Gli elefanti africani si chiamano per nome

I ricercatori hanno scoperto che gli elefanti africani si rivolgono ai loro simili tramite richiami specifici.

APPROFONDIMENTO
Francesca Danila Toscano
Gli elefanti africani si chiamano per nome

I ricercatori hanno scoperto che gli elefanti africani si rivolgono ai loro simili tramite richiami specifici.

Sono i più grandi animali terrestri viventi, i veri re della savana che purtroppo rischiano di estinguersi. Sono gli elefanti africani (Loxodonta africana), estremamente intelligenti ed enigmatici, con un cervello che pesa circa quattro chili e mezzo, con neuroni tre volte più numerosi di quelli della nostra specie. Sono animali molto socievoli, talmente tanto da stringere amicizie.

Da accurate osservazioni delle loro interazioni si evidenzia chiaramente che essi capiscono ciò che stanno dicendo. Pare si lancino, attraverso i barriti, dei messaggi ben precisi, riuscendo addirittura a chiamarsi per nome. Una comunicazione, dunque, decisamente più complessa di quanto potessimo immaginare fino ad ora.

Riunioni di famiglia fra gli elefanti africani

Secondo Michael Pardo e George Wittemyer, ricercatori dell’università del Colorado e autori dello studio “African savannah elephants call one another by ‘name’”, pubblicato sulla rivista Nature ecology & evolution, gli elefanti africani si rivolgono ai loro familiari con richiami specifici, somiglianti a nomi.

Pensavamo di essere gli unici a farlo e invece, l’utilizzo dei nomi non è una prerogativa della nostra specie, anche altri animali, come i tursiopi (Tursiops truncatus) e i parrocchetti frontearancio (Eupsittula canicularis), si rivolgono a individui specifici riproducendo il richiamo del destinatario. Gli elefanti riuscirebbero ad utilizzare etichette vocali arbitrarie, una combinazione di vocalizzi e brontolii, come se fossero dei nomi.

Gli scienziati hanno analizzato ben 469 richiami, emessi da 101 elefanti africani, registrati in due parchi del Kenya, per cercare di determinare le sottili differenze tra le vocalizzazioni emesse.

Ad aiutarli nel lavoro c’era l’intelligenza artificiale, grazie ad essa sono riusciti a individuare e isolare i richiami che l’udito umano non è in grado di percepire e distinguere, riconoscendo le minime variazioni di frequenza e altezza nei versi dei pachidermi.

L’evoluzione del linguaggio

Studiando i richiami registrati, i ricercatori sono riusciti a identificare specifiche vocalizzazioni indirizzate a determinati individui, differenti da quelle rivolte a tutto il gruppo. Per rivolgersi ad un determinato individuo, gli elefanti usano lo stesso nome ma con alcune leggere variazioni.

Il modello impiegato ha identificato esattamente a quale elefante veniva inviato il richiamo il 27,5% delle volte, suggerendo che tali richiami veicolano informazioni riservate solo a un elefante specifico, che riconosce il proprio “nome” e risponde ai richiami.

I ricercatori hanno appunto notato che, facendo ascoltare ai pachidermi differenti registrazioni, alcune dirette a loro e altre rivolte invece ad altri elefanti, gli animali si avvicinavano velocemente se veniva trasmesso il loro nome generando vocalizzazioni per rispondere. “Ciò indica che gli elefanti possono stabilire se un richiamo è rivolto a loro semplicemente ascoltandolo”, ha affermato Pardo.

Un modo di comunicare che sta cambiando e che potrebbe rappresentare un’importante pressione selettiva sull’evoluzione dell’apprendimento vocale. Questa capacità, inoltre, ha condotto gli autori a riflettere sulla capacità di pensiero simbolico dei pachidermi, sulla quale non si hanno ancora molte evidenze scientifiche, decidendo di approfondire ulteriormente gli studi.