Mari e laghi italiani: qualità eccellente

Il monitoraggio coordinato dal Sistema Nazionale Protezione Ambiente ed effettuato dalle Arpa ha svelato che il 95% delle coste italiane, fra mari e laghi, è in ottime condizioni.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
Mari e laghi italiani: qualità eccellente

Il monitoraggio coordinato dal Sistema Nazionale Protezione Ambiente ed effettuato dalle Arpa ha svelato che il 95% delle coste italiane, fra mari e laghi, è in ottime condizioni.

Le vacanze sono dietro l’angolo, molti hanno già scelto la loro meta e hanno preferito l’Italia con le sue meravigliose coste.

I litorali italiani hanno una lunghezza di circa 7.500 km e sono la parte di territorio che, negli ultimi 50 anni, ha ricevuto le maggiori modifiche. Il 51% infatti, dei paesaggi costieri italiani (circa 3.300 km) sono stati trasformati e deteriorati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie. Ma nonostante tutto, sembra che le coste di mari e laghi italiani siano in eccellenti condizioni.

Recentemente, è stato effettuato il monitoraggio della qualità dei mari italiani dal Sistema Nazionale Protezione Ambiente tramite le Arpa confermando anche nel 2024 l’eccellenza delle acque di balneazione italiane.

Sono pochi i km di costa con qualità scarsa

Il 95% dei mari italiani è in condizioni “eccellenti”. La percentuale sale al 98% se si inseriscono anche i tratti di costa in condizioni “buone”. E la qualità delle acque di balneazione dei fiumi e laghi del Belpaese sono anch’esse positive.

I dati emersi confermano quanto rilevato negli anni precedenti, grazie all’attività di sorveglianza e controllo a cura delle Agenzie ambientali, che effettuano continuamente i controlli in gran parte delle regioni. Nell’insieme, sono ben 4.710 le aree su cui viene svolto il monitoraggio con circa 26mila campioni di acqua di mare e oltre 2.300 campioni di acque di fiumi e laghi, prelevati nell’arco di tutto il 2023, per un totale di più di 28mila campionamenti.

La griglia di classificazione della qualità dei mari italiani è delineata a livello europeo, e l’Italia ha risultati superiori alla media del continente. I criteri di valutazione usati comprendono due parametri microbiologici, ovvero le concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali.

Le eccellenze fra mari e laghi italiani

I criteri di valutazione delle acque prendono in considerazione quattro tipi di classi: eccellente, buona, sufficiente e scarsa. La graduatoria è stilata in base a valori specifici per tipi di classe e tipologia di acqua, marina o dolce.

I chilometri di costa in qualità “eccellente” raggiungono percentuali molto alte in ogni regione, fra le migliori ci sono:

  1. Puglia (99,7%),
  2. Friuli-Venezia Giulia (99%),
  3. Sardegna (98,4%),
  4. Toscana (98,2%).

Per tutte le regioni con più del 90% di coste in ottime condizioni, le differenze “sono attribuibili anche alle specifiche caratteristiche delle coste monitorate”, evidenzia il SNPA.

I tratti con classificazione “buona” ammontano a 153 chilometri, il 2,9% del totale. Mentre solamente 32 km (0,6%) sono stati inseriti nella classe di qualità “sufficiente” e 44 km in qualità “scarsa” (0,8%).

In quest’ultima categoria, la maggior parte delle coste con peggiore qualità delle acque di balneazione le troviamo in:

  1. Campania con 15 km,
  2. Calabria con 14,2 km,
  3. Liguria 7,2 km,
  4. Abruzzo, Lazio, Marche e Sardegna hanno minimi tratti interessati.

Dal monitoraggio è stata esclusa la regione Sicilia, dove i dati sono raccolti dalle autorità sanitarie e, di conseguenza, mancano informazioni aggiornate sul chilometraggio delle coste dell’isola.

L’analisi è stata condotta anche per verificare la qualità delle acque di balneazione di laghi e fiumi: sui 662 km su cui avviene il monitoraggio, 630 km sono bagnati da acque di qualità eccellente, pari al 95,2% del totale monitorato. 20 km dalla qualità buona (3,1%), 6 km di qualità sufficiente (0,9%), 1 km in qualità scarsa (0,2%).

I controlli svolti ciclicamente sono fondamentali per salvaguardare la salute dei bagnanti e per indagare su eventuali anomalie dovute a contaminazioni da idrocarburi o tensioattivi, purtroppo sempre più frequenti.

Photo credits: Sistema Nazionale Protezione Ambiente