ecologici realizzati con filati di ortica e colori naturali ottenuti da antiche piante tintorie. Pompei la città morta che vive e dà ancora ancora vita a progetti innovativi.
“Molte sciagure sono accadute nel mondo, ma poche hanno procurato altrettanta gioia alla posterità. Credo sia difficile vedere qualcosa di più interessante” scriveva Goethe nel 1786, dopo aver visitato la città famosa anche per i suoi ‘rossi’.
E oggi il dipinto di Perseo che salva Andromeda e l’abbraccia in volo, uno tra i più noti simboli della mitologia greca, la coppia protagonista dei dipinti della Casa dei Vettii, diventa testimonial del Parco di Pompei. La famosa coppia mitologica sarà riprodotta su un foulard, che da semplice oggetto da regalo, diventa in questa occasione testimonial nel mondo non solo del dipinto ma anche delle tecniche e dei colori usati nelle antiche tessiture romane.
La sua storia verrà riproposta attraverso i foulard realizzati in tre disegni diversi dal maestro tintore Claudio Cutuli, dell’associazione Intrecci Creativi, artigiani tintori e tessitori da generazioni, nell’ambito di una patnership con il Parco Archeologico di Pompei. L’iniziativa mira alla valorizzazione del patrimonio antico attraverso un approccio ecosostenibile di recupero dei materiali e delle tecniche tintorie.

I foulard lavorati interamente a mano su antichi telai e tinti con selezionate e ricercate materie prime vegetali, verranno venduti in tutto il mondo e il 50% del ricavato sarà destinato al restauro dei manufatti del Parco.
Il Parco sta investendo molto in vari progetti, tra cui quello di Azienda Agricola Pompei. L’intento è di riqualificare e valorizzare le numerose aree verdi dei vari siti del Parco, attraverso diverse attività: da quella olivicola, alla vitivinicola, frutticola, florovivaistica e cerealicola, ma si punta anche allo sviluppo dell’apicoltura e del pascolo e della coltivazione boschiva e vivaistica. L’obiettivo è tutelare la biodiversità, fare educazione ambientale, nel rispetto delle tecniche antiche, rivedute e aggiornate ovviamente, incentivando le buone pratiche nei confronti delle Comunità circostanti.
“L’archeologia del XXI secolo è anche una ricerca sulla sostenibilità ambientale, sociale e gestionale – dichiara Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico – e dunque lavoreremo sull’uso delle piante tintorie di Pompei, ma immaginiamo anche laboratori e spazi per raccontare la tradizione di questa arte dalle fulloniche antiche fino al presente”.
Per ora, nello specifico, per realizzare i foulard è stata usata la stessa tecnica tintoria utilizzata dai romani, applicando su un filato di ortica la rubbia tinctorum per il rosso e il rosa, il sambuco per il nero e il grigio e il mallo di noce per per il marrone e il colore naturale.
Orgoglioso del proprio lavoro, il maestro Cutuli sottolinea come da quasi 200 anni la tintura naturale è protagonista dei nostri prodotti artigianali, ma anche come sia “fondamentale e imprescindibile in questo momento il legame tra il rispetto dell’ambiente e le attività tessili”.
Oggi Pompei diventa un’occasione per tutelare il futuro del pianeta.

Visita il sito Web:pompeiisites.org
