Quando si organizzano le vacanze sono due le cose fondamentali che preoccupano di più: il mezzo con cui partire e cercare un posto dove dormire. Hotel, case vacanze, agriturismi, villaggi, appartamenti o campeggio, sono tante le alternative, da qualche tempo si è aggiunto alla lista anche l’home swapping.
È una nuova tendenza che sta pian piano prendendo piede fra i viaggiatori, diventando una scelta ideale per chi è alla ricerca di un’avventura sostenibile e certamente autentica.
Alla base c’è uno scambio diretto di abitazioni per ridurre i costi dell’alloggio, un turismo che si fa sempre più economico e responsabile, con un approccio certamente diverso rispetto ai tradizionali soggiorni in hotel o affitti brevi.

Come funziona l’home swapping
Nato negli anni Cinquanta grazie all’idea di alcuni insegnanti americani, i quali compilarono una lista di nomi di colleghi che desideravano scambiare le loro case per le vacanze in zona New York e dintorni. Da allora, l’home swapping ha fatto passi da gigante, oggi vive una rinascita grazie alla crescente attenzione verso il turismo responsabile e la sharing economy.
Lungo il cammino ha visto la comparsa di cataloghi che mostravano le case a disposizione, negli anni 90 è arrivato il portale sul web per semplificare e velocizzare l’iscrizione e l’offerta delle case, i contatti, gli accordi per lo scambio tra chi le abita e le recensioni. È diventato un vero e proprio business che porta giovamento a tutti, iniziando dal portale che produce profitti e dà lavoro a persone, crea referenti in tutte le aree geografiche, sviluppa servizi e rende vivo senza dubbio il tessuto economico dei luoghi nei quali transitano i nuovi abitanti temporanei.
Chi scambia la casa corrisponde un canone annuale alla piattaforma, con tariffe variabili da circa 100 euro in su, risparmiando però fino al 95% in meno rispetto a quanto spenderebbe in un hotel o altra struttura turistica.
Esistono poi anche siti specializzati, c’è chi punta sul lusso e sullo scambio non simultaneo delle seconde case, o chi punta sul design e su case dotate di personalità.
I vantaggi
La riduzione dei costi di alloggio è il beneficio principale. Eliminando le spese per hotel e affitti, i viaggiatori possono riservare il budget accantonato ad altre esperienze. Ma, il vero valore di questa pratica è l’opportunità di vivere un’esperienza di viaggio più immersiva.
Abitando in una zona residenziale e non turistica, si vive la quotidianità del luogo e si creano legami con la comunità locale. Inoltre, l’home swapping promuove un turismo sostenibile riducendo la necessità di edificare nuove strutture ricettive e ottimizzando l’utilizzo delle abitazioni esistenti, impattando pochissimo sull’ambiente.
Questo tipo di ospitalità non è per tutti, richiede grande apertura mentale per immedesimarsi nelle vite degli altri, ma può trasformarsi in una delle esperienze più gratificanti e memorabili di sempre.
L’Italia è una meta ambita nel circuito dell’home swapping. Gli scambi nel nostro Paese, infatti, registrano un numero che non smette di crescere, grazie alle città d’arte e alle località costiere che attirano un gran numero di viaggiatori interessati a esplorare questi luoghi da una prospettiva diversa.
Un turismo non convenzionale, che crede nella condivisione e nel consumo collaborativo, che insegna i vantaggi dell’accesso temporaneo ai beni e la bellezza di vivere in un posto, anche in vacanza, come chi ci abita tutto l’anno.
