Auto a noleggio? Sì, grazie

Il settore delle auto a noleggio prende sempre più piede fra gli italiani, con il 30% delle immatricolazioni, che abbandonano l’idea di essere proprietari dell’auto.

INFRASTRUTTURE
Francesca Danila Toscano
Auto a noleggio? Sì, grazie

Il settore delle auto a noleggio prende sempre più piede fra gli italiani, con il 30% delle immatricolazioni, che abbandonano l’idea di essere proprietari dell’auto.

Noleggiare l’auto sembra ormai diventato il passatempo preferito dagli italiani, a dispetto della mobilità in sharing che ha ancora un mercato in sofferenza e di un aumento esponenziale nella vendita dei veicoli ibridi. In Italia però, sono ancora da mettere a punto alcuni dettagli critici sul fronte della fiscalità relativa al comparto, dal momento che non siamo perfettamente allineati agli altri paesi europei, mentre i marchi cinesi stanno avanzando sempre più arrivando quasi a impadronirsi di una quota di mercato di almeno il 7 per cento entro il 2030.

Noleggio auto a basse emissioni

A definire il quadro della situazione ci ha pensato la ventitreesima edizione del rapporto Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria raffigura il settore dei servizi di mobilità.

Nel nostro Paese, il 30 per cento delle immatricolazioni è rappresentato dal settore del noleggio, con un parco di mezzi a basse emissioni in crescita continua, fra nuove vetture elettriche e ibride plug-in. Tra auto e veicoli commerciali leggeri, lo scorso anno si è battuto il record di immatricolazioni (oltre 525mila) per un valore monetario di ben 14 miliardi di euro.

“In Italia sta proseguendo la graduale transizione della mobilità di aziende e privati da un modello ancorato alla proprietà dell’auto a formule basate sull’uso. Auspichiamo che quanto prima siano operativi i nuovi incentivi che vedono anche il noleggio tra i beneficiari al 100 per cento e un potenziale interessante esperimento di noleggio a lungo termine sociale”, sostiene il presidente Aniasa, Alberto Viano. Restano infatti alcune criticità legate alla fiscalità sull’auto, che nel nostro paese non è allineata a quella delle altre nazioni europee.

Ugualmente la mobilità condivisa fa fatica ad andare avanti, anche se si avvertono dei timidi segnali che sembrano lanciarla in una nuova fase. Nel 2023 infatti, i noleggi di vetture in sharing ammontano a meno di 5 milioni, con un calo del 10 per cento rispetto all’anno precedente e di quasi il 50 per cento rispetto alla fase precedente la pandemia. La nota positiva è però la durata media dei noleggi che è aumentata passando da 77 a 95 minuti, una tendenza che sembra proiettare l’offerta del comparto verso formule pluri-giornaliere o legate ai fine settimana.

 

I marchi cinesi si fanno largo

“L’accelerazione del ricambio del parco circolante nazionale non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use. Per favorire questa transizione va colta l’opportunità offerta dalla legge sulla delega fiscale e dalla prossima legge di bilancio, per riequilibrare finalmente la fiscalità sull’auto aziendale: in Italia su un’auto di costo pari a 30.000 euro le aziende possono ‘scaricare’ 3.615 euro, contro i 25mila della Germania, i 23mila della Spagna e i 18mila di Francia e Regno Unito”, afferma il presidente Aniasa.

Riassestando questi valori, almeno sulle auto elettriche, ci potrebbe essere un forte impulso per la loro diffusione, con circa 500.000 nuove vetture pronte in tre anni.  Anche perché su questo fronte la Cina in soli 4 anni ha fatto passi da gigante per ribaltare la sua situazione: i marchi europei sono crollati al 32 per cento, mentre quelli locali sono saliti al 43 per cento. Secondo lo studio, infine, le Case automobilistiche cinesi acquisiranno entro il 2030 una quota di mercato di almeno il 7 per cento in Europa. Rimbocchiamoci le maniche, dunque, e mettiamoci all’opera per il cambiamento verso un futuro sostenibile.