Lo scorso 13 giugno la Commissione e il Parlamento europeo hanno varato il regolamento 2024/1735, che istituisce il Net Zero Energy Act, atto divenuto operativo il 23 dello stesso mese con la pubblicazione in gazzetta ufficiale. Obiettivo principale è il raggiungimento del net zero in termini di emissioni e della carbon neutrality al 2030.
Uno dei principali impegni del neonato atto prevede che entro il 2030 il 40% del fabbisogno domestico venga coperto da tecnologie pulite, le energie rinnovabili, che dovranno essere rese per così dire “mature”, in grado di garantire gli obiettivi previsti oltreché l’approvvigionamento di energia pulita.
Una delle tecnologie rinnovabili più promettenti è rappresentata dal fotovoltaico per il quale il Net zero Energy act richiede che entro il 2030 dagli attuali 320 GW si raggiungano i 600 GW. In questo modo sarà possibile contribuire al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica oltre a rendere i singoli stati meno dipendenti da approvvigionamenti energetici esterni. La normativa deve garantire che i produttori di tecnologie possano aumentare il proprio vantaggio competitivo e raggiungere al 2030 una produzione di energia di non meno di 30 GW. Si prevede che questa tecnologia possa concorrere al 60% del prodotto interno lordo annuo dell’Unione e garantire 400 mila posti di lavoro.
I numeri dimostrano come il fotovoltaico sia un settore in salute, copre la quota del 9% delle rinnovabili, pari a 246 TWh delle rinnovabili. Ulteriore conferma in questo senso è rappresentato dall’ Italia, che pur essendo al terzo posto dietro Germania e Spagna dove il report Italia Solare 2023, fotografa una situazione che vede una potenza connessa di 30282 MW e soprattutto un aumento rispetto 25048 MW del 2022 e oltre 1,5 milioni di impianti connessi, anche qui con il segno + rispetto al milione 2221 mila del 2022, positivo anche il trend dei primi 4 mesi di quest’ anno, soprattutto se rapportati allo stesso periodo dello scorso anno (+ 53%) pari a 2167 MW.

European Solar Academy per la formazione nel fotovoltaico nell’ UE
Al di là dei numeri incoraggianti, la fotovoltaica necessità di un ulteriore salto di qualità e di questo è cosciente la Commissione Europea che si è posta l’obiettivo di rafforzare il settore in termini di conoscenze e incrementarne la forza lavoro specializzata. Per questo quasi in contemporanea con l’emanazione del Net Zero Energy Act ha dato il via alla European Solar Academy, la prima di una serie di accademie specializzate nella creazione di competenze specializzate da inserire filiera della Net Zero, in particolare nel segmento delle energie rinnovabili, come appunto il fotovoltaico
L’ obiettivo della nuova creazione, che non è l’ unica del genere, un esempio simile è rappresentato dalla European Battery Academy nata nel 2022, e che nelle intenzioni dovrebbe essere affiancata da altre simili nei diversi settori delle rinnovabili, è quello di incrementare la forza lavoro attraverso la formazione di 100 mila lavoratori specializzati entro il 2027.
European Solar Academy che si interfaccerà con l’industria per dare vita alle fasi della formazione, la cui erogazione nelle diverse realtà sarà in capo a partner con la collaborazione di università, imprese, ecc e garantirà lo scambio delle competenze nel territorio dell’Unione.
Il sostegno previsto dalla Commissione per la neonata realtà formativa è di 9 milioni di € provenienti dal programma dell’Unione Europea per il mercato Unico 2021 – 2027, che prevede tra i vari impegni il rafforzamento della competitività e della sostenibilità delle piccole medie imprese, la creazione di un valore sociale positivo attraverso l’innovazione nel digitale, nella salute pubblica e nella transizione verde. Il progetto verrà realizzato da Eit innoenergy comunità per lo sviluppo e lo scambio di conoscenze nell’ ambito della sostenibilità, delle energie rinnovabili e dei sistemi energetici anche attraverso la ricerca di investitori e aziende in grado di supportare idee imprenditoriali.
