Per la prima volta in Europa verrà impiegata una sentinella mobile che porterà la ricerca scientifica oceanografica direttamente sul campo, trasformando il mare in un laboratorio a cielo aperto.
Ispra è il protagonista di questa metodologia innovativa di ricerca, ha avviato, infatti, all’interno del progetto “Marine Ecosystem Restoration (MER)”, finanziato dal PNRR, la costruzione di UMRO l’Unità Mobile di Ricerca Oceanografica. Unica nel suo genere in Europa si occuperà del monitoraggio dello stato del mare, il campo di correnti superficiali e la batimetria, ossia la misurazione della profondità dei fondali costieri, attraverso un Wave Radar.
I dati acquisiti dal monitoraggio serviranno per capire le cause e le conseguenze dell’erosione e le influenze delle onde con le infrastrutture costiere.
UMRO la sentinella mobile
Si tratta di un van hi-tech, pienamente operativo entro giugno 2025, sul cui tetto verranno montati dei radar di navigazione. Grazie alla collaborazione di specifici software di elaborazione dei dati, sarà possibile ottenere la ricostruzione bidimensionale del moto ondoso – altezza d’onda significativa, lunghezza d’onda, periodo, direzione onde dominanti – del campo di correnti superficiali e dello sviluppo della batimetria del fondale all’interno del raggio d’azione del radar che può arrivare fino a 6 chilometri.
Il wave radar rileva e traccia obiettivi riflettenti sulla superficie del mare, come ad esempio la presenza di sversamenti, e monitora nel tempo e nello spazio i raggruppamenti di rifiuti galleggianti sulla superficie del mare.
La misura di onde e delle correnti superficiali fornita dal sistema, insieme alla valutazione quantitativa degli inquinanti rilevati, permetterà di anticipare una previsione riguardo la propagazione della macchia inquinante, fornendo in questo modo informazioni che potranno esser di grande aiuto al personale che si occuperà del suo recupero.
Analisi in diretta
L’Unità Mobile sarà in grado perfino di raggiungere zone impervie, riuscendo ad acquisire ed elaborare in diretta l’enorme quantità di dati raccolti dal radar direttamente in loco, senza dover tornare in sede.
Tutto questo sarà possibile grazie alla dotazione all’interno del van di una sala operativa attrezzata per l’acquisizione, l’amministrazione, l’elaborazione in tempo reale dei dati acquisiti dal Wave Radar e la successiva trasmissione ad una centrale di concentrazione dati fissa.
L’impiego di questo sistema mobile consentirà, per di più, di integrare i dati acquisiti dal Wave Radar con quelli forniti da altri sistemi di monitoraggio del mare e renderà possibile predisporre campagne di monitoraggio ad hoc nelle aree costiere di particolare interesse lungo tutta la penisola.
Il monitoraggio della fascia costiera e la sua evoluzione in un lungo periodo è un prerequisito essenziale per supportare le scelte di governo, pianificare e migliorare le condizioni di tutela dei nostri patrimoni vista mare.
L’erosione è un fenomeno che caratterizza incessantemente le aree costiere, per ragioni naturali e antropiche. Nei prossimi anni diventerà ancora più urgente e importante conoscere e capire le sue dinamiche per via dei cambiamenti climatici che già contraddistinguono il pianeta e sempre più lo caratterizzeranno con l’innalzamento del livello dei mari e impatti di fenomeni meteorologici ancor più rilevanti.

