Il gran caldo ormai perseguita le città del nostro Paese provocando malori e danni.
Gli esperti si affannano a dare consigli agli anziani e alle persone fragili ma i Pronto Soccorso si riempiono ugualmente.
Ogni anno l’allerta cresce e le temperature pure.
Ma non sono questi gli unici danni determinati dai cambiamenti climatici.
Uno studio internazionale, che ha coinvolto l’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr mostra come il clima influenzi gli incendi boschivi e l’ampiezza delle aree bruciate, determinando la quantità di vegetazione secca che può alimentarli.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Earth’s Future , ha permesso di ottenere per la prima volta, una stima precisa di come i cambiamenti climatici influenzino l’estensione degli incendi.

Sebbene spesso siano le attività umane, intenzionali o accidentali, a innescare il fuoco, è il clima a determinarne la portata.
Infatti le fiamme una volta divampate bruciano un’area la cui misura dipende dalle condizioni meteorologiche, quali i venti, ma anche da altri due fattori cruciali : la disponibilità di combustibile, come legna e vegetazione secca, e l’efficacia delle misure di prevenzione e controllo.
Lo studio, condotto su scala globale, mette infatti in evidenza che lo stato e la quantità di combustibile sono strettamente legati alle condizioni climatiche.
I risultati sono frutto dell’analisi di venti anni di dati raccolti sia sul suolo sia da satellite: lavoro che ha permesso di creare il primo database globale che raccoglie informazioni sugli incendi boschivi da fonti nazionali.
“Grazie a questo database gli esperti potranno studiare meglio come gli incendi boschivi stanno cambiando nel tempo e capire quali fattori li influenzano” afferma Andrina Giancheva, dell’Università della Murcia in Spagna, “Queste conoscenze saranno preziose per sviluppare strategie più efficaci per prevenire e gestire gli incendi, una sfida sempre più importante in molte parti del mondo” conclude.
Lo studio ancora una volta e se ce ne fosse bisogno, dimostra come i cambiamenti climatici abbiano un impatto diretto sull’ambiente e sulle nostre società, e come sia necessario affrontare senza indugio la predisposizione di misure adeguate ed efficaci di prevenzione di quelli che ci ostiniamo a chiamare pericoli naturali.
