Siccità e rischio frane, la Sicilia corre ai ripari

Pubblicato bando da 10 milioni per il “voucher foraggi” e bando da 1 milione e 400 mila euro per mettere in sicurezza Contrada Fontana a Fiumedinisi nel Messinese.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
Siccità e rischio frane, la Sicilia corre ai ripari

Pubblicato bando da 10 milioni per il “voucher foraggi” e bando da 1 milione e 400 mila euro per mettere in sicurezza Contrada Fontana a Fiumedinisi nel Messinese.

Emergenza caldo e acqua, temperature in repentina salita, prevenzione per rischio incendi e dissesto idrogeologico. Sono e saranno giorni di lavoro in Sicilia per prevenire scenari che si accompagnano all’inizio della stagione estiva. Documenti evidenziano addirittura la riduzione delle risorse idriche negli invasi e un contesto generale che pone la Sicilia in “zona rossa” per carenza di acqua al pari di Marocco e Algeria. Senza considerare l’emergenza idrica nell’agrigentino con interi paesi e strutture ricettive a secco e le alte temperature che non aiutano. Contestualmente procedono le buone azioni per prevenire il contrasto al dissesto idrogeologico, tema delicato per l’intera regione.

Proprio in questi giorni infatti è stato pubblicato dalla Struttura per il contrasto al dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, il bando di gara di un milione e quattrocentomila euro per il consolidamento di contrada Fontana, sul versante nord-ovest di Fiumedinisi, nel Messinese.

«Poniamo le basi per una soluzione definitiva a un problema decennale – ha commentato il governatore siciliano – che comprometteva il sistema viario del territorio e l’incolumità dei cittadini. La valorizzazione dei centri abitati e la salvaguardia della pubblica incolumità sono impegni per noi prioritari. Proseguiamo nell’attività di messa in sicurezza del territorio, che si presenta particolarmente vulnerabile, investendo ingenti risorse e avvalendoci di professionalità di alto livello».

Si avvia così a conclusione una vicenda che risale al 2009, quando una serie di movimenti franosi colpì contrada Fontana, a monte del centro abitato, causando danni importanti al sistema viario ma anche a infrastrutture pubbliche e alle reti di sottoservizi. Tra le misure che verranno messe in campo, previste dal progetto esecutivo curato dall’amministrazione comunale, ci sono interventi di disgaggio e pulizia della parete rocciosa con demolizione dei massi lapidei instabili, la collocazione di un sistema di consolidamento attivo, la posa di rete e tiranti di ancoraggio, la ricostruzione dei terrazzamenti mediante muri a secco. Inoltre, per consentire il corretto smaltimento delle acque provenienti da monte, sarà realizzato un sistema di raccolta e convogliamento.

Focus e massima attenzione anche sul fronte della siccità. Per dirla ancora meglio: riconoscere le condizioni di forza maggiore e circostanze eccezionali a tutto il territorio della Sicilia ai sensi del regolamento Ue 2021/2116. È quanto il governo regionale ha stabilito di richiedere all’Unione europea e al ministero della Sovranità agricola, alimentare e forestale a causa della persistente siccità che colpisce l’Isola da circa un anno, una delle più gravi dell’ultimo cinquantennio.

La proposta del presidente della Regione, Renato Schifani, che al momento mantiene anche la delega di assessore all’Agricoltura, è stata approvata nella seduta di Giunta dei giorni scorsi, sulla base di una documentazione che evidenzia la riduzione delle risorse idriche negli invasi e un contesto generale che pone la Sicilia in “zona rossa” per carenza di acqua al pari di Marocco e Algeria. Una situazione aggravatasi nelle ultime settimane a causa dell’indisponibilità nei bacini di acqua per l’irrigazione. Per il comparto agricolo e zootecnico quest’anno si stima una perdita pari in media al 50% della produzione nello scenario di “improbabili precipitazioni estive” e del 75% se queste non dovessero verificarsi.

«Dopo avere dichiarato lo stato di calamità naturale per danni all’agricoltura il 9 febbraio e ottenuto dal Consiglio dei ministri il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale il 6 maggio scorso – afferma il governatore Schifani – la situazione di estrema gravità che ci troviamo ad affrontare ci impone questo ulteriore passo per sostenere le nostre aziende agricole e gli allevamenti. Il mio governo è impegnato su più fronti per contrastare la mancanza d’acqua, ma è necessario che tutte le istituzioni, comprese quelle europee, dimostrino concretamente attenzione e sensibilità per una emergenza che va affrontata in modo corale».

Il riconoscimento della condizione di forza maggiore e di circostanze eccezionali dal primo luglio 2023 a maggio 2024 consentirà alle imprese agricole e zootecniche che operano su tutto il territorio siciliano di usufruire di deroghe in alcuni ambiti della Politica agricola comune, che permetterebbero di non applicare determinati vincoli a pascoli e terreni, continuare a godere di aiuti, rinviare pagamenti, sanzioni e oneri.

Infine buone notizie sul fronte allevamento. Pubblicato il decreto regionale che dà il via all’assegnazione dei “voucher foraggi” per gli allevatori siciliani e alla formazione di un albo fornitori. Dopo l’approvazione in Commissione Attività produttive dell’Ars si passa adesso alla fase attuativa del provvedimento voluto dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che stanzia 10 milioni di euro per fronteggiare i danni causati al settore dalla carenza idrica.

Il contributo sarà erogato, sino a esaurimento delle risorse, attraverso l’emissione di un “buono” utilizzabile per l’acquisto di foraggi presso fornitori individuati dalla Regione e inseriti in un apposito albo. Per l’accesso al beneficio economico si terrà conto dei criteri di proporzionalità rispetto al danno subito dalle imprese di allevamento.

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